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«Animali e Mondo bambino» a Lavis – Di Daniela Larentis

Appena inaugurata a Palazzo De Maffei, la nuova mostra del «Gruppo La Fontana» di Gardolo resterà aperta al pubblico dal 29 aprile all’8 maggio

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A Lavis, Trento, in Via Matteotti, nelle luminose sale di Palazzo De Maffei si è da poco tenuta l’inaugurazione della mostra del Gruppo Belle Arti La Fontana di Gardolo, dal titolo «Animali e mondo bambino», presentata dal prof. Luciano De Carli dell’Associazione scrittori Trentino Alto Adige.
Resterà aperta al pubblico dal 29 aprile all’8 maggio 2016 nei seguenti orari: 16.00-19.00 e festività 10.00-12.00/16.00-19.00.
Il gruppo ha al suo attivo numerose esposizioni (anche all’estero, l’associazione è legata a doppio filo con un gruppo di pittori di Neufahrn, la città tedesca gemellata con Gardolo).
Ne citiamo solo alcune fra quelle organizzate negli ultimi anni: la mostra a Levico sul tema della Grande Guerra (2014), inoltre a Castello Tesino, in collaborazione con il Comune, qualche anno fa sono state esposte opere ispirate dalle liriche dei poeti del Cenacolo Valsugana, ricordiamo inoltre le due esposizioni dello scorso anno dal titolo La Luce (una tenutasi proprio un anno fa a Palazzo De Maffei a Lavis, l’altra in settembre a Levico Terme, Trento).
 

 
Il prossimo appuntamento previsto sarà in estate, ad agosto, una mostra collegata alla manifestazione Il lago nel cuore - Calceranica poesia, un concorso nazionale di poesia il cui direttore artistico è Alberto Pattini (verrà inaugurato nell’occasione Il sentiero dei poeti, un percorso letterario-naturalistico che si snoderà alle pendici della Vigolana).
L’attuale presidente del Gruppo La Fontana è Luigi Bevilacqua, uno dei soci fondatori del gruppo nato nel lontano 1984, un’associazione che conta una trentina di iscritti.
Le opere in mostra, eseguite con varie tecniche pittoriche, affrontano due temi di grande interesse e rimandano al concetto dei diritti dei bambini e degli animali.
Il filosofo americano Tom Regan diffuse l’idea che non solo i soggetti coscienti hanno dei diritti, ma anche gli animali (e in pratica tutti gli esseri viventi).
Ne consegue che l’uomo da un punto di vista morale dovrebbe rispettare e tutelare gli animali, ma sappiamo che questo, purtroppo, non sempre succede.
 

 
Quelli ritratti sembrano in procinto di uscire da un libro di fiabe (alcune opere ricordano questa o quella fiaba, questo o quel racconto). I bambini rappresentati nei quadri colpiscono l’attenzione per l’allegria che sembrano sprigionare, talvolta i loro sguardi sono velati invece da un’impalpabile malinconia.
Molti sembrano fanciulli d’altri tempi, a cui era ancora permesso vivere una vita da bambini e non «da adulti».
Pensando a loro ci piace ricordare il pensiero di Bruno Rossi, professore ordinario di Pedagogia generale all’Università degli Studi di Siena.
Nel suo bellissimo libro (già citato in un nostro precedente articolo) dedicato al lavoro educativo, dal titolo «Il lavoro educativo – Dieci virtù professionali» (edito da Vita e Pensiero), egli discute dieci virtù ritenute indispensabili per rendere efficace l’atto educativo (non dimentichiamo che anche i genitori sono, inconsapevolmente o meno, educatori). Si tratta dell’amore, inteso come dono e non come possesso (che non è iperprotezione), dell’ascolto, della comprensione (comprendere non significa capire tutto, ma consentire al bambino o al proprio figlio di essere se stesso), dell’empatia, della fiducia, dell’ospitalità (intesa come la disponibilità di ascolto, come accoglienza), della pazienza, del rispetto, della speranza, della tenerezza.
 

 
A proposito della pazienza, viviamo in un’epoca dove tutti sembrano averne sempre meno, i bambini spesso non sono pazienti, forse perché nemmeno i loro genitori lo sono. Si vuole tutto in fretta e se i risultati non arrivano si perdono le staffe. Eppure per educare occorre tempo, ecco cosa scrive Rossi a pag. 123: «L’educazione ha bisogno di tempo. Prevalentemente è esperienza lenta, che in quanto tale non può essere teorizzata e praticata come attività veloce, e tantomeno frenetica. Reclama calma, costanza, assiduità, ponderazione, elaborazione, riflessione, pacatezza, misura, moderazione, flessibilità […]»
Quanti genitori sono davvero pazienti con i loro figli? Difficile dirlo, quello che è certo è che viviamo nell’epoca del tutto e subito.
Osservando i bambini ritratti in mostra, non possiamo che pensare che è proprio il tempo quello che manca oggi ai bambini, immersi in una vita competitiva e densa di impegni, consumata dentro gli spazi chiusi delle proprie abitazioni, di scuole e palestre, anziché all’aria aperta.
Forse la mostra può servire anche a questo, a riflettere davvero su cosa voglia dire vivere una vita da bambino.

Daniela Larentis – d.larentis@ladigetto.it


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Luciano De Carli 09/05/2016
Articolo completo di notizie, con belle ritpoduzioni di quadri. Mi sono piaciuti i commenti.
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