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Non basta chiedere un olio «europeo»: chiedetelo italiano

La crisi dell’olio ha messo in difficoltà gli agricoltori, ma la qualità italiana è sempre garantita ai massimi livelli

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L’olio extravergine d’oliva è, da secoli, uno dei fiori all’occhiello del made in Italy. Infatti, l’elevatissimo numero di cultivar autoctone, insieme alla forte adattabilità della pianta dell’ulivo alle diverse condizioni climatiche e del territorio, hanno reso il nostro paese uno dei più importanti produttori di olio extravergine al mondo. Negli ultimi decenni, tuttavia, si è assistito all’entrata in gioco di numerosi competitor stranieri, come Tunisia, Marocco, Algeria e, soprattutto, Spagna, che spesso grazie a standard produttivi meno raffinati e meno tradizionali riescono a immettere sul mercato olio extravergine a prezzi molto concorrenziali.

Purtroppo, una recente inchiesta condotta dal New York Times ha messo in luce che l’olio prodotto nei suddetti paesi viene talvolta adulterato e venduto come olio italiano, arrecando un gravissimo danno ai produttori italiani che, peraltro, negli ultimi tempi hanno dovuto fronteggiare delle annate non proprio positive. L’olio extravergine d’oliva italiano, ciononostante, rimane ancora oggi il più pregiato e apprezzato a livello mondiale e le numerose denominazioni DOP e IGP (rispettivamente Denominazione d’Origine Protetta e Indicazione Geografica Protetta) ne sono un’efficacissima testimonianza.

Le regioni italiane leader nel settore sono soprattutto Sicilia, Calabria, Puglia e Toscana, anche se la produzione è comunque di altissimo livello un po’ lungo tutto lo stivale. Come dicevamo in precedenza, nonostante il settore vanti numerosissimi estimatori, la produzione olearia italiana versa in una situazione piuttosto problematica. Il contemporaneo intervento dei fenomeni della globalizzazione (che ha enormemente aumentato il numero di concorrenti con l’ingresso di olio extravergine spesso di qualità molto bassa e a prezzi economici) e della crisi globale (i cui effetti non si sono ancora sopiti) ha rapidamente decurtato la quota di mercato e, conseguentemente, anche i profitti di aziende che operano, in certi casi, da secoli nel segno della tradizione familiare.

A ciò bisogna aggiungere anche i dati non proprio incoraggianti delle ultime campagne: il 2016-17 è stato un periodo nero poiché la resa è stata pari a circa un terzo rispetto a quella dell’annata precedente. Anche la produzione complessiva ha visto un crollo che al Sud ha toccato una media del 50%, con punte fino al 65% in Sicilia e Calabria. Dati migliori invece hanno registrato le regioni settentrionali, con Lombardia, Veneto e Trentino in netta controtendenza.

L’alternanza di caldo intenso e temporali anche di forte intensità, insieme all’imperversare della mosca olearia (uno dei nemici più temuti per l’ulivo) favorita dall’elevata umidità nelle ore notturne, hanno quindi ridotto la produzione. Nelle regioni meridionali si sono registrati anche numerosi attacchi di tignola. Il risultato è stato un rapido incremento dei prezzi, con rincari molto sensibili in Sicilia, con punte massime del 70% in più nei distretti di Trapani, Siracusa e Agrigento. Proprio nella provincia di Agrigento, e per la precisione nelle zone tra Ribera e Sciacca, opera una delle aziende storiche del settore, ovvero Valdiverdura.

L’olio extravergine di oliva di questa ditta è frutto di un blend composto per l’80% da Biancolilla (foto) e per il restante 20% da Nocellara del Belice: il risultato è un olio dal sapore dolce e perfetto quindi per il condimento di piatti a base di pesce o di carne (cotta sia alla griglia che in padella). L’olio in questione presenta un tasso di acidità molto basso (compreso tra lo 0,3% e lo 0,4%) ed è ottenuto con metodi tradizionali e attraverso la spremitura di olive coltivate secondo i canoni dell’agricoltura biologica, quindi senza l’ausilio di fitofarmaci o prodotti chimici di sorta.

Acquistare da produttori locali è, oltre che una forma di garanzia sulla qualità, anche un modo efficace per contrastare i fenomeni piuttosto diffusi di frode e adulterazione: l’acquisto di olio extravergine d’oliva online tramite l’e-shop permette l’instaurazione di un rapporto diretto tra produttore e consumatore che, così, è messo nelle condizioni di sapere sempre l’origine dei prodotti che acquista e consuma.

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