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1906-1918: Un leone fra Brenta e Cismon – Di Luca Girotto

Attingendo a fonti anche inedite, Girotto ricostruisce la storia di Forte Leone di Cima Campo, la più imponente e costosa fortezza dello sbarramento Brenta Cismon

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Titolo: 1906-1918. Un leone fra Brenta e Cismon. La storia del forte corazzato di Cima Campo progettazione, costruzione, vita di guerra, guida fotografica ai resti attuali
Autore: Girotto Luca

Editore: DBS (collana Sulle tracce della Grande Guerra)
Pagine: 328, illustrate, brossura
Prezzo di copertina: € 15,00

Fu la più imponente e costosa fortezza dello Sbarramento Brenta Cismon, così moderno e potente da essere chiamato «forte Leone»: la storia della fortificazione di Cima Campo ad Arsiè è ora ricostruita dallo storico Luca Girotto nel suo nuovo libro «1906-1918 Un leone fra Brenta e Cismon».
Fresco di stampa per Edizioni DBS il volume delinea in 328 pagine la storia e il presente dell’opera corazzata.
Dalla sua progettazione alla costruzione, dalla vita di guerra al tracollo fino ai recenti interventi di recupero, Forte Leone è raccontato come finora nessuno aveva mai fatto, grazie anche al supporto di una mole di documenti e fotografie imponente e in gran parte inedita.
Ne risulta una storia completa ed appassionante, capace di fugare dubbi ed interrogativi rimasti finora irrisolti.
 
Spiega l’autore: «La fase iniziale del conflitto, spostando immediatamente il fronte molto più ad ovest, impedì a Forte Leone un’immediata prova del fuoco. Spogliata gradualmente delle armi pesanti, delle mitragliatrici e financo delle attrezzature tecniche, la fortezza dovette assistere da lontano ai primi due anni e mezzo della guerra di Valsugana riducendosi a semplice magazzino per i materiali destinati al fronte nord del Brenta.
E dopo Caporetto, quando forte Leone avrebbe potuto finalmente assumere un ruolo determinante come perno della resistenza delle retroguardie italiane durante il ripiegamento sul monte Grappa, esso non era più che un vuoto scatolone di pietra, acciaio e cemento. 
Eppure attorno ad esso potè svilupparsi quella poco nota battaglia di rallentamento risultata determinante nel concedere all’esercito italiano tempo, uomini e morale sufficienti a ricostruire tra Brenta e Piave un estremo argine all’invasione della pianura veneta. 
Quello stesso argine sul quale si sarebbero infrante le ultime speranze di vittoria, o almeno di pace onorevole, dell’esercito imperiale.»
Attingendo a testimonianze dell’epoca e a fonti per la prima volta accessibili al pubblico, Luca Girotto fa anche chiarezza sulla «cattura del Leone», ossia la battaglia che vide l’opera corazzata soccombere nonostante l’accanita resistenza del battaglione alpino Monte Pavione che si era asserragliato al suo interno.
Il libro si chiude con la guida al forte, corredata da una qualificata e corposa cartografia e da un apparato iconografico che offrono anche al visitatore meno preparato la possibilità di comprendere dall’interno struttura e funzione di questo imponente esempio di architettura militare.


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