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Mapuche, lo spirito del vulcano – Romanzo di Karin L. Gelten

È la saga di una famiglia cilena di origine spagnola nell’estremo sud dell’Araucanìa

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Titolo: Mapuche, lo spirito del vulcano
Autrice: Karin L. Gelten
 
Editore: Reverdito
Pagine: 336, brossura con alette
 
Genere: Romanzo
Prezzo di copertina: € 13.80
 
È la saga di una famiglia cilena di origine spagnola nell’estremo sud dell’Araucanìa.
Siamo alla fine dell’800.
La vicenda si svolge in una tenuta, non lontana dal mare dove la terra si frastaglia, lontana dalla civiltà, a poche ore di cavallo da un piccolo paese: alcune case, un bazar, un medico e una chiesa con un misterioso curato e un’ancora più misteriosa perpetua.
Qui vivono diversi personaggi, ognuno con una propria storia.
Alla guida dell’estancia (vasta tenuta agricola), una vedova nata da un surreale incontro, abbandonata in una casa di appuntamenti e salvata dal marito.
La figlia, segnata da un triste destino ma seguita e protetta fin da neonata da una bambinaia, figlia di un cacique (Capo Tribù), al loro servizio da sempre, che pratica la magia del suo popolo: i Mapuche.
La vita e l’amore di questa fanciulla – al di là della realtà e della fantasia e alla soglie del mito – sono raccontate dalla figlia, la voce narrante della storia.
Il tutto si svolge nell’isolamento di quei luoghi sperduti.
La solitudine porta la protagonista a declamare poesie per un amore immaginario in riva ad uno splendido specchio d’acqua, un lago incantato ai piedi di un imponente vulcano, il cui spirito prende vita per rapirla.
È un susseguirsi di fatti inspiegabili, se non con le credenze e la magia sciamanica dei Mapuche. Sacro e profano, riti cristiani e pagani, tradizioni arcaiche che sopravvivono tuttora, si intrecciano con vita, amore e morte in un affresco di tenebre, di luci, di voci e di sussurri.
Le figure femminili dominano, si muovono con fermezza e dolcezza.
Le figure maschili sono importanti ma vivono all’ombra della magia femminile.
La suspence, come in un triller, accompagna il racconto fino al sorprendente finale quando il presente si scontra con il passato e quando la morte si scontra con la vita.
 
 L’autrice 
Karin Lisbeth Gelten-Lipari è nata a La Serena, Cile. Maturità classica, frequentando un anno negli USA.
Diploma universitario di interprete simultaneo spagnolo-inglese conseguito a Santiago del Cile.
Ha collaborato con il Rettorato e l’Archivio Antico dell’Università Cattolica e con il Palazzo del Governo a Santiago del Cile come traduttrice.
In Italia ha collaborato con l’ESU di Padova, Ente per il Diritto allo Studio Universitario, e con il Messaggero di Sant’Antonio.
Dotata di intensa fantasia, riesce a coniugare il mondo reale e quello della creatività con grande naturalezza.
Scrive di lei la critica letteraria Maria Cristina Famiglietti «…prosa fluida e passionale che non ha nulla da invidiare alla penna della più famosa conterranea Isabel Allende…»

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