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Nazario Pardini: «Nel Frattempo viviamo»

Nuova raccolta di poesie che coniugano al presente il verbo, l'azione e il vivere

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Titolo: Nel frattempo viviamo
Autore: Nazario Pardini
 
Editore: Guido Miano Editore 2020
Prefazione: Enzo Concardi
 
Pagine: 124, Brossura
Prezzo di copertina: € 12
 
 Descrizione 
Già molti anni or sono il Corriere della Sera di Milano pubblicava un articolo letterario, nel quale l’autore riportava un’apodittica affermazione di Eugenio Montale: «La poesia è vita».
Leggendo quest’ultimo lavoro di Nazario Pardini, il collegamento con tale memoria è stato quasi immediato: Nel frattempo viviamo contiene la coniugazione al presente del verbo, dell’azione del vivere.
Ed è un amore per la vita incondizionato, che viene prima di ogni domanda esistenziale e finalistica su questa nostra avventura umana, ancor prima dunque di aver scoperto o capito il suo significato, il suo senso: il poeta scommette sulla vita e l’uomo s’identifica con l’artista senza alcuna scissione o dicotomia.
 
Tante sono le liriche che possono dimostrare tale assunto, a partire da quella intitolata «Gioachimismo», con riferimento alla dottrina e al movimento spirituale di ispirazione millenarista generatisi dalla predicazione e dai testi del monaco cistercense calabrese Gioacchino da Fiore (1130-1202) che, basandosi su una interpretazione allegorica della Bibbia, profetizzava la venuta di un’età dello Spirito sulla terra, con il trionfo del Bene e delle virtù cristiane:
«Se il Paradiso fosse in terra, / mio Signore, /…/ senza la guerra, l’odio e il patimento, / qui tra le povere cose, / tra l’erba fresca delle mie radure, / o sopra i colli, / tra i papaveri, le spighe e le ginestre / ove io conobbi amore. /…/ Sparirebbero dannati e qui tra noi dominerebbe aperto il Paradiso / col viso blu profondo ed il suo altare / di giada verde come il nostro mare.»
(Gioachimismo.)
È l’umana nostalgia dell’Eden perduto dopo la caduta iniziale, sempre secondo il racconto biblico (…)».
 
Enzo Concardi
Dalla prefazione al libro
 
 L’autore 
Nazario Pardini è nato nel 1937 ad Arena Metato in provincia di Pisa, città dove vive alternandola a Torre del Lago Puccini; laureato «in Letterature Comparate e in Storia e Filosofia» è ordinario di Letteratura Italiana, Blogger, critico, collabora con riviste specializzate.
Ha pubblicato molti libri di poesia, racconti, e saggi. È inserito in numerose storie della letteratura.
Ricapitolativo il saggio critico di Floriano Romboli «L’azzardo e l’amore. La ricerca poetica di Nazario Pardini» (2018).
È fondatore, curatore, e animatore di «Alla volta di Lèucade», blog culturale.

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samuele 28/04/2020
Libro attraente, che va un po' fuori da quelli che sono i canoni abituali dello scrittore pisano; qui si vive l'impatto con la realtà e i fatti che via via succedono., a volte in maniera ironica e umoristica. Come dice il prefatore: "Pardini si inserisce in quella linea satirico e ironica che da Cecco Angiolieri si protrae fino al Giusti..."
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