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«Contro la peste» – Di Bianca Simonato Zasio

Esempio straordinario dell'efficacia della Serenissima nelle terre feltrine

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Titolo: Contro la peste - Venezia e la difesa sanitaria
            del territorio al confine con l'impero
 
Autrice: Bianca Simonato Zasio
Editore: DBS 2018

Pagine: 188, prossura
Prezzo di copertina: € 17
 
1714-1716: una nuova ondata di peste minaccia di invadere il territorio della Serenissima. Venezia non è nuova a simili pericoli e la predisposizione della sua barriera sanitaria è immediata.
A essere coinvolto è il territorio feltrino, al tempo terra di confine tra i domini di San Marco e quelli dell’Impero dove il “mal contagioso” sta diffondendosi.
Le difese che Venezia appresta sono capillari e soprattutto efficaci: un esempio straordinario di difesa sanitario del territorio che anticipa le misure poi adottate dai grandi Stati nazionali.
Lo racconta, documenti alla mano, Bianca Simonato Zasio nel suo nuovo libro «Contro la peste. Il Feltrino, Venezia e la difesa sanitaria del territorio (1714-1716)».
 
Partendo da un documento – il Libro 7° di sanità 1714-1723 – custodito nella preziosa fonte dell’Archivio Comunale di Feltre, Bianca Simonato Zasio è riuscita a ricostruire la struttura difensiva approntata dalla Serenissima sul territorio.
Due i cardini su cui essa si dispiegò: quarantena per uomini e animali provenienti dalle zone a rischio e espurgo per i beni materiali, opportunamente divisi in robe che tengono infection (lana, canapa, lino in filati e tessuti) e robe che non tengono infection (spezie, frumento, vino, formaggi, carne salata, frutti).
I controlli avvenivano ai restelli: barriere temporanee poste sulle strade più importanti e che che – a seguito della chiusura delle altre vie minori – diventarono punti di accesso obbligati al territorio.
 
Sull’obbligo dei controlli Venezia non scherzava, e per l’intero biennio i restelli furono una priorità assoluta su tutto il territorio feltrino.
Sia ai confini di Stato – da Arsiè a Lamon, da Sovramonte alle Alpi Feltrine fino all’Alta Val del Mis – sia , nei momenti di massimo allarme, nelle aree interne del Feltrino.
«Oggi – racconta Simonato Zasio –questo ci permette di avere informazioni preziose sugli aspetti socio-economici e sulla toponomastica antica: basti pensare a Ponte Alto oggi Ponte Serra, o val De Garza diventata val di San Martino.»
 
Soprattutto però quello feltrino è un esempio straordinario dell’efficace regia di Venezia, capace di allargare o restringere i cordoni di sicurezza a seconda dell’andamento dell’epidemia nel nord Europa e in grado di adattarsi nei limiti del possibile ai bisogni delle popolazioni.
In questo modo la Serenissima non combatté solo la peste, ma anche la sua paura.
Come scrive l’autrice «trasformò nei secoli la paura del mal contagioso in una poderosa ed efficacie macchina difensiva».

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