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Il 23 aprile è la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore

Luciana Grillo: «Sono ottimista. Conosco bambini che come regalo per la Prima Comunione hanno chiesto libri invece di un cellulare…»

Voluta dall’Unesco, definita anche «Giornata del Libro e delle Rose» ricordando la tradizionale offerta di un fiore alle signore che compravano un libro a Barcellona, la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore viene celebrata in 100 Paesi del mondo.
Piuttosto che ripeterne la storia, quest’anno ho fatto una piccola ricerca sui modi di dire che riguardano libri e lettura.
Ho trovato aforismi ironici come «Leggo per legittima difesa» di Woody Allen o «Vivere senza leggere è pericoloso, ci si deve accontentare della vita, e questo comporta notevoli rischi» di Michel Houllebecq, «Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso» di Daniel Pennac.
 
Ho scoperto suggerimenti interessanti, come «Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché più nessuno sia schiavo» di Gianni Rodari, o «Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge, avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro» di Umberto Eco.
 
Helen Hayes sostiene che «I genitori ti insegnano ad amare, ridere e correre, ma solo entrando in contatto con i libri, si scopre di avere le ali», mentre Inge Feltrinelli – che di libri si intendeva davvero! – ripeteva: «I libri sono tutto. I libri sono la vita!»
Per Marguerite Yourcenar, «I libri sono riserve di grano da ammassare per l’inverno dello spirito, mentre secondo Wislawa Szymborska leggere libri è il gioco più bello che l’umanità abbia inventato».
 
Potrei continuare ancora, ricordo che il mio professore di italiano del liceo citava Edmondo De Amicis secondo cui «la lettura è una conversazione con gli uomini migliori», e vorrei proporre alcune riflessioni personali, da lettrice appassionata e compulsiva: oggi si pubblica troppo.
La maggior parte delle pubblicazioni finisce al macero o, nella migliore delle ipotesi, sui banchetti dei libri in vendita a 1 euro.
La quantità – favorita anche dalla possibilità dell’auto pubblicazione – non favorisce la qualità… le storie possono anche essere interessanti, ma le pagine sono invase dai refusi.
 
Sarebbe necessaria una regolamentazione del mercato, sarebbe indispensabile l’assunzione di correttori di bozze, sarebbe utilissima una selezione preventiva per evitare delusioni agli autori e spreco di carta.
È anche vero che oggi si può leggere sullo schermo di un computer o di un lettore digitale… ma volete paragonare questi metodi contemporanei con la gioia di toccare un libro, sfogliare le pagine, sentire l’odore della carta?
Come avrebbero potuto «viaggiare» – e poi scrivere – persone come Emilio Salgari o Emily Dickinson i cui libri si dissetavano con l’acqua dei fiori posti tra le pagine, o Jack Kerouac che in un libro famoso – «On the road» – ha raccontato il suo viaggio?
Come avremmo potuto pensare di volare senza aver letto «Il piccolo principe?»
E come avremmo potuto trovare noi stessi facendo un viaggio spirituale se non ci fossimo incontrati con Paulo Coelho leggendo il suo «Cammino di Santiago?»
 
Per non parlare dei romanzi destinati ai ragazzi: ho fatto il giro del mondo da bambina con Verne, sono stata in Canada con London, ai Caraibi con Stevenson, nel lontano Oriente con Marco Polo: forse l’amore per i viaggi è nato proprio quando mi immergevo nella lettura, seduta sulla vecchia poltrona di mia nonna.
 
Dunque, leggiamo e facciamo leggere, indipendentemente dalla Giornata mondiale che pure ha una sua utilità, perché ci invita a ricordare che leggere un libro è come entrare in un mondo diverso dal nostro e regalare un libro vuol dire regalare qualcosa che rimarrà accanto – anche chiuso o sfogliato superficialmente – a chi lo ha ricevuto!
Purtroppo i dati statistici relativi al 2022, elaborati dall’Ufficio Studi dell’Aie (Associazione italiana editori), non invitano all’ottimismo, sia perché si vendono meno libri, sia per l’aumento dei costi delle materie prime.
 
Cosa dobbiamo aspettarci dai prossimi mesi? L’aggressione russa dell’Ucraina, l’aumento non solo della carta, ma anche dell’energia e della logistica hanno un impatto pesante sui bilanci delle case editrici, così come sono pesanti i rincari che le famiglie devono sopportare, per comprare generi alimentari e quanto necessario.
Se bisogna risparmiare, dunque, si comprano meno libri.
Il mondo produttivo chiede sostegno per i produttori di carta, i tipografi, i librai, gli editori, i trasportatori, i docenti, gli studenti…
 
Voglio chiudere questo articolo con una nota di ottimismo: conosco bambini che come regalo per la Prima Comunione chiedono libri invece di un cellulare e altri che si addormentano dopo che i genitori o i nonni hanno letto delle fiabe.
Mi auguro che gli adulti accontentino questi bambini e da loro prendano esempio.

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