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Poesia del Trentino:«La melodia della Grande Madre»

E' in libreria il 28° libro di Alberto Pattini, «un refolo di vento che sospira lieve tra le vette e i pascoli fioriti...»

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La poesia di Pattini può essere definita come «un refolo di vento che sospira lieve tra le vette e i pascoli fioriti, dove la parola è superflua e il silenzio è loquace, vento del Nord che, con la sua carezza, comunica il sonno nella stagione del silenzio rendendo ancor più intima la meditazione; oppure polvere di stelle che illumina il buio perché nessuna notte è nera se nel cuore regna l’amore».

La montagna in tutta la sua bellezza, vive e gioisce nei versi, animali e fiori, cielo e terra, animo e corpo convivono in un afflato magico che rischiara i malumori e avvicina a Dio.
Ma è un Dio che non si differenzia dalle piccole cose, anzi, si rivela proprio nelle «nelle piccole cose», nel sorriso di una stella alpina, nel canto degli uccelli innamorati.
La montagna è Grande Madre per chi la ama, nelle sue braccia accoglie e protegge, e quando sarà il momento, ancora donerà ristoro al poeta e lo trasformerà in erba e «fiori accarezzati dai cervi innamorati».
 
Pattini nella sua maturità, continua a far sentire la sua voce ingenua e primigenia, suggerendoci quelle emozioni e sensazioni che solo un fanciullo può avere:
«Mi sento fanciullo, / capacità di stupirsi / nel magma dell’alba, / è la chiave di volta / per risvegliare / l’astrazione e sogno / dell’ingenuo fanciullo
(Il fanciullo che è in me, vv 1-7).
Il fanciullo di pascoliana memoria con la sua ingenuità vive sentimenti ed emozioni che sfuggono all’intelletto, Pattini ci mostra un Trentino vissuto come sogno, visione, astrazione e ci spinge alla commozione o al sorriso in momenti felici o tragici.
 
La metafora dell’innocenza irrazionale infantile, permette di mostrarci una visione profonda della realtà del Trentino in cui le montagne, i laghi e le vallate appaiono come emozioni capaci di essere il collante della nostra identità.
Il contatto che Alberto Pattini stabilisce con il territorio è di una Natura madre, affettuosa, rassicurante, capace di eliminare le differenze sociali, dove tutti gli uomini sono uguali:
«Le vette solitarie catturano le lacrime, / le delusioni, le ansie degli emarginati / trasformandole in preziosi cristalli di speranza, / scioglie il ghiaccio dell’egoismo, / libera l’amore nei colori dei fiori
(Vivere lentamente, vv. 15-19).
 
Alberto Pattini non canta la propria terra, la vive. Si specchia nel Trentino con una naturalezza disarmante; quella naturalezza propria di chi, in quella terra, si identifica.
Ogni lirica è abbinata magistralmente ad una fotografia d’autore, instaurando così un connubio perfetto tra l’arte poetica e quella fotografica.
Anche per questo doppia valenza, «Poesia del Trentino. La melodia della Grande Madre» acquista il delicato valore di veicolo promozionale di questa incantevole terra concepita come «Grande Madre», un territorio che Alberto Pattini ci ricorda essere fatto soprattutto di poesia.
 

 
 Caratteristiche del libro 
Volume in brossura, formato 28 x 21 cm, 224 pagine, 105 poesie e fotografie a colori, Editore: Arti grafiche Saturnia
Prezzo 30 euro
Collaborazioni fotografiche: Mario Benigni, Roberta Billato, Silvano De Marco, Vittorio Delli Ponti, Stefano Gaiga, Stefania Giatti, Mauro Mariotti, Marica Moltrer, Alberto Pattini, Michele Pilati, Luca Puecher, Alessandro Toller, Susi Vettovalli, Guido Zamboni e Caterina Zini. 
 
 Prefazioni 
Ugo Rossi Presidente della Provincia autonoma di Trento
Lorenzo Ossanna Vice Presidende del Consiglio regionale
 
 Saggi letterari del volume 
Giornalista Franca Molinaro di Benevento, prof.ssa Fulvia Carbonera di Novara, prof. Gero La Vecchia di Agrigento
 

 
 Alberto Pattini: Il poeta della Grande Madre 
Nato a Trento, amante della poesia e studioso di storia del territorio e dell’arte, è autore di 28 libri e di numerosi articoli giornalistici d'attualità in testate locali e nazionali.
È stato ricercatore alacre e divulgatore di biochimica e alimentazione dello sport, pubblicando in riviste internazionali di medicina dello sport.
Ha vinto alcuni concorsi nazionali e internazionali di poesia; nel 2014 ha pubblicato le sue liriche nei volumi «Il Trentino dei sentimenti» abbinando la sua poesia alla prosa di Daniela Larentis e in «Il cuore delle Alpi. Sulle ali del Trentino».
Alberto Pattini, pervaso dallo stupore che caratterizza l'atteggiamento del fanciullo di fronte ad una meraviglia, non canta la propria terra, la vive sentendosene parte integrante.
Si specchia nel Trentino con una naturalezza disarmante, quella naturalezza propria di chi, con questo territorio, si identifica.
Con questa terza silloge di 105 liriche ci offre un delicato vortice di sentimento ed emozioni per la sua terra natale, che ama chiamare «La Grande Madre».

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