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«EmozionArti», la mostra personale di Carlo Busetti

La mostra è stata inaugurata a Tassullo, Trento, il 13 agosto e rimarrà aperta fino al 31 agosto a Palazzo Pilati

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Il 13 agosto 2014 è stata inaugurata a Tassullo, Trento (Palazzo Pilati), una mostra personale di Carlo Busetti, in arte Buca, dal titolo «EmozionArti» (vedasi locandina, la mostra rimarrà aperta fino alla fine di agosto).
Abbiamo avuto modo di parlare con la curatrice dell’evento, Loredana Trestin, che collabora da anni con artisti a livello internazionale e nuovi emergenti, la quale ci ha svelato qualche curiosità e raccontato in che modo ha conosciuto l’artista trentino.
«Ho tempo fa casualmente visto sul web alcuni lavori di Carlo Busetti che hanno attirato la mia attenzione: ho subito intuito le potenzialità di questo artista, ho capito che avrei avuto la possibilità di collaborare con un professionista… – racconta, – il tempo mi ha dato ragione, in realtà non ho dovuto aspettare molto perché Carlo Busetti ha bruciato le tappe e ho avuto modo di riscontrare che la mia intuizione era fondata, infatti Buca oltre ad aver partecipato a eventi da me organizzati è stato selezionato per esporre a mostre prestigiose. Mi riferisco alla Biennale della Creatività di Verona dove ha ricevuto lodi da Vittorio Sgarbi. E’ stato poi selezionato dalla commissione, presieduta da Achille Bonito Oliva, per la partecipazione all’Esposizione Triennale di Arti Visive a Roma 2014 (inaugurata il 6 giugno).»
 
A questo proposito Loredana Trestin ci racconta ciò che il direttore artistico, il prof. Daniele Radini Tedeschi, ha affermato, rispondendo a una domanda riferita a Carlo Busetti.
Chiedendogli cosa ne pensasse di una particolare forma di arte contemporanea, quella digitale, lui ha risposto così: «Oggi non contano più il mezzo e la tecnica, conta il risultato. Chi fa arte digitale, come per esempio Carlo Busetti che lavora con l’iPad, è il testimone più fedele del nostro tempo».
«Ormai è inutile imitare il passato, perché quello che si deve fare è lasciare una testimonianza del presente. Non a caso nel catalogo della mostra è presente un modello di Iphone per la raffinatezza e la linearità del design e perché rappresenta la contemporaneità.
«Lo stesso vale per i televisori di Grimani e le opere digitali di Busetti: sono oggetti che appartengono alla telecomunicazione e fanno capire ormai che non siamo più nel ‘900 ma nel 2014».  
 

 
Domandiamo a Loredana Trestin qualche informazione sulle 33 opere esposte e su Busetti.
«Buca disegna da sempre – ci racconta, – durante la sua ultima mostra personale a Tassullo ha presentato una serie di grafiche fatte a mano degli anni ’90 facenti parte di una collezione privata, affiancata da opere di varie dimensioni su materiali diversi, eseguite con la tecnica del digital painting.»
Le chiediamo se sia difficile o meno questa tecnica innovativa e lei ci risponde dicendoci che erroneamente molti pensano che realizzare quadri mediante questa tecnologia sia semplice, ma non è affatto così.
«Posso garantire come professionista che non è assolutamente vero, le sue opere trasmettono emozioni, e questo non lo si può fare solo meccanicamente, mediante dispositivi tecnologici, occorre perizia, competenza, creatività, tutti requisiti di un artista» (non è poi difficile da comprendere, non importa lo strumento che si utilizza, ma ciò che si riesce a trasmettere, è il messaggio quello che conta).
Le domandiamo infine il significato del nome della mostra e lei ci spiega che l’emozione, quel processo interiore suscitato da uno stimolo esterno, «è uno stato mentale che si differenzia dagli altri sentimenti, dai diversi stati d’animo, perché possiede anche una funzione relazionale di comunicazione, l’emozionare e l’emozionarsi è parte integrante del fare arte di Buca».
 
Sottolinea il concetto che la percezione delle cose cambia a seconda delle emozioni provate, ricordando le parole del poeta libanese Kahlil Gibran.
«L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma in realtà magia e bellezza sono in noi», questo significa, secondo la curatrice della mostra, che ciascuno di noi “vedrà” nei quadri presentati una risonanza della propria interiorità, i quali altro non saranno che un riflesso di ognuno.
Un artista, Carlo Busetti, che nella vita è anche Ingegnere.
«Anche i suoi soci dello studio DI LEGNO lo hanno sostenuto in questo percorso» ci ha infine raccontato Loredana Trestin, rimarcando il fatto che «come accade e come è accaduto a molti personaggi e professionisti, il fatto di portare avanti più di una disciplina non è dispersivo ma, anzi, è un valore aggiunto per entrambi i settori», e noi, naturalmente, non possiamo che darle ragione.
 
Daniela Larentis
d.larentis@ladigetto.it  
 
Le immagini che seguono sono tratte dal Catalogo Editoriale Giorgio Mondadori dal titolo «Tiltestetica», riportante le opere esposte alla Esposizione triennale di arti visive Roma 2014.
La prima è di Carlo Busetti: «Pittura digitale, realizzata con iPad, 70x50 – 2013.
La seconda è di Pablo Picasso, «Les demoiselles d’Avignon», olio su tela, 243,9x233,7 – 1907, Moma, New York.
  

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