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Venerdì 10 marzo, cerimonia in ricordo di Mario Pasi

Tenente degli Alpini, comandante partigiano e medico chirurgo al S. Chiara di Trento, è Medaglia d’oro della Resistenza

L’Anpi del Trentino e il Comune di Trento - con la partecipazione di Cgil-Cisl-Uil del Trentino, dell’Udu e delle Associazioni Combattentistiche di Trento - invitano a partecipare alla manifestazione in ricordo del sacrificio del Mario Pasi, tenente degli Alpini, comandante partigiano e medico chirurgo al S. Chiara di Trento (Medaglia d’oro della Resistenza), nel 78° anniversario del sacrificio di Mario Pasi.
 
Questo il programma nella mattina di venerdì 10 marzo:
• ore 10.00 piazza Pasi: deposizione della corona alla targa commemorativa, saluti del presidente Anpi Mario Cossali e del sindaco Franco Ianeselli
• ore 11.00 ospedale S. Chiara: deposizione corona nell’atrio del S. Chiara.

 Mario Pasi 
Mario Pasi era figlio unico di Enrico, operaio morto dal dolore nel 1950, e di Alessandrina Fabbri, mrta nel 1948). Genitori di ferme posizioni repubblicane e antifasciste.
Promotore del movimento antifascista tra i giovani intellettuali durante il Ventennio, conseguì la laurea in medicina e chirurgia all'Università di Bologna nel 1936.
Chiamato alle armi nel 1940, venne inviato sul fronte occidentale e successivamente in Albania.
Da qui, intratterrà diversi rapporti epistolari, tra i quali quella nutrita con l'intellettuale partigiano Roberto Pagnani.
Rientrato in patria per motivi di salute, dichiarato inabile al servizio, riprese la sua attività di medico operando presso l'ospedale Santa Chiara di Trento, che allora era in Via Santa Croce dove adesso c’è l’auditorium.
 
Nelle settimane immediatamente successive all'Armistizio si prodigò in Trentino per aiutare i soldati italiani in fuga e, nel dicembre 1943, entrò a far parte della Resistenza bellunese con il nome di Alberto Montagna.
Attivo in una delle prime formazioni partigiane della zona, il Nucleo partigiano Luigi Boscarin/Tino Ferdiani, e successivamente commissario politico del Battaglione Mazzini, dipendente dalla Divisione garibaldina Nino Nannetti, il 22 novembre fu nominato commissario del Comando unico di zona del CLN bellunese.
 
Catturato il 9 novembre 1944 dai tedeschi in seguito a una delazione, fu ferocemente torturato perché parlasse. Di fronte al suo silenzio, fu mandato a morte il 10 marzo 1945, a poco più di un mese dalla fine della guerra.
Era già in fin di vita da giorni fu portato in barella per essere comunque impiccato al Bosco delle Castagne, sopra Belluno, con altri nove prigionieri politici, per rappresaglia seguita a un attentato al Poligono di tiro di Mussoi attuato da un gruppo di partigiani della divisione Garibaldi Belluno.
Il luogo dell'impiccagione è un parco storico che conserva la memoria di quei tragici eventi.
 
In precedenza, come testimoniarono vari altri prigionieri, nelle celle della caserma Tasso di Belluno, Pasi era stato torturato e seviziato per quattro mesi e ridotto in fin di vita dal tenente delle SS Georg Karl, comandante della Sezione Gestapo di Belluno, svanito nel nulla dopo la guerra come molti criminali nazisti.
Malgrado le sevizie, Pasi rifiutò sempre di fornire informazioni e attraverso un'altra detenuta fece arrivare ai comandi partigiani un bigliettino in cui chiedeva del veleno per suicidarsi.
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