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«Mazzo di chiavi» – Racconto di Maria Lucia Faedo Tassinari

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Per amore mi sono sposata; per amore ho lasciato un lavoro sicuro per realizzare il desiderio di Giovanni di aprire un localino fuori mano.
Il mio amore ha la passione della cucina.
Mi sono stufata di vederlo rientrare dal lavoro ombroso e stanco, lo voglio vedere sempre di buon umore e felice, la sua felicità è il mio obbiettivo!
Abbiamo cercato un localino e alla fine, fuori mano, abbiamo trovato una piccola bettola (osteria) con un portico ed un orto.
 
«Meraviglioso – ha detto subito Nani, – possiamo allevare oche e galline e avere le uova fresche e coltivare le verdure di stagione, la nostra cucina sarà all’insegna di cibi genuini e prezzo buono.»
Il mio occhio critico aveva già fatto un po’di conti, calcolato gli anni di mutuo e tutti i lavori da fare, ma per il mio amore… questo ed altro.
 
I vecchi tavoli massicci avevano il loro fascino con i segni lasciati dal tempo: infinite partite a carte, cerchi scuri lasciati dai bicchieri traboccanti di vino rosso e qualche cuore trafitto con le iniziali, addirittura qualche data, di chissà quale ricorrenza passata.
Abbiamo fatto levare il controsoffitto di cartongesso e scoperto le travi originali, lasciati i mattoni a vista in qualche punto, macchia calda di colore nel bianco della parete.
Per la cucina è venuto un esperto che ha consigliato quali tegami e strumenti fossero necessari, una cucina razionale, tutta rossa e ocra, costata un occhio ma, Giovanni la preferiva a tutte.
Lavato, pulito, lucidato, messo le tendine a quadretti abbinate alle tovaglie, luce soffusa e l’ambiente è diventato molto intimo ed accogliente.
 
Ci siamo specializzati soprattutto per i primi piatti, fatti con ingredienti di qualità e verdure di stagione.
Abbiamo messo un’insegna vecchio stile con scritto da «NANI» (il mio Giovanni).
Il locale è aperto tutte le sere, eccetto il lunedì e con il passaparola è sempre pieno.
Beh, si fa presto a fare il tutto esaurito perché ci sono solo dodici tavoli ed è sempre prenotato per tempo.
 
«Qualità e prezzo» questo è il segreto del nostro successo, la parola d’ordine di Giovanni.
Lui pensa alle «Public relations» e agli acquisti: il miglior olio, casse di vino d’annata, non risparmia proprio su nulla, è un signore.
Non bada a economie, come faccio io che mi arrabatto nel fare tutti i lavori ed a far quadrare i conti, il lavoro a me non manca perché sono anche l’aiuto cuoco oltre tutto il resto.
Lavare e stirare tovaglie e tovaglioli rigorosamente di tessuto, vango l’orto ho cominciato ad allevare galline ed oche, abbiamo anche un cane lupo e un paio di gatti per i topi, teoricamente per i topi, praticamente grassi e ben nutriti in casa.
 
Giovanni è il Padrone ed io il factotum.
Lo vedo soddisfatto dalla mattina alla sera, e ciò mi basta, e mi fa passare la stanchezza ed ogni preoccupazione.
Ogni tanto apre una bottiglia di buon vino e se la beve al pomeriggio in compagnia di qualche amico, importante come dice lui.
Poi, nel tardo pomeriggio comincia ad organizzarsi per la sera.
Quando spunta dalla cucina con le sue padelle è sempre accolto con un applauso.
 
Il locale va bene!... Anzi benino.
Dal punto di vista economico, riusciamo a far fronte a tutte le spese, diciamo che il bilancio più o meno pareggia, potrebbe andare meglio se le spese fossero più oculate, ma Giovanni da questo orecchio non ci sente.
Oggi Giovanni è arrivato con una ragazzina cinese che gli faceva «tanta pena».
Punto primo non vuole più vedermi lavorare tanto tutto il giorno.
Punto secondo facciamo del bene a una ragazzina che ha bisogno di lavoro e un posto sicuro dove stare.
Giovanni è sempre stato sensibile e altruista e così, anche se non sono proprio d’accordo, Yan Li Lin dall’aria sparuta e disarmante è rimasta da noi.
 
È arrivato improvviso il caldo e Giovanni ha insistito perché, almeno per qualche giorno io vada a godermi il fresco in montagna.
«Devi andare via qualche giorno – dice il mio amore, guardandomi languido negli occhi. – Qui ci arrangiamo noi, tu meriti una vacanza, questo caldo ti ammazza.»
Effettivamente sono stanca, ho bisogno di dedicare un po’ tempo solo a me.
 
In montagna, dannazione, piove ogni giorno.
Per riempire il tempo, sono andata dall’estetista. Ho un nuovo taglio dei capelli, sauna e bagno turco, ma mi annoio, ho nostalgia, non sono mai stata lontana dal mio Giovanni e così rientro un giorno prima, facendogli una sorpresa.
Arrivo nel primo pomeriggio, in pianura c’è ancora un caldo torrido.
Parcheggio silenziosamente nell’aia e mi avvio a piedi con il sorriso sulle labbra, pronta ad un caldo abbraccio.
Infilo le chiavi nella serratura, ma le chiavi non entrano perché sono infilate anche dall’altra parte.
Chiamo… Silenzio.
Busso alle finestre tutte chiuse, niente.
Alla fine, angosciata da funerei presagi, decido di prendere il cell. e chiamare i pompieri per aprire, in quel momento sulla porta appare Lui tutto spettinato, con gli occhi spiritati e dietro c’é Lin che non lascia nulla alla immaginazione e lo chiama esoticamente, eroticamente, mielosamente «Nani».
 
Lo centro dritto in piena fronte con le chiavi che ho in mano.
È rimasto un bel bernoccolo indelebile come ho visto oggi dall’avvocato.
Io ora lavoro nel mio localino che si chiama «Da Maria», ho una donna a ore che mi aiuta ed un contadino che cura l’orto.
Ho chiuso il portico e aggiunto altri dodici tavoli.
Gli affari vanno benone, mi sono scelta un cuoco capace di fare acquisti di qualità e a buon prezzo, è simpatico e anche un perfetto amante, ma prima di fargli una sorpresa lo avvertirò!
 
Pensiero filosofico: Bisogna evitare le sorprese, telefonate prima.
Nota. «Lui» ora lavora in un ristorante cinese: Serve ai tavoli.
 
Maria Lucia Faedo Tassinari

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