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«Mein Kampf»: una battaglia persa?

Mercoledì 24 maggio CSSEO organizza il dibattito nella «Sala degli Affreschi» della Biblioteca comunale di Trento il dibattito sul famoso libro di Hitler

In occasione della pubblicazione dell’edizione critica de «La mia battaglia» (Mein Kampf) di Adolf Hitler, in anteprima nazionale, la Biblioteca Archivio del CSSEO, organizza a Trento, mercoledì 24 maggio 2017, alle ore 17.30, nella «Sala degli Affreschi» della Biblioteca comunale (Via Roma 55), l’incontro-dibattito «Una battaglia persa?».
Intervengono Gustavo Corni e Vincenzo Pinto, curatore del volume. Introduce Massimo Libardi.

Fino allo scorso anno in Germania era proibito ristampare il Mein Kampf di Hitler.
Alla fine della Seconda guerra mondiale, gli Alleati avevano assegnato i diritti d’autore del volume al Land della Baviera, che ne vietò la riedizione.
Il 31 dicembre 2015 scorso sono passati 70 anni dalla morte di Hitler, e quindi i diritti d’autore sono entrati nel pubblico dominio.
 
Così, all’inizio di gennaio 2016 è stata pubblicata una imponente edizione critica, due volumi, quasi 2.000 pagine, a cura dell’autorevole Institut für Zeitgeschichte di Monaco di Baviera.
Con grande sorpresa dell’editore, non appena giunto in libreria, la prima edizione di 4.000 copie è andata immediatamente esaurita.
Non solo: come riferiva lo scorso 3 gennaio l’agenzia stampa DPA, con le sue 85mila copie vendute Mein Kampf è stato un bestseller 2016 della saggistica tedesca.
 
Esce in questi giorni l’edizione critica del testo di Hitler in italiano. Come per l’edizione tedesca, il primo volume raccoglie i due tomi scritti da Hitler tra il 1924 e il 1926.
Il primo, Eine Abrechnung (Resa dei conti), fu pubblicato nel luglio 1925; il secondo, Die nationalsozialistische Bewegung (Il movimento nazional-socialista), nel dicembre 1926. Hitler voleva un altro titolo, «Quattro anni e mezzo di lotta contro menzogna, stupidità e codardia», ma Max Amann, l’editore, lo convinse a scegliere Mein Kampf.
A questo primo volume, curato da Vincenzo Pinto (che ne è stato anche il traduttore, assieme a Alessandra Cambatzu), introdotto da un saggio di Richard Overy, a breve farà seguito un secondo nel quale autori italiani e stranieri approfondiranno i principali problemi del Mein Kampf.
 
Quello che il curatore ha inteso realizzare è una edizione critica per distruggere un «mito» e per guardare in faccia l’incarnazione del «male» del Novecento.
Scoprire che il «male» non è metafisico o «folle», ma terribilmente umano, forse troppo umano.
Pertanto, un testo come il Mein Kampf va letto e capito nel suo contesto, mettendo a disposizione del lettore tutti gli strumenti necessari.
 
Ha scritto Armando Massarenti («Domenica» de Il Sole-24 Ore, 30 aprile 2017), che Vincenzo Pinto ha ragione, che il «male», il «carnefice», ha diritto di parola, e va capito in maniera «profonda».
«Leggere Mein Kampf, e capirne la logica e la retorica, è assai più educativo - anche per i giovani nel pieno della loro formazione - di tanti discorsi pedagogici incentrati sui valori positivi più ovvi, sulla buona volontà o sulle buone intenzioni.»
 
«La logica individuata da Pinto per interpretare il testo hitleriano non è quella classica, deduttiva o induttiva, bensì quella abduttiva propria del paradigma indiziario definito da Carlo Ginzburg in un famoso saggio di 40 anni fa.» Scrive Pinto: «L’antisemitismo di Hitler non è un semplice assioma del nazionalsocialismo, né il prodotto dell’osservazione (più o meno distorta) di singoli episodi della vita reale.
«È invece la deduzione a ritroso del medico detective che analizza i presagi: i sintomi di decadenza fisica e morale lo portano a scoprire una malattia più profonda che poi va giustificata sul campo.»
 
Di questa edizione critica del Mein Kampf, e dei problemi che solleva, e del ruole che ha avuto, se ne discute a Trento, nell’incontro-dibattito che si terrà mercoledì 24 maggio 2017, alle ore 17.30, nella «Sala degli Affreschi» della Biblioteca comunale (Via Roma 55).
Partecipano Vincenzo Pinto, curatore e traduttore del volume, e Gustavo Corni dell’Università di Trento. Introduce Massimo Libardi.
 
Vincenzo Pinto, storico del sionismo e dell’antisemitismo, dirige la rivista Free Ebrei (www.freeebrei.com).
Fra i suoi lavori I Sionisti (M&B 2002); Imparare a sparare. Vita di Vladimir Ze'ev Jabotinsky padre del sionismo di destra (UTET 2007); Apoteosi della germanicità. I sentieri di Julis Langbehn, critico della cultura tedesca di fine Ottocento (i Libri di Icaro 2009); La terra ritrovata (Giuntina 2012); In nome della patria. Ebrei e cultura di destra nel Novecento (Le Lettere 2015).

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