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«Una strategia per lo sviluppo dell'Ict Trentino»

L'appello del sindaco e del presidente Manzana a definire un progetto di territorio

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«Il Trentino è una piccola terra. Se è vero che l'Europa, nella corsa all'innovazione digitale e all'intelligenza artificiale, rischia di restare indietro rispetto alla Cina e agli Stati Uniti, figurarsi la nostra provincia periferica, con i suoi 540mila abitanti.
«Per questo è indispensabile una strategia di territorio che parta dalla consapevolezza che il digitale sta cambiando il lavoro in modo profondo e radicale.»
Così, nella sala di Rappresentanza di palazzo Geremia, il sindaco di Trento Alessandro Andreatta ha aperto l'incontro «IcTrento Forum. Verso il distretto dell'hi tech», a cui hanno partecipato i protagonisti del settore digitale trentino, dai centri di ricerca alle aziende, dall'università, alle start up alle scuole.
 
Per il sindaco l'appuntamento di venerdì, moderato da Maurizio Napolitano, è stato «il punto d'inizio di un progetto: chiamiamolo distretto, chiamiamolo coordinamento, chiamiamolo agenda.
«Non è importante il nome, ma l'obiettivo: consentire all'Ict trentino di crescere ulteriormente, ma anche di fare massa critica e dunque di proporsi all'esterno come una realtà dinamica, in grado di attrarre talenti, commesse, investimenti.»
 
Tra i relatori, anche il presidente della Fondazione Bruno Kessler Francesco Profumo, che si è soffermato sull'importanza della formazione.
«Nel prossimo futuro molti mestieri non verranno sostituiti dal progresso tecnologico, ma l’automazione rimpiazzerà una parte del lavoro, si parla infatti di percentuali di lavoro sostituibili.
«Chi, come Fbk, fa ricerca, ha l’importante compito di realizzare una Ict che non sostituisca le persone ma le aiuti, le valorizzi.
«La speranza è nei nuovi mestieri per far incontrare domanda e offerta di competenze professionali che sono in rapido mutamento, e questo si può fare solo con la formazione.
«Investire nell'educazione è quindi prioritario, è un investimento per costruire il futuro che deve essere fatto velocemente, visti i tempi estremamente rapidi con cui opera la nuova rivoluzione industriale rispetto alle precedenti grandi trasformazioni.»
 
Anche per il presidente di Confindustria Trento Fausto Manzana è necessario che il Trentino definisca al più presto una strategia.
«Il nostro territorio è da decenni leader per l’Information and Communication Technology, grazie alla presenza di un tessuto produttivo che ricomprende alcune tra le principali imprese del settore a livello nazionale e di centri di ricerca di eccellenza che si sono ritagliati un ruolo di primo piano nella comunità scientifica internazionale.
«Il comparto ha contribuito attivamente allo sviluppo del territorio, in particolare sul fronte delle risorse economiche e delle competenze.
«Oggi è necessario che il sistema locale si attivi per definire una strategia, con il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati, orientata a contribuire a uno sviluppo economico sostenibile e duraturo per il territorio, offrire alle nuove generazioni opportunità di lavoro qualificato, dotare il territorio di competenze in grado di sostenere processi di innovazione diffusa.
«Tre i fattori sui quali intervenire: formazione, ricerca e innovazione, produzione.»
 
Marco Segatta, presidente dell’Associazione Artigiani, ha sottolineato come il «comparto dell’Ict non abbia risentito della crisi.
«Il lavoro non manca, manca però la manodopera specializzata, – ha spiegato Segatta. – Bisogna fare passare il messaggio che anche questo settore può dare risposte dal punto di vista occupazionale.»
 
Nel corso del Forum, Paolo Giorgini, direttore del Disi (dipartimento Ingegneria e Scienze dell'Informazione), ha annunciato: «Il Disi lancia la sfida dell’Intelligenza Artificiale attivando già dal prossimo anno la nuova laurea magistrale in Artificial Intelligence Systems pensata come un vero e proprio laboratorio congiunto tra mondo della ricerca e quello industriale.
«L’Intelligenza Artificiale segnerà nei prossimi anni il passaggio ad una nuova era dell’Ict e avrà un impatto in tutti i settori economici.
«I giovani hanno già percepito l’importanza di questo cambiamento e le aziende sono pronte ad acquisire nuovo personale con competenze legate all’intelligenza artificiale e si dicono pronte a collaborare con il dipartimento per lo sviluppo laboratori didattici congiunti.
«L’Intelligenza Artificiale è una straordinaria occasione per l’innovazione nel Trentino e i suoi settori industriali, il Disi è pronto a fare la sua parte, ma ha bisogno di uno sforzo e un investimento da parte delle amministrazioni pubbliche e il mondo industriale e produttivo.»
 
A concludere il primo giro di interventi è stato l’assessore provinciale alla Ricerca e allo Sviluppo economico Achille Spinelli.
«L’intelligenza artificiale sarà uno degli ambiti a cui la Provincia destinerà risorse importanti», – ha assicurato Spinelli, ricordando la prossima apertura di un Forum della ricerca.
Spinelli poi ha chiesto alle grandi aziende del territorio di «guardarsi intorno e di investire nelle start up, senza soffocarle, tenendosi a debita distanza».
All’Amministrazione pubblica, ha continuato l’assessore, spetta il compito di «creare un contesto che facili la comunicazione e la rete tra le aziende».
Infine, Spinelli ha dedicato una parentesi all’informatica pubblica.
«Oggi ha poco senso: lo spreco di risorse che questo settore produce ancora non è più tollerabile. L’informatica pubblica va riformata e ricondotta all’essenziale.»
 
Tra gli interventi anche quello di Manuele Margini, amministratore delegato di Phoenix Informatica Bancaria, che ha sottolineato il ruolo avuto da Phoenix e Ibt nella nascita, a Trento, dell'ottavo gruppo bancario nazionale.
«Nel 1996 il fondo comune delle Casse Rurali Trentine, poi divenuto per la componente industriale, Phoenix Informatica Bancaria, decise, con lungimiranza, di uscire dai confini regionali per offrire i propri prodotti e servizi informatici alle banche di credito cooperativo italiane.
«Successivamente anche un’altra azienda, allora privata, Informatica Bancaria Trentina, fece lo stesso. Nel 2003, Cassa Centrale Banca andò al controllo anche di Ibt ed iniziò a sviluppare la propria strategia di espansione fuori regione, appoggiandosi al driver dell’informatica.
«La credibilità, la visione strategica e l’efficienza industriale informatica sono stati elementi fondamentali per far sì che molte delle banche di credito cooperativo italiane si polarizzassero attorno a Ccb per dare vita all’ottavo gruppo bancario nazionale.
«E questo per il Trentino deve essere motivo d’orgoglio.»

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