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Intervista alla scrittrice Marinella Gagliardi Santi – Di Daniela Larentis

L’autrice di «Defixiones, dimenticare Pompei» ospite del liceo Prati, invitata da Luciana Grillo, responsabile a Trento delle attività culturali di Soroptimist Italia

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Chi ha letto il romanzo «Defixiones, dimenticare Pompei», che segue a «Defixiones il mistero delle tavolette magiche», della scrittrice Marinella Gagliardi Santi, lo ha apprezzato molto.
Una bellissima recensione della giornalista Luciana Grillo ne ha riconosciuto i meriti, infatti come la collega ha sottolineato dopo aver letto tutti i suoi libri «la Gagliardi sa manovrare i suoi personaggi e le sue storie con abilità e consapevolezza: dunque, c’è una punta di giallo che percorre le pagine, insieme ai protagonisti che si muovono tra Pompei e la Gallia, senza dimenticare né l’eruzione del Vesuvio, né Roma, il suo porto, Ostia e il suo fiume, il Tevere».
 
Abbiamo incontrato l’autrice a Trento, in occasione dell’incontro presso il liceo classico Giovanni Prati, organizzato da Luciana Grillo, responsabile a Trento delle attività culturali di Soroptimist Italia. Un’occasione preziosa attraverso cui gli studenti hanno avuto modo, anche grazie alla presenza della psicologa della comunicazione Giuliana Gabet, di capire come nasca e si possa sviluppare il progetto di un libro, coinvolti pagina dopo pagina con colpi di scena e restando fino all’ultimo con il fiato sospeso.
Così, l’accattivante stravaganza di Pitone, la dolcezza di Mica, nonché la simpatia per questo o quel personaggio, hanno permesso loro non solo di appassionarsi alla storia, ma anche di suscitare l’interesse per la letteratura contemporanea che guarda al passato.
L’incontro ha avuto come fine l’impostazione di un discorso su un processo creativo che è alla base del lavoro di un romanziere. Si è trattato quindi di un incontro interattivo che ha preso spunto dai due romanzi storici di Marinella Gagliardi per ripercorrere con gli studenti che li hanno letti il percorso creativo della scrittrice, spunto per un loro eventuale percorso creativo personale.
Abbiamo avuto il piacere di porgere a Marinella Gagliardi alcune domande.
 

 
Lei è scrittrice, laureata in lettere classiche con una tesi in Epigrafia greca sulla magia: come è nata l’idea del romanzo di suspense «Defixiones, il mistero delle tavolette magiche» e dove è ambientato?
«L'idea di Defixiones il mistero delle tavolette magiche” è nata proprio dalla mia tesi in epigrafia greca, già dai tempi della laurea mi ero ripromessa che prima o poi avrei attinto dalle Defixiones del materiale per scrivere un romanzo.
«Si tratta infatti di un argomento curioso, affascinante e anche divertente. Ho scelto Pompei per ambientare la mia storia per dare ai lettori la possibilità di riferimenti i precisi e documentati. E per divertirmi io stessa nel far circolare i personaggi per le sue strade!
«In questo modo realtà e finzione coesistevano.»
 
Ci può spiegare brevemente che cosa sono le «Defixiones»?
«Queste Defixiones sono preghiere rivolte alle divinità, per lo più degli inferi, con la richiesta di annientare, sbaragliare degli avversari. Defigere in latino significa fissare, inchiodare.
«Ma possono essere anche legamenti tutt’altro che violenti quando il loro scopo è quello di ottenere l'amore di una donna.
Insomma, alla fin fine niente di nuovo perché, come purtroppo accade ancora oggi, ci si recava da un mago chiedendogli di incidere una tavoletta magica che poteva dunque essere aggressiva e violenta ma anche poetica e dolcissima.»
 
Il libro «Defixiones, dimenticare Pompei», pubblicato nel 2015 sempre dall’editore Curcio, è la continuazione del precedente lavoro?
«Sì, è la continuazione del precedente ma per Defixiones Dimenticare Pompei non mi sono più ispirata alla mia tesi di laurea bensì a tavolette magiche della Gallia.
«Da tener presente che queste pratiche magiche erano diffuse in tutto l’impero romano e che sono testimoniate dal sesto secolo a.C al sesto d.C.»
 
Qual è l’ambientazione di questo secondo romanzo storico?
«Nel secondo romanzo si spazia da Ostia Antica a Roma, alla Gallia, all'Italia meridionale.
«Ci sono momenti di navigazione sul Tevere e si viaggia anche sull’Appia antica con un personaggio che si precipita col suo carro verso l’Italia Meridionale sconvolta dall’eruzione del Vesuvio.»
 
Ci sono personaggi reali da cui ha preso spunto?
«In entrambi i romanzi, accanto a personaggi di fantasia, sono presenti personaggi famosi nell'antichità quali Plinio il Vecchio, Marziale, Giovenale, ma anche Scorpo, un auriga che era il beniamino delle folle di quell'epoca, e altri di minor rilievo ma noti in Ostia Antica, ricordati nell'appendice in fondo al romanzo.
«Quanto a Marziale e Giovenale, i due poeti satirici latini, interagiscono coi miei personaggi (i ragazzi, figli dell’armatore Publio) durante la navigazione sul Tevere da Ostia a Roma, creando un clima simpatico e spero coinvolgente con le loro battute pungenti e spiritose.»
 
C’è qualche personaggio a cui è particolarmente affezionata?
«Il mio prediletto è Pitone, un mago che lavora con i suoi papiri, testi base che gli servono per incidere le tavolette magiche per i suoi clienti. È un tipo particolare, un po' scombinato, originale e confusionario. Insomma, divertente. Non bisogna però dimenticare che lavora sempre con del materiale storico-archeologico assolutamente reale.
«A questo punto però bisogna anche precisare che ci sono altri temi presenti nei romanzi: anche se l’ironia è un sottofondo costante, il registro cambia molto di tono quando si affrontano momenti drammatici legati all'azione e al suspense di determinate vicende, nonché a eventi storici quali l'eruzione del Vesuvio o la morte di Plinio il Vecchio.
«Ma non mancano anche tenerissimi momenti d'amore...»
 
C’è qualche ricordo legato ai suoi libri che vorrebbe condividere con noi?
«Un ricordo bellissimo... lavoravo alla mia tesi di laurea al mattino presto in spiaggia per non essere disturbata da nessuno quando è comparso davanti ai miei occhi un ragazzo che aveva fatto parte, anni prima, di una compagnia d'amici.
«Ero un po' imbarazzata perché mi distraeva dal mio lavoro, inoltre non sapevo bene cosa dirgli perché era un po' di tempo che non ci parlavamo.
«Ma qualcosa da dirci dobbiamo averlo trovato subito, visto che nel giro di un anno ci siamo sposati! E io quella mattina sulla spiaggia stavo lavorando a una delle mie Defixiones, e si trattava di una costrizione d'amore!»
 
C’è qualche ricordo legato al terzo libro che ha scritto, Non comprate quella barca, che vorrebbe condividere con noi?
«Nel libro Non comprate quella barca i protagonisti siamo mio marito e io impegnati nelle nostre navigazioni a vela nel Mediterraneo.
«Lo considero il mio inno alla natura e posso dire che la mia passione per il mare, la navigazione, la possibilità di misurarsi con gli elementi, di sbarcare e di conoscere posti e gente nuova, ha, con mia grande soddisfazione, contagiato altre persone: si sono fatti vivi alcuni lettori dicendomi di aver comprato la barca dopo aver letto il libro! E se si considera quale sia il titolo di questo libro…»
 
C’è un particolare messaggio che vorrebbe veicolare attraverso le sue pubblicazioni?
«Nei miei libri non c’è solo un invito ad approfondire momenti del mondo antico. Le vicende narrate hanno come sottinteso che la correttezza, la serietà, la moralità, il rispetto per il prossimo e per l'ambiente sono validi e doverosi in qualsiasi epoca.»
 
Che consiglio si sentirebbe di dare a chi volesse per la prima volta provare a scrivere un romanzo storico?
«Prima di tutto servono delle fonti ben approfondite e ben documentate che siano vicine ai nostri reali interessi e che ci appassionino realmente. Solo così l’autore potrà essere veramente coinvolto in quanto racconta e potrà di conseguenza coinvolgere i suoi lettori.»
 
Che cosa l’appassiona maggiormente nella vita, oltre alla storia, alla letteratura e alla scrittura?
«Le mie due passioni sono il mondo antico e la navigazione, però penso che quanto ho detto sino ad ora e la lettura dei miei romanzi possano chiarire appieno la mia personalità.»
 
Progetti futuri?
«Ho quasi terminato un quarto libro, questa volta autobiografico, e ho iniziato il seguito di Non comprate quella barca
 
Daniela Larentis – d.larentis@ladigetto.it


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