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Patente ritirata e maximulta a un autotrasportatore

La Polizia Locale del Comune di Trento lo aveva fermato ma, accortosi di un telecomando sospetto, l'agente è stato assalito dal conducente

Martedì scorso alle ore 22.35, sulla strada S.P. 235 agenti del Nucleo Autotrasporto della Polizia locale imponevano l’alt ad un autoarticolato composto da trattore stradale da semirimorchio, al fine di effettuare un controllo stradale inerente alle normative sull’autotrasporto nazionale di merci.
Visto l’ingombro del mezzo intimavamo al conducente del mezzo di portarsi presso la zona dell’interporto per completare l’accertamento.
Lì un agente si portava a lato della portiera del conducente dell’autoarticolato e gli chiedeva di salire in cabina per poter effettuare i controlli sul dispositivo tachigrafo.
Dopo aver ricevuto il consenso, l’Agente saliva a bordo del veicolo sedendosi al posto di guida.
Subito l’operatore di polizia notava un telecomando da cancello riposto vicino al volante.
 
Dall’esperienza nel campo del controllo dei dispositivi di controllo e delle loro limitazioni, quella tipologia di telecomando poteva essere riconducibile ad una alterazione del sistema di controllo dei tempi di guida e riposo del mezzo.
Appena l’Agente prendeva in mano il telecomando, chiedendo cosa fosse, il camionista reagiva violentemente stritolando con forza la mano destra dell’operatore nel tentativo di strappandoglielo di mano.
L’agente mollava la presa del telecomando ed il conducente lo occultava dietro alla schiena.
L’Agente tentava di riprendere l’apparecchio, invitando il conducente a restituirlo perché oggetto del controllo; ciò nonostante il camionista reagiva, si divincolava con la chiara volontà di tenere distanti gli operatori.
 
Nel contempo tentava di distruggere il telecomando impedendo agli agenti di riprenderlo.
Solo dopo l’impiego di maggior forza fisica riuscivano a togliere dalla mano destra del soggetto il telecomando prima che lo distruggesse.
Visto l’atteggiamento la resistenza posta in essere, intimavamo al conducente di scendere dal veicolo, nel timore che potesse avere occultato delle armi od oggetti atti ad offendere, all’interno dell’abitacolo.
Gli agenti - avendo fondato motivo che la patente fornita all’atto del controllo potesse non essere genuina - presso gli uffici del comando verificavano la patente di guida e procedevano alla perquisizione del soggetto estendendola anche al mezzo condotto.
Nel corso della perquisizione veicolare rinvenivano una carta d’identità personale con la quale si poteva identificare compiutamente il soggetto che risultava essere cittadino italiano di anni 56 residente in provincia Caserta.
 
A seguire il titolare del centro tecnico per tachigrafi accertava la presenza di alterazione del dispositivo di controllo dei tempi di guida e riposo (tachigrafo) e del dispositivo di limitazione della velocità con conseguente contestazione degli illeciti amministrativi: per il dispositivo di controllo «tachigrafo» oggetto di manomissione atta falsarne le registrazioni veniva contestato un verbale di € 1.737; per il limitatore di velocità alterato veniva contestato un verbale di € 1.938. Gli veniva anche ritirata la patente di guida.
L'agente con la mano dolorante ricorreva ad accertamenti sanitari presso il pronto soccorso dell’Ospedale Santa Chiara di Trento, ove gli veniva riscontrata una «contusione da schiacciamento mano destra a seguito di aggressione ed escoriazione dorso mano sinistra» con una prognosi di 7 giorni.
Il soggetto veniva deferito a piede libero all’Autorità Giudiziaria per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate e successivamente rilasciato. Del fatto veniva avvisato il P.M. di turno.

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