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Variante al Prg 2019 del Comune di Trento, OK dalla Provincia

La soddisfazione del Sindaco Ianeselli e la vicinanza alla dirigenza comunale ingiustamente attaccata

Tra i principi cardine, la salvaguardia ambientale e la semplificazione degli interventi sul patrimonio edilizio esistente in modo da accelerare i progetti di riqualificazione e riuso.
Lo stralcio delle nuove aree residenziali da parte della Pat motivato con l’insussistenza di fabbisogno abitativo. Solidarietà alla dirigenza comunale vittima di un attacco «incomprensibile e ingiustificato».

Dopo l’adozione definitiva del 19 giugno scorso da parte del Consiglio comunale, la variante al Prg 2019 del Comune di Trento è stata approvata dalla Giunta provinciale e diventa dunque pienamente operativa.
Tra le previsioni più significative dello strumento urbanistico c’è la semplificazione delle modalità di intervento sul patrimonio edilizio esistente e sulle aree già edificabili, in modo da promuovere e accelerare i progetti di riuso e riqualificazione.
La tutela delle aree verdi si accompagna dunque allo snellimento delle procedure che consentiranno di aggiornare la vocazione urbanistica di aree oggi marginali o non più funzionali allo sviluppo urbano.
 
Sono state stralciate dalla Provincia le quattro nuove aree residenziali introdotte tramite emendamento con l’adozione definitiva da parte del Consiglio comunale.
L'analisi degli scenari demografici e la stima della capacità edificatoria non hanno fornito infatti elementi sufficienti a derogare al divieto di consumo di suolo.
Il sindaco Franco Ianeselli e l’assessora all’urbanistica Monica Baggia esprimono la loro soddisfazione per l’approvazione della variante.
 
«Questo è un momento importante per la città: la variante infatti consente a Trento di affrontare il futuro avendo ben chiari i due grandi obiettivi della tutela del territorio e della semplificazione.
«Sappiamo che in questa Consiliatura dobbiamo dare risposte a una città che continua a cambiare, come dimostrato dalla pandemia, che ci chiede di migliorare sotto il profilo della sostenibilità, ma anche di rivedere le modalità dell’abitare per poter rispondere alle necessità dello smart working.
«E tra le innovazioni di questa Variante c’è proprio il venir meno di alcune rigidità che rendevano difficile intervenire sul patrimonio edilizio esistente. Infatti, per favorire il riuso e la riqualificazione sono state rese più elastiche le destinazioni d’uso cosa che, in un periodo di crisi, può dare nuove funzioni a edifici dismessi.»
 
Il sindaco e l’assessora esprimono inoltre la loro vicinanza alla dirigenza dell’Urbanistica comunale.
«La dirigenza è stata vittima di un attacco incomprensibile e ingiustificato da parte del vicepresidente del Consiglio comunale Andrea Merler, che com’è noto è maestro nell’uso continente della lingua italiana.
«Le modifiche apportate alla Variante sono infatti da attribuire in toto alla Giunta provinciale, che in questa occasione ha applicato rigorosamente la normativa verificando in modo puntuale la conformità al Pup dello strumento urbanistico comunale.»
 
Scendendo nel dettaglio, i principali temi trattati dalla Variante 2019, in assoluta coerenza con la legge provinciale per il Governo del territorio, sono riassumibili in due grandi filoni: da un lato la salvaguardia ambientale e del suolo, il che significa evitare l'introduzione di nuove zone edificabili e stralciare le previsioni inattuate e inattuali; dall'altro lato, proprio a fronte della salvaguardia del suolo, è prevista la semplificazione delle modalità di intervento sul patrimonio edilizio esistente e sulle aree già edificabili in modo da promuoverne il riuso e la riqualificazione.

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