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1914-1924: Diario di scuola, diario di guerra – Di Maurizio Panizza

Il drammatico passaggio del Trentino-Alto Adige dall’Austria all’Italia, visto attraverso le pagine di un registro scoperto per caso in una piccola scuola di paese

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Fra la polvere di un archivio scolastico, all’interno di un vecchio armadio, trovo un registro ancora in buono stato.
Sulla copertina di cartone c’è un’etichetta dal bordo rosso con una scritta accurata fatta a mano: «Protocollo degli esibiti».
Sfogliandolo, scopro che si tratta del registro su cui il maestro-fiduciario della scuola popolare (o un suo delegato) segnava tutte le comunicazioni, le circolari e i documenti in arrivo e pure quelli in partenza.
Leggo. La prima iscrizione è del 1911, l’ultima del 1924.
Se non fossimo in Trentino, la scoperta avrebbe poco valore, ma qui, invece, ciò che salta subito agli occhi è il fatto che all’interno di un unico libro c’è una storia importante perché scritta in due tempi diversi, sotto due amministrazioni differenti, addirittura in due singole nazioni pur trattandosi, paradossalmente, sempre dello stesso luogo, della medesima scuola e verosimilmente degli stessi maestri.
Sappiamo, infatti, che il confine sud di questa provincia, fino al 1918 separava l’Impero Asburgico dal Regno d’Italia.
Già, il confine. Nel registro, infatti, noto qualcosa di analogo: dieci pagine bianche separano, infatti, due date di «confine»: il 3 giugno 1915, l’ultima annotazione scritta sotto il governo austriaco; il 23 ottobre 1919, la prima nota come amministrazione statale italiana.
Come a dire che la prima parte racconta di un tempo in cui il Trentino-Alto Adige faceva parte del Tirolo austriaco; la seconda - composta dalle pagine bianche - narra senza parole di cinque anni di guerra; la terza parte, invece, è quella in cui un altro soggetto - l’Italia vincitrice - amministrerà da qui in avanti questa terra e dunque pure questa piccola scuola, la quale continuerà come prima a testimoniare la sua storia su quel registro, attraverso documenti, circolari e decreti, stavolta però con un sigillo diverso, quello tricolore del Regno d’Italia.
La scuola, per la cronaca, è quella di Volano, nei pressi di Rovereto, all’epoca un piccolo paese di 1.600 abitanti, ma indifferentemente potrebbe essere qualsiasi altra scuola della regione.
Pubblichiamo le note più significative con la data e la rispettiva trascrizione a fianco.
 

L’ATTENTATO DI SARAJEVO
6 luglio 1914 – La Dirigenza scolastica esprime al Signor Preside del Consiglio scol. Distrettuale le condoglianze del corpo docente e della scolaresca per l’orribile sciagura [il 28 giugno 1914 - NdR], da cui fu colpita l’augusta casa imperiale e in modo speciale il venerando nostro Monarca.
 

CHIAMATA ALLE ARMI
3 ottobre 1914 – L’i.r. [Imperial Regio - NdR] Consiglio scol. Distrett. date le attuali circostanze, partecipa le disposizioni prese riguardo la frequentazione scol. e dà istruzioni concernenti il modo con cui supplire alla mancanza di uno e più maestri, che fossero fra i richiamati.


AIUTI PER I SOLDATI IN GUERRA
20 ottobre 1914 – L’i.r. Consiglio scol. distrett. dietro ricerca del Ministero della guerra rispettivamente dell’Interno, emana a tutte le Dirigenze scol. una circolare concernente la raccolta di foglie di rovo per la preparazione di tee.
 

Primavera 1915 - Volano. La raccolta di foglie di rovo per il tè dei soldati al fronte.
 

SCOLARI IN AIUTO AI SOLDATI
12 dicembre 1914 – L’i.r. Consiglio scol. distrett. giusta dispaccio dell’i.r. C. scol. prov. dei 14 p.p. novembre N.4106, raccomanda caldamente l’impiego di scolari nell’approntare filaccio per i feriti in guerra. 


Galizia 1915 - Fossa comune di caduti austro-ungarici. Fra questi molti soldati trentini.


AIUTO RICHIESTO AI MAESTRI
26 aprile 1915 – I.R. Consiglio scol. distrett. Spedisce decreto con cui raccomanda ai maestri di prestarsi nel miglior modo alla raccolta dei metalli da guerra.
 

LA SCUOLA CHIUDE
12 maggio 1915 – Dirigenza scolastica spedisce all’I.R. Consiglio scol. distrettuale di Rovereto domanda di chiusa della scuola per mancanza di frequentazione da parte degli scolari. (Negli anni della guerra i bambini e i ragazzi erano adibiti ai lavori nei campi in sostituzione dei padri al fronte, ndr). NB. Questa è l’ultima nota del registro. Poi ci sono 10 pagine bianche.

 ANNO SCOLASTICO 1919–1920 
Amministrazione italiana

 
Primi giorni di novembre del 1918, Volano - In una terra dove la stragrande maggioranza della popolazione era fedele all’Austria, entrano le truppe italiane accolte molto tiepidamente dalla gente del posto. Come successo anche in altri paesi, è probabile che le persone che vediamo in foto, siano state «invitate» dalle autorità italiane a scendere in strada vestite a festa e ad esporre alle finestre le bandiere del Regno d’Italia distribuite appositamente per l’occasione..
 

CELEBRAZIONI PER LA VITTORIA
25 ottobre 1919 – Commissariato Civile di Rovereto. Commemorazione 3 novembre. Nella ricorrenza dell’anniversario della Redenzione invita questa dirigenza d’accordo col Consiglio scol. locale e col Sig. Sindaco a solennizzare in modo corrispondente sì importante successo, relativo alla grandezza degli avvenimenti ricordati alla serietà dell’ora presente.
(NB. Questa è la prima annotazione del dopoguerra).
 

 

«EROI» ITALIANI E «ITALIANITÀ»
22 novembre 1919 – Il Municipio di Volano trasmette a questa dirigenza copia della Circolare pubblicata dalla Legione Trentina circa l’acquisto d’una delle copie delle acqueforti di Cesare Battisti verso richiesta di questa dirigenza.
 



IL FORZATO CAMBIO DI CULTURA
22 novembre 1919 – L’Onor. Commissariato Civile di Rovereto comunica che col 16 novembre a.c. cessano i rifornimenti viveri ai maestri da parte dei magazzini militari.
- Il Signor Ispettore distrettuale avverte questa dirigenza scol.ca che il Sillabario Franch non può essere adottato perché non ancora approvato; proibisce ogni libro austriaco e attende relazione sui testi introdotti e sulle ordinazioni fatte.
 

L’ITALIANIZZAZIONE CONTINUA
20 MARZO 1920 – La Società Nazionale Dante Alighieri La Dirigenza scolastica offre in omaggio N. 15 Medaglie della vittoria agli insegnanti di questa scuola. Riferisce all’On. Commissariato Civile di Rovereto, quanto chiesto nella Circolare protocollata al N. prog. 116.
 

NO ALLA PAROLA «TRENTINO»
11 maggio 1922 – l’Onor. Commissariato Civile di Rovereto avverte la Dirigenza scol.ca che in ogni atto ufficiale dove occorra indicare la regione come ad es. (attestati, certificati, cataloghi, libri classe, relazioni ufficio ecc.) devesi usare soltanto la denominazione Venezia Tridentina e viene proibito l’uso di altre espressioni quali «Trentino» ecc. così dicasi pure dei timbri d’ufficio.
 

Per «rafforzare» l'italianità in un popolo che guarda ancora con nostalgia all'Impero Austro-Ungarico, le autorità locali si ingegnano in ogni modo. Qui siamo nel corso del 1921 e si celebra in pompa magna il riconoscimento della frana di Marco di Rovereto con quella citata da Dante Alighieri nella Divina Commedia, posando in loco una grande targa in pietra.
 

RICORDARE SOLO GLI «ITALIANI»
21 FEBBRAIO 1922 – L’On. Commissariato Civile di Rovereto, contemporaneamente prega la dirigenza scolastica di comunicare il nome e cognome degli orfani di padre volontario dell’esercito italiano caduto in guerra, oppure di padre o di madre morti nell’internamento, o morti per i maltrattamenti subiti in causa dei propri sentimenti nazionali.
 
Il 28 OTTOBRE 1922 arrivò la «Marcia su Roma» e con essa il Fascismo, il quale iniziò per più di 20 anni a scrivere una storia artefatta con lo scopo di cancellare dalla memoria del Trentino-Alto Adige ciò che c’era stato prima.
Del resto si sa, la storia la scrivono sempre i vincitori attraverso l’esaltazione di «verità» e di «eroi» di parte.
«Smemorizzazione» la si potrebbe chiamare quest’opera forzata nei confronti della popolazione, fare cioè perdere la memoria di qualcosa di fondamentale del proprio passato che potrebbe essere di danno al mantenimento di un «certo» regime e di una «certa» storia.
E dopo il Fascismo arrivò la Repubblica che per altri 80 anni accondiscese anch’essa alla medesima storia, e sostenne e giustificò gli stessi eroi.
 
  Maurizio Panizza
  © Il Cronista della Storia
  maurizio@panizza.tn.it
 
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Luigi Zambelli 10/08/2016
Complimenti vivissimi per questo tuo lavoro e, soprattutto, per la diffusione che hai dato a questi documenti. Sono pagine che stimolano riflessioni sul nostro passato e aiutano a comprendere anche il presente!
Luigi Zambelli
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Manuela Ciaghi 06/06/2016
La scoperta di questo registro è sicuramente di grande importanza sia storica che culturale. Sono certa che da quelle pagine usciranno momenti di vita che hanno segnato la storia del nostro Trentino e che serviranno a tenere viva la memoria di un periodo storico difficile ma fondamentale per l'unità d'Italia.
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