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Storie di montagna: donne e racconti di Dolomiti Paganella

L'Altopiano presenta 4 donne e altrettante storie che raccontano la vita di montagna

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L’Altopiano della Paganella è fatto di boschi e pendii, di laghi turchesi, borghi suggestivi e di una ricca tradizione enogastronomica. Questo territorio ai piedi delle Dolomiti di Brenta, però, è fatto anche di storie e di persone, di mestieri unici e passioni.
Per scoprire la zona da un nuovo punto di vista, Dolomiti Paganella presenta 4 donne e altrettante storie che raccontano la vita sull’altopiano: dall’animal keeper del Parco Faunistico di Spormaggiore fino alla poetessa classe 1921 passando per chi ha trasformato la sua vita per amore dedicandosi al rifugio di famiglia o volando in Paganella dal Paese del Sol Levante.
 
  Martha, animal keeper del Parco Faunistico di Spormaggiore 
«Quando da piccola mi chiedevano cosa volessi fare da grande, rispondevo ‘lavorare con gli animali’. Sono fortunata, da undici anni faccio proprio quello!» Martha Hirber ha origini altoatesine ed è la animal keeper del Parco Faunistico di Spormaggiore, un parco nato dalla volontà di realizzare un habitat migliore per gli orsi che si trovavano in preesistenti stati di cattività e che oggi è un ambiente unico nel suo genere.
Qui, ogni giorno, Martha si prende cura degli ospiti del parco — linci, lupi, caprioli, orsi e lontre, — dà loro da mangiare, si occupa della pulizia degli ambienti in cui vivono e, al bisogno, somministra le cure prescritte dal veterinario. Il suo rapporto con loro è così stretto che ormai ne conosce le abitudini alla perfezione.
«So benissimo che, delle tre linci, il maschio, che è anche il più anziano, arriverà per primo. Per quanto riguarda i lupi invece, che sono dieci, a corrermi incontro non appena entrerò nel recinto con il cibo, saranno i soliti tre.»
 
 Sonia, una vita in rifugio 
«La mattina ci alziamo, facciamo colazione, accendiamo i fuochi e prepariamo la colazione per gli ospiti che hanno dormito da noi. Tutto sommato il nostro lavoro non è molto diverso da quello di coloro che hanno un’attività di ristorazione in paese: accogliamo i nostri ospiti in qualsiasi momento della giornata per il pranzo, per la cena, per la pausa caffè. La differenza sta nel lavorare in un posto dove, aprendo le finestre, lo sguardo non si posa su una giungla di cemento, ma sulle cime più maestose delle Dolomiti di Brenta, patrimonio dell’Umanità. E il bosco è a soli dieci passi di distanza.»
Sonia Frizzera (foto di copertina), da quando si è sposata con Umberto, gestisce con la sua famiglia il Rifugio La Montanara, sull’Altopiano del Pradel, comprando prodotti freschi nelle botteghe del paese, cucinando solo piatti trentini per valorizzare al meglio le ricette della tradizione e accogliendo gli ospiti a braccia aperte in ogni momento dell’anno. Sono queste attenzioni che negli anni hanno trasformato la struttura in un punto di riferimento: «Mi ricordo di una volta in cui gli impianti di risalita erano chiusi e un cliente salì appositamente a piedi, solo perché voleva una fetta della nostra torta di mandorle e ricotta. Poi in molti ritornano anche a distanza di anni, mi chiedono se mi ricordo di loro, mi raccontano di quando venivano con i loro genitori e adesso sono sposati e mi presentano i loro figli. E la storia ricomincia.»
 
 Bruna Falagiarda in Orlandi, classe 1921, in arte BOF 
Bruna Falagiarda in Orlandi (foto in basso), in arte BOF, è nata a Dorsino in una famiglia di origine contadina il 21 dicembre 1921. Ultima di cinque sorelle, dopo il matrimonio si trasferisce a San Lorenzo in Banale, dove vive tuttora, e diventa madre di 10 figli e nonna di oltre 30 nipoti creando una famiglia affiatata e numerosa.
Alle elementari tutti i maestri consigliano alla famiglia di farla studiare, ma le condizioni economiche sono tali per cui Bruna non può proseguire gli studi. Nonostante tutto, però, lei conserva e coltiva una grande passione per la lettura, per la storia e per la scrittura in dialetto ed è da queste radici che nasce Cioche e radis che non se pol cavar, un libretto di poesie edito dalla famiglia e che racchiude in sé quasi cent’anni di vita, oltre a un animo profondamente femminista. A questo si aggiunge l’impegno per la comunità, per la quale Bruna ha curato per anni il calendario dell’AVIS completandolo con aneddoti, notizie storiche e modi di dire del territorio.
L’affetto profondo di Bruna per le tradizioni e le specialità locali è emerso anche in occasione della storica Sagra della Ciuìga di San Lorenzo, un appuntamento che tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre celebra la ciuìga, un salume unico in Italia e preparato esclusivamente in questo comune secondo una tradizione secolare che unisce abilmente la carne suina alle rape e al quale BOF ha dedicato un’intera poesia.
 
 Alissa, attività sensoriali in mezzo alla natura 
Nel 2015 Alissa Shiraishi si è trasferita dal Giappone all’Altopiano della Paganella per amore. Lei è una donna dalle mille passioni: è una ballerina di Danza Buto e Contemporanea, una terapista lokai Meridian Shiatsu, un’appassionata di Yoga Iyengar, Kinomichi e della danza folkloristica Bon Odori, solo per citarne alcune.
Oggi in Trentino condivide la cultura orientale e aiuta a vedere e ad apprezzare tutte le sfumature della vita per liberarsi dei propri limiti e per ritrovare il vero sé. Con Mattia, suo marito, qualche anno fa ha dato vita a MattariVita, un progetto che nel nome affianca il termine italiano «vita» a quello giapponese «mattari», che indica la spensieratezza, ma anche il senso di riposo e rilassamento che si vive da sdraiati.
Grazie a MattariVita, Alissa accompagna i visitatori attraverso i percorsi sensoriali del Parco del Respiro di Fai della Paganella, praticando meditazione, perception walking, tree hugging e forest bathing. Alcune di queste esperienze si vivono con gli occhi chiusi, per vivere appieno il rapporto tra uomo e natura e con consapevolezza il presente per ritrovare l’equilibrio in un mondo sempre più frenetico.

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