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Riapre al pubblico l’area archeologica di Palazzo Lodron

Da mercoledì 10 luglio nell’omonima piazza nel centro storico di Trento

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Dopo un lungo periodo di chiusura mercoledì 10 luglio riapre al pubblico l’area archeologica di Palazzo Lodron, nell’omonima piazza nel centro storico di Trento.
Assieme allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas in piazza Battisti, alla Villa romana di Orfeo, in via Rosmini, e a Porta Veronensis, sotto la Torre Civica, si tratta di una delle testimonianze più importanti dell’antica Tridentum. Il sito, curato dall’Ufficio beni archeologici dell’UMSt Soprintendenza per i beni e le attività culturali provinciale con il sostegno di Volksbank, conserva i resti di un quartiere meridionale della città fondata dai Romani nella seconda metà del I secolo a.C.
 
Le ricerche degli archeologi hanno permesso di riportare in luce e rendere visitabili un tratto della cinta muraria, parte di una strada, i resti di una torre, di abitazioni private e di una bottega vinaria. L’area archeologica sarà visitabile con accesso gratuito nei giorni di mercoledì, giovedì e venerdì (non festivi) dalle ore 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 16.30.
In occasione dell’apertura mercoledì 10 luglio, alle ore 11, è prevista una visita guidata gratuita a cura dei Servizi Educativi dell'Ufficio beni archeologici.
 
Le ricerche nel sottosuolo di Palazzo Lodron, iniziate nel 2000 in concomitanza del restauro dello storico edificio, hanno permesso l’individuazione di un esteso settore di Tridentum, con una sequenza stratigrafica integra che va dalla fine del I secolo a.C. fino al VI/VII secolo d. C. La scoperta ha contribuito alla ricostruzione dell’impianto urbano della città romana e ha fornito nuovi dati relativi all’edilizia privata, nonché alle attività che si svolgevano all’interno del centro abitato. Particolarmente significativi per l’ottimo stato di conservazione sono i resti delle mura meridionali della prima cinta cittadina, risalente all’epoca di Augusto.
Sono visibili pietre, ciottoli, filari di laterizi e le buche pontaie, i fori per inserire i pali di sostegno delle impalcature realizzate nel momento della costruzione.
 
Lungo il muro si trovano le tracce di una torre che nel periodo di massimo sviluppo di Tridentum fu probabilmente trasformata in porta e più tardi tamponata. Il sito conserva inoltre un tratto di un cardo minore, una strada lastricata con andamento nord-sud, completa di crepidini in blocchi di pietra e marciapiede in terra battuta, e resti di edifici privati con funzioni commerciali e produttive. Fra questi spicca una caupona, bottega per la vendita di vino, riconoscibile per la presenza di grandi fosse circolari adatte a contenere tini o botti, che si affacciava direttamente sull’antico fronte stradale.
 
Sono inoltre stati individuati i resti di un edificio privato di cui si riconoscono alcuni ambienti con probabile funzione di cucina e dispensa e altri funzionali all’alimentazione del sistema di riscaldamento a pavimento di cui dovevano essere dotate alcune stanze, oggi non più visibili. Una curiosità è l’identificazione di una latrina a sedile, finora un unicum per la città di Trento. Sul fronte esterno del palazzo è oggi riconoscibile, lungo il lato sud dell’edificio, la seconda e più tarda cinta muraria, costruita nel III secolo d.C., addossata alla quale è stato rinvenuto un cimitero databile fra VI e VII secolo, con una tomba di donna gota con un ricco corredo funebre.

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