Home | Sport | Sport Trentino | L’associazione pescatori trentini: bilancio di oltre 400.000 euro

L’associazione pescatori trentini: bilancio di oltre 400.000 euro

Bilancio approvato e plebiscito per i vertici dell'Associazione nelle votazioni: Faes (presidente), Cagol (cassiere) e Finotti (vicepresidente)

Con una partecipazione raramente vista in passato, si è svolta domenica 25 novembre l’Assemblea annuale della più grande Associazione di pesca del Trentino, vale a dire l’Associazione Pescatori Dilettanti Trentini che ha sede a Trento e gestisce per conto della provincia la gestione della pesca in tutte le acque del comprensorio C6 e in particolari i 3 grandi fiumi Adige, Noce ed Avisio.
Oltre 200 i partecipanti che, muniti anche di 50 deleghe, hanno anche rinnovato i vertici dell’Associazione che governeranno nei prossimi 5 anni.
 
Nella sua relazione il presidente uscente Marco Faes ha rimarcato gli ottimi risultati ottenuti dalla direzione uscente, ha rimarcato come oggi l’APDT sia in perfetta salute e possa guardare al suo futuro con grande serenità.
Limitatissima la diminuzione dei soci, che però sono in aumento rispetto al bilancio preventivo, segnale che conferma la soddisfazione che i pescatori trentini hanno dalla gestione dell’Associazione, che con svariate iniziative è riuscita a recuperare l’affezione dei suoi soci.
 
Il Socio, in tutte le sue molteplici classi sociali, di età, reddito, tipo di pesca praticata, provenienza, è stato il riferimento centrale dell’attenzione dell’Associazione.
È il Socio che la costituisce e che statutariamente la indirizza. È il Socio che fornisce le maggiori risorse per il suo funzionamento e per la sua sopravvivenza.
 
Dal prossimo anno, i soci APDT potranno pescare anche nei laghi di Ledro, Levico Canzolino e Madrano, con le cui Associazioni sono state recentemente stipulate convenzioni pluriannuali.
La speranza è che queste convenzioni inneschino un effetto domino, che nel tempo dovrà allargare i confini e ridurre la frammentazione della pesca dilettantistica nella nostra Provincia.
 
Negli ultimi tre anni sono state incrementate notevolmente le immissioni, sia di materiale adulto sia giovane per un investimento che supera nel triennio quota 320.000 Euro.
Sono stati creati 4 nuovi ruscelli di accrescimento, per un totale di oltre 3 km. che stanno dando risultati sorprendenti in termini di produzione di trote marmorate.
Notevole il livello raggiunto dal risultato economico e dalla situazione patrimoniale che, nonostante la difficile situazione nel paese sono positivi.
Il bilancio pareggia su importi superiori a 400.000 Euro con un avanzo annuale di oltre 7.000 Euro.
 
Arriva il «Trofeo Città di Trento», al quale sarà data una connotazione più istituzionale, coinvolgendo tutte le associazioni aderenti alla Federazione e molte altre associazioni extraregionali, con la collaborazione anche della FIPSAS sezione di Trento.
Sarà creata una zona BIG FISH, nel tratto di Avisio compreso fra il ponte della nazionale e il biotopo foci dell’Avisio dove saranno seminate trote fario di grossa taglia dove soci ed ospiti potranno con uno specifico permesso giornaliero del costo di 20 euro.
Va sottolineato che la relazione del Presidente, il bilancio consuntivo e quello preventivo sono stati approvati all’unanimità dai numerosi soci presenti in sala.
 
All’Assemblea, in qualità di Presidente della Federazione dei Pescatori Trentini, Mauro Finotti ha illustrato alla platea gli importanti avvenimenti accaduti nel corso del 2012 riguardanti la Federazione che con i recenti nuovi ingressi di ulteriori tre Associazioni (Tuenno, Castello e Molina, Solandri) oggi l comprende 23 Associazioni, circa 6.000 pescatori, rappresenta oltre il 75% del mondo della pesca trentino ed è più forte e più determinata a realizzare i propri obiettivi.
«La Federazione è nata per raccogliere sotto la sua bandiera tutti i pescatori trentini, – ha detto Finotti. – La sua mission rimane la stessa e quelle Associazioni che a suo tempo hanno snobbato l’unificazione con le motivazione più variegate, prima di tutte le modalità della gestione operativa della pesca, i metodi di coltivazione e le norme statutarie, oggi non hanno più alibi per non appartenere ad un unico organismo di secondo grado.
«Il dialogo è aperto e possibile, ma le regole ormai sono consolidate. I rancori spesso personali possono e devono essere superati, ne scaturirebbe un evidente bene comune.»
 
Finotti ha voluto inviare anche un messaggio chiaro alla politica provinciale affermando che «la Federazione ritiene sia necessaria, nella prossima legislatura, la presenza di uno specifico “Assessore alla Caccia e Pesca”, Assessore con il quale la Federazione intende avere una possibilità di dialogo costante, superando le inevitabili difficoltà registrate in questi anni di Assessorato “ad interim”.
«Il dialogo con i funzionari provinciali, benché dimostratosi sempre di una correttezza, serietà e professionalità esemplari, non sempre può essere sufficiente. La Federazione intende dover e poter contare di più nelle scelte politiche nella gestione della pesca: perlomeno intende poter dialogare con il proprio Assessore competente.»
 
Finotti, che è anche il direttore della rivista «Il Pescatore Trentino», intervenendo in questa veste ha commentato così.
«Con poco tatto e molto poca lungimiranza, lo scorso anno ho sentito qui dentro definire il “Pescatore Trentino” una rivista destinata a diventare poco più di un “bollettino”, di un “notiziario” dell’APDT, privo di qualsiasi valore scientifico.
«A distanza di un anno i risultati conseguiti sono uno smacco per i detrattori di allora: le tre uscite di quest’anno sono state tutte di 8.000 copie, ben oltre le 4.500 dello scorso anno, dopo la defezione di svariate Associazioni con la perdita di oltre 2.000 copie/uscita.
«Nemmeno da mettere in discussione anche il ruolo scientifico della pubblicazione, alla quale continuano a prestare la loro collaborazione importanti professionisti del settore: ittiologici, Fondazione Much, Ufficio Faunistico nonché svariati personaggi che con umiltà e disponibilità si rendono disponibili e si sentono onorati nel farlo, a scrivere degli aspetti più variegati della pesca trentina e non solo.
«Con le sue 8.000 copie distribuite “Il Pescatore Trentino” è la rivista di pesca più diffusa in tutta Italia. Il bilancio della rivista realizza un sostanziale pareggio di bilancio con considerevolmente riduzione del costo copia per le Associazioni aderenti, ridottosi dal 30 al 40% rispetto al passato anno. L’anno prossimo la rivista compierà i suoi 35 anni e già da subito vi comunico che Vi aspetteremo numerosi ad una festa che verrà organizzata dalla nostra Associazione e che sarà doverosamente pubblicizzata.»
 
Il presidente uscente Marco Faes è stato offerto un omaggio da parte dell’intero Consiglio Direttivo per la sua più che trentennale militanza nell’Associazione (foto).

Condividi con: Post on Facebook Facebook Twitter Twitter

Subscribe to comments feed Commenti (0 inviato)

totale: | visualizzati:

Invia il tuo commento comment

Inserisci il codice che vedi sull' immagine:

  • Invia ad un amico Invia ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Plain text Versione solo testo

Pensieri, parole, arte

di Daniela Larentis

Parliamone

di Nadia Clementi

Musica e spettacoli

di Sandra Matuella

Psiche e dintorni

di Giuseppe Maiolo

Da una foto una storia

di Maurizio Panizza

Letteratura di genere

di Luciana Grillo

Scenari

di Daniele Bornancin

Dialetto e Tradizione

di Cornelio Galas

Orto e giardino

di Davide Brugna

Giovani in azione

di Astrid Panizza

Gourmet

di Giuseppe Casagrande

Campi da golf

di Francesco de Mozzi

Cartoline

di Bruno Lucchi

L'Autonomia ieri e oggi

di Mauro Marcantoni