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«Alle origini dell’Università di Trento», mercoledì 22 marzo

L’incontro-dibattito è organizzato dalla Biblioteca Archivio del CSSEO, in collaborazione con la Fondazione Museo Storico del Trentino alla Civica Biblioteca di Trento

La storia dell’Università di Trento e delle sue origini fino a pochi anni fa non era mai stata affrontata in modo organico per una sorta di «tabù», che ha riguardato per decenni l’infondata equazione ‒ una sorta di leggenda metropolitana ‒ tra la Facoltà di Sociologia e la nascita delle “Brigate rosse” (che invece furono fondate a Milano all’inizio degli anni Settanta, mentre Trento non ha vissuto la stagione del terrorismo degli «anni di piombo»).
Solo negli ultimi anni, dopo un primo sintetico libro («Sociologia a Trento», Il Mulino 2008) di Giovanni Agostini, sono stati pubblicati due ampi volumi («Costruire un’Università», Il Mulino 2011 e «La memoria dell’Università», Il Mulino 2014) con un ampio lavoro di ricerca storiografica, dapprima sulle fonti documentarie (Luigi Blanco, Andera Giorgi e Leonardo Mineo) e poi sulle fonti orali (Giovanni Agostini, Giorgi e Mineo).
 
Pochi ricordano invece due precedenti storici (quasi una «preistoria»).
Nella seconda metà del 1.500 fu respinta una iniziativa universitaria del card. Cristoforo Madruzzo (per timore, già allora, di «turbolenze studentesche»), mentre nel 1904 Rovereto, durante l’impero austro-ungarico, respinse la proposta di istituire una Facoltà giuridica nella seconda città del Trentino, dopo che analoga risposta negativa era venuta anche da Trento, perché si riteneva che tale Università «italiana» dovesse sorgere a Trieste.
E quando poco dopo, alla fine del 1904, tale Facoltà giuridica «italiana» fu istituita a Innsbruck, scoppiarono disordini contro gli studenti italiani e l’anno dopo la facoltà venne chiusa.
 
Negli anni Cinquanta del Novecento fu ipotizzata l’istituzione a Trento di un «Biennio di scienze forestali» (durante le presidenze della Provincia prima di Albertini e poi di Rosa), ma solo all’inizio degli anni Sessanta il nuovo presidente Bruno Kessler decise di istituire la Facoltà di Sociologia (all’inizio «Istituto universitario di Scienze sociali»).
Kessler aggirò l’ostacolo statutario (la Provincia non aveva la competenza in materia) fondando nel 1962 dapprima l’ITC (Istituto trentino di cultura), il quale a sua volta (presieduto dallo stesso Kessler) subito dopo fondò l’Istituto universitario di Scienze sociali, il quale tuttavia non aveva il necessario riconoscimento giuridico statale.
 
Soltanto dopo una occupazione dell’Università da parte del nascente Movimento studentesco e ripetuti viaggi a Roma per superare gli ostacoli parlamentari, con la legge 8 giugno 1966, n.432, venne riconosciuto l’Istituto superiore di Scienze sociali con la possibilità di conferire la laurea in Sociologia (direttore Mario Volpato).
Una seconda occupazione nell’ottobre-novembre 1966 (interrotta dall’alluvione) affrontò i problemi dello Statuto e del Piano di studi.
Dopo una terza occupazione nei primi mesi del 1968 (31 gennaio-7aprile), il Comitato ordinatore (Boldrini, Bobbio e Andreatta) stipulò un accordo col Movimento studentesco, decise di cambiare gran parte del corpo docente e chiamò a dirigere Sociologia Francesco Alberoni.
L’anno accademico 1968-1969 fu caratterizzato dall’esperienza della «università critica», mentre nel marzo 1970 Alberoni lasciò la direzione.
 
Dopo una breve reggenza di Norberto Bobbio, fu nominato direttore Guido Baglioni, che decise il blocco totale delle iscrizioni nel 1970 e il «numero chiuso» (600 iscritti) nel 1971. Nel 1972 nasce la «Libera Università degli studi di Trento», con l’istituzione delle nuove Facoltà di Economia e di Scienze, con Rettore Paolo Prodi.
Nel 1982 l’Università di Trento venne «statalizzata» e vennero quindi istituite le nuove Facoltà di Giurisprudenza, Ingegneria e Lettere, con Rettore Fabio Ferrari.
 
Le vicende collegate alla nascita dell’Università di Trento vengono rivisitate e discusse da Marco Boato nell’incontro-dibattito che si terrà a Trento, mercoledì 22 marzo 2016, alle ore 17,30, nella «Sala degli Affreschi» della Biblioteca comunale (Via Roma 55).
L’incontro è organizzato dalla Biblioteca Archivio del CSSEO, in collaborazione con la Fondazione Museo Storico del Trentino.

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