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Silvia Giorcelli: «L'impero in quota. I romani e le Alpi»

Il libro per il quale l'autrice è stata insignita col Premio Mario Rigoni Stern 2020

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Titolo: L'impero in quota. I romani e le Alpi
Autrice: Silvia Giorcelli
 
Editore: Einaudi 2020
Note: Vincitore del Premio Mario Rigoni Stern 2020
 
Pagine: 288, Rilegato
Prezzo di copertina: € 28
 
 Descrizione  
Le Alpi in epoca romana: teatro di scontri militari, luogo di contaminazioni culturali e snodo di importanza economica.
Le Alpi sono state un territorio, per molti aspetti esemplare, di radicali trasformazioni politiche, sociali e culturali nei secoli in cui si è dispiegata la civiltà romana.
Prioritario a qualunque discorso storico è comprendere la visione che gli antichi Romani avevano delle Alpi e dei popoli che le abitavano: luoghi marginali, difficili e inospitali
 
I Romani hanno scritto un capitolo importante nella storia delle Alpi. Anche se a loro non piacevano affatto: troppo alte, troppo fredde, troppo lontane dal mare Mediterraneo e da Roma.
Per ragioni politiche e strategiche essi decisero di occuparle, abbastanza tardi nella loro storia, per riuscire a valicarle in sicurezza e completare la costruzione del loro grande impero.
Il baluardo inaccessibile che, in origine, costituiva il confine netto e la presunta naturale protezione dell'Italia diventò progressivamente un luogo di passaggio frequentato.
La conquista non si tradusse nella mera occupazione militare di un territorio sottratto con le armi ai popoli che lo abitavano.
 
Ben presto i Romani compresero che le Terre Alte, in apparenza «naturalmente» svantaggiate, potevano essere utili non solo dal punto di vista del controllo territoriale ma anche come serbatoio di materie prime e come potenziali incubatori di sviluppo economico. In tale prospettiva, la montagna, all'inizio soltanto episodicamente attraversata, diventò più appetibile e i rari spazi di abitabilità furono progressivamente sottoposti a un'opera capillare e sistematica di addomesticamento.
Nei secoli della conquista le Alpi diventarono il teatro di avventure umane quasi in stile Far West rappresentando un'opportunità concreta per uomini spregiudicati alla ricerca di fortuna, per coloni italici trapiantati nelle città alpine, per imprenditori che fondarono le loro attività nelle valli e nelle aree collinari prealpine.
 
Questo affascinante volume non ha una sequenza cronologica.
Esso segue l'indispensabile snodarsi storico degli eventi importanti con approfondimenti sulla vita materiale, sulle mentalità, sulle strutture sociali, economiche e religiose entro cui si sono formati e hanno operato uomini e donne vissuti nel territorio alpino.

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