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È uscito il nuovo libro «Le marquis de Cavalcabò»

Il volume è edito dall’Ufficio beni archivistici, librari e Archivio provinciale di Trento

«Le marquis de Cavalcabò»: il libro appena edito dall’Ufficio beni archivistici, librari e Archivio provinciale di Trento ricostruisce minutamente l’avvincente biografia di Giorgio Baroni Cavalcabò (Sacco presso Rovereto, 1717-Parigi, 1799), uno dei grandi avventurieri dell’Età dei Lumi e fra i personaggi più sfuggenti ed enigmatici della storia trentina.
Del «marquis de Cavalcabò» e delle sue straordinarie avventure settecentesche, Eugenio Di Rienzo, professore ordinario di Storia moderna dell’Università degli Studi di Roma «La Sapienza» e direttore della «Nuova Rivista Storica», dialogherà con Alessandro Cont nella presentazione pubblica del libro che si terrà online giovedì 2 dicembre 2021, alle ore 17.00.
L’iniziativa si colloca nel quadro della rassegna 2021 degli «Incontri del giovedì» organizzata dall’Ufficio beni archivistici, librari e Archivio provinciale di Trento.
 
Il nuovo volume della collana «Archivi del Trentino», Le marquis de Cavalcabò di Alessandro Cont, è un omaggio reso a una fascinosa ed enigmatica figura della storia trentina, Giorgio Baroni Cavalcabò (Sacco presso Rovereto, 1717-Parigi, 1799). Nonostante l’importanza del personaggio - fu il primo rappresentante stabile della Russia a Malta - nessuna biografia gli era stata dedicata finora. A partire dalle carte private del «marchese» che si conservano agli Archives nationales di Francia, e ampliando quindi le indagini (una vera e complicata caccia ai tesori) in Europa e negli Stati Uniti d’America, l’autore ha colmato questa lacuna.
Ne esce un vitale ritratto a tutto tondo che rende giustizia a un esponente formidabile e cosmopolita del XVIII secolo: un magnetico, brillante, colto, spregiudicato e intraprendente cortigiano, educatore, collezionista, negoziatore, mecenate e speculatore finanziario.
Lo riconoscono le due autorevoli prefazioni, a firma l’una di Elena Smilianskaia, professoressa all’Università nazionale di ricerca «Scuola superiore di economia» della Federazione Russa, e l’altra di Jean Boutier, direttore di studi della École des hautes études en sciences sociales (EHESS).
 
Coinvolgente, appassionante appare la traiettoria umana, a raggio europeo, dell’avventuriero saccardo, che ha ben poco da invidiare a quella ben più celebre di Giacomo Casanova. Una parabola che culminò nell’ardua e audace attività diplomatica e cospiratrice svolta da Cavalcabò tra il 1770 e il 1775 (il suo congedo data comunque al 1776) sull’isola di Malta al servizio dell’imperatrice Caterina II di Russia.
Il contesto è quello della guerra di terra e di mare tra Impero ottomano e Impero russo, conclusasi nel 1774 a vantaggio del secondo e con conseguenze - si pensi in particolare allo statuto della Crimea - ancora oggi attuali e scottanti. Addirittura, Cavalcabò, di concerto con il comandante in capo della flotta russa Aleksei Orlov, partecipò personalmente a una congiura che avrebbe dovuto togliere di mezzo il dominio dei Cavalieri Ospitalieri sullo strategico arcipelago maltese.

Si potrà seguire liberamente l’evento e partecipare al dibattito storiografico in videoconferenza mediante la piattaforma Lifesize al link https://call.lifesizecloud.com/663317 e in live streaming al link https://live.lifesizecloud.com/embed/ddd9f0b1-3f89-4150-9b0a-8ebc70794eb6

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