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Le società segrete, fantasia e realtà – Di Daniela Larentis

Vicissitudini e curiosità dall’antichità a oggi in un famoso libro di Klau Rüdiger Mai

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Le sette segrete, rimanendo nell’ombra, pare operino anche oggi e continuino a influenzare i pensieri e i sentimenti dei loro membri, esercitando un potere tanto nel mondo degli affari quanto in quello della politica.
Si ispirano a dei valori che possono essere condivisi o meno, hanno un grande passato e non vanno confuse con le reti sociali, questo è quello che apprendiamo leggendo l’esaustivo libro di Klaus Rüdiger Mai, intitolato «Le società segrete – mito, potere e realtà» (Edizioni Armenia), che analizza la storia delle organizzazioni occulte di tutto il mondo, dall’antichità ai giorni nostri e nel quale vengono presentate figure carismatiche, illuministi, idealisti, ma anche fanatici, imbroglioni e criminali, i loro desideri e le loro speranze.
«Queste persone» scrive l’autore a pag. 20 «indirizzano senza alcuna limitazione la propria vita verso un’idea, e per questo cadono in contraddizioni, in riti misteriosi e in oscuri legami».
Si tratta di un libro che ripercorre i miti e le tradizioni che ruotano attorno alle sette segrete, fra realtà e fantasia, (si parla delle potenti associazioni e della loro storia, come la Carboneria, la Massoneria, i Rosa-Croce, i Templari, l’Ordine dei Germani ecc. fino alle società segrete cinesi e altro) e che alla fine si occupa anche di una teoria, secondo la quale i nostri moderni partiti deriverebbero da sette segrete europee.
Leggiamo la tesi in fondo alla pagina: «I socialdemocratici e i comunisti nascono dalle società segrete degli artigiani, fra cui la più importante era la Lega dei giusti.
Marx ed Engels trasformarono questa società in una lega comunista, un partito politico a cui diedero un programma con il “Manifesto comunista”. L’ampio spettro dei partiti borghesi nacque dalla Libera Massoneria e dalla Società dei Rosa-Croce».
 
Nell’epoca moderna vi sono un numero pressoché infinito di circoli esoterici. Forse il più importante autore esoterico del ventesimo secolo è stato Anaclet-Vincent Encausse, il quale sembra abbia esercitato la sua influenza in numerosi ambienti (si dice avesse contatti con lo zar di Russia Nicola II).
Ma anche attorno alla figura di Fulcanelli aleggia il più fitto mistero. Si racconta radunasse attorno a sé allievi a cui trasmetteva il suo sapere segreto.
È lui che scrisse «Il mistero delle cattedrali e l’interpretazione esoterica dei simboli ermetici della Grande Opera» (per «Grande Opera» si deve intendere, come è scritto nel libro di Klaus Rüdiger Mai, «la produzione della pietra filosofale con mezzi alchemici»).
A pag 360 l’autore fa un’importante precisazione: «In questo ampio spettro coesistono Rosa-Croce e pansofisti serissimi ai quali si farebbe davvero ingiustizia se li si mettesse nello stesso calderone con le numerose associazioni oscure che ricorrono a impudenza e mistificazioni, talora anche con bassi scopi, tratti dal sapere esoterico che rappresenta una parte ampia e legittima del sapere umano».
Sottolinea poi: «In tutti i tempi le società segrete sono servite non soltanto per ricercare la verità, ma sono anche state e continuano tuttora a essere sfruttate da ciarlatani per rendere schiavi gli uomini e per fabbricare l’oro. Anche qui, il confine fra legami occulti e sette è labile.»
 
Oltre all’esoterismo, esistono nel mondo numerosi Ordini Templari, i quali soprattutto nel diciannovesimo secolo e anche più tardi, come viene spiegato nel testo, si consideravano un ordine cavalleresco spirituale, seguaci dei mitici Templari, distaccandosi però dall’idea della crociata.
Pag. 361: «Sostanzialmente il loro interesse è rivolto al cristianesimo messo in pratica e all’aiuto caritativo, che finanziano con elargizioni o contributi dei membri. Mantengono o sostengono ricoveri per anziani, cliniche e medici di guardia. Lo sappiamo dagli altri ordini cavallereschi spirituali, I Cavalieri di Malta e di San Giovanni. E la cosa non sorprende, perché la ragione della nascita di questi Ordini stava nella protezione e nell’assistenza ai pellegrini in Terra Santa».
Leggiamo qualche riga più avanti: «I diversi seguaci dei Templari si differenziano nella valutazione della fede e dell’aiuto sociale e nella questione della confessionalità. Alcuni si sentono cattolici, altri ancora ecumenici. La premessa più importante per essere accettati è l’integrità. Il cavaliere del futuro deve aver interiorizzato la fede cristiana e deve vivere in rapporti solidi».
A proposito dei Cavalieri di Malta l’autore spiega che essi possono raggiungere determinati gradi solamente se sono aristocratici, sottolineando il fatto che con la loro struttura costituiscono una rete sociale, sfruttata all’occorrenza.
 
La Libera Massoneria è forse la setta segreta più forte e attiva oggi. Pag 362: «Secondo dati non confermati, nel mondo operano otto milioni di massoni suddivisi fra cinquantamila logge. Con quattro milioni di fratelli di loggia, gli Stati Uniti d’America rappresentano il maggior contingente di massoni.
È un contingente che può contare su una tradizione storica consolidata, se già i padri fondatori degli Stati Uniti, George Washington, Thomas Jefferson e Benjamin Franklin erano massoni, così come la maggior parte dei firmatari della Dichiarazione d’Indipendenza.
Thomas Dehler deve aver visto la luce, come pure Axel Cäsar Springer, Gustav Heinemann o Winston Churchill». Klaus Rüdiger Mai ci tiene a precisare che «è vero che i fratelli di loggia si devono aiutare reciprocamente, mentre altrettanto ferrea è la legge per cui politica e religione non hanno nulla a che spartire con la loggia», ribadendo che i concetti chiave sono sostanzialmente l’amore per il prossimo, la tolleranza, la generosità.
Pag. 362: «Infatti, il principio della Libera Massoneria sta proprio nel superare i confini, anziché crearne di nuovi. Gli uomini che nella vita civile sono democristiani o socialdemocratici, nella loggia devono superare la politica partitica per servire al meglio l’umanità».
 

Hermann Kaulbach - Mozarts letzte Tage, 1873.
 
Occorre evitare i luoghi comuni, osservando la realtà che ci circonda con grande attenzione. Nel libro viene anche detto che tutte le reti sociali del mondo, non solamente quelle delle sette, vengono sfruttate.
«Non è raro che chi denuncia un crimine» scrive l’autore «sia lui stesso il criminale» (Fa l’esempio di Stalin, il quale «definiva i massoni assassini e cospiratori, mentre era lui a essere assassino e cospiratore).
Aggiunge poi questa osservazione: «Chi ordisce congiure ne ha una grandissima paura. Il mondo è troppo complicato perché le congiure possano funzionare realmente».
E chi lo sa, a noi viene in mente la Congiura dei Pazzi (1478), il tentativo di alcuni membri della famiglia Pazzi (ricchi banchieri di Firenze) di stroncare l’egemonia della famiglia Medici. Lorenzo il Magnifico fu ferito e si salvò per miracolo, mentre in quell’occasione fu ucciso Giuliano de’ Medici.
Congiure rinascimentali a parte, torniamo all’autore, il quale parla anche di reti sociali, non solo di società segrete.
Cita fra altre un’associazione, I Bildberger, che deve il nome a una prima conferenza tenutosi nel 1954 nel lussuoso Hotel Bildberg, nella città olandese di Oosterbeek, pare per iniziativa di molti personaggi, fra cui il banchiere statunitense David Rockefeller (fu contattato anche il principe dei Paesi Bassi Bernhard van Lippe-Biesterfeld e altre personalità), al fine di favorire la cooperazione fra Europa e Stati Uniti in campo politico ed economico.
L’incontro è annuale, al quale vengono invitati più di un centinaio di persone di spicco provenienti dal mondo economico-politico- bancario (la conferenza è chiusa al pubblico e ai media).
Citando i Bildberger, l’autore precisa che non si tratta certo di una setta segreta, ma di una rete sociale: «Sono nati dopo la catastrofe del nazionalsocialismo e della Seconda guerra mondiale. Personalità influenti della vita pubblica volevano incontrarsi privatamente con la massima riservatezza per scambiarsi opinioni e informazioni. Il loro obiettivo era quello di consolidare la democrazia in Europa e di avvicinare fra loro Europa e Stati Uniti.
«Da allora, tutti gli anni si tiene una conferenza di due giorni e mezzo che prevede seminari dove si discutono determinati temi di attualità. Figure eminenti della scienza, dell’economia e della politica si incontrano indipendentemente dall’orientamento o dall’appartenenza a un partito politico. Senza la riservatezza della riunione, la discussione pratica non sarebbe possibile, perché lo scopo è proprio quello di abbandonare momentaneamente la trincea della politica di partito e la concorrenza economica.»
 
Ci sono poi molte teorie complottiste, le quali rappresentano forse fantasie o calunnie, basta cercare sulla rete per rendersene conto, dietro alle quali si nasconde la vecchia idea della congiura mondiale di un piccolo gruppo di persone influenti.
Leggiamo (pag 11): «Le teorie complottiste hanno assunto in tutti i tempi le forme più svariate, ed è così ancora oggi. Sebbene nel corso del diciottesimo secolo le sette segrete fossero in larga misura uscite allo scoperto, esse, e in particolar modo la loggia più radicale, quella degli Illuminati, vennero ritenute responsabili dello scoppio della Rivoluzione francese.
«Forse che Luigi XVI non era stato deportato dai giacobini alla torre del tempio di Parigi per attendere la propria esecuzione proprio nello stesso luogo in cui Jacques de Molay, l’ultimo Gran Maestro dell’Ordine dei Templari, cinquecento anni prima aveva percorso i suoi ultimi passi?»
Distinguere società segrete da reti sociali o da altri raggruppamenti, da ordini religiosi, non è così immediato, si rischia di fare di ogni erba un fascio. Si sente parlare dell’Opus Dei (non è molto chiaro a tutti se si tratti di una società segreta oppure di un ordine cristiano), si rammenta almeno il nome del Priorato di Sion, la confraternita la cui esistenza non è mai stata provata, molto probabilmente una semplice invenzione, e tante altre, fino ad arrivare alla Libera Massoneria.
Pare che vi appartenessero nel diciottesimo secolo moltissimi intellettuali, scrittori, musicisti, filosofi e chi più ne ha più ne metta.
 
L’autore solleva inoltre alcune domande provocatorie: «Chi voglia comprendere in che modo funzioni oggi la politica segreta, in un certo senso sotto la superficie della democrazia, dovrebbe approfondire questa questione.
«Con una domanda provocatoria: la democrazia attuale non finisce per essere soltanto l’interfaccia utente di un mondo nascosto a noi incomprensibile? La libertà e l’autonomia sono solamente un’illusione delle anime belle, mentre in realtà noi non siamo altro che pedine nelle mani dei grandi giocatori sullo sfondo?»
Klaus Rüdiger afferma che «nella moderna società pluralistica, il potere può essere conquistato solamente per mezzo di reti sociali.
Ma le reti sociali sono associazioni informali che non vengono elette né di regola si presentano in pubblico».
Le descrive così: «Le reti sociali sono sette segrete senza rituali e senza principi al di fuori di un unico principio che spicca, e cioè quello della carriera».
A pag 366 racconta che anni fa una nota rivista tedesca scoprì l’esistenza del «Patto delle Ande», un gruppo di giovani appartenenti alla CDU (Unione Cristiano-Democratica di Germania), i quali si dice si conoscessero dalla Jungen Union e che adesso pare occupino posizioni chiave all’interno del partito.
L’autore scrive precisamente: «È interessante notare come la politica del personale di Angela Merkel aggiri consapevolmente e in maniera mirata questo patto nell’assegnazione degli incarichi.»
 
Non ci si stupisce più di nulla a questo mondo, un luogo affollato dove la realtà supera di gran lunga la fantasia…
 
Daniela Larentis – d.larentis@ladigetto.it

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