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Acque pubbliche: nuovo Piano generale di utilizzazione

Le province di Trento e di Bolzano dispongono di un nuovo Piano generale di utilizzo delle acque pubbliche, sarà in vigore dal 19 agosto

Il Piano che disciplina l’utilizzo delle acque pubbliche entra in vigore il 19 agosto 2017. Sottoscritto in via definitiva dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 22 giugno 2017, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 4 agosto 2017.
La Giunta provinciale, dopo aver integrato varie osservazioni, lo aveva approvato il 17 gennaio 2017 su proposta dell’assessore Richard Theiner.
In seguito era stato modificato e approvato dal Comitato paritetico Stato-Provincia il 1° marzo 2017.
«Con il nuovo Piano è stato raggiunto un buon compromesso fra l’utilizzo e la salvaguardia delle acque pubbliche» afferma l’assessore Theiner.
 
Il Piano Generale è diretto a programmare l'utilizzo sostenibile delle acque per i diversi usi e indica le linee fondamentali per una sistematica regolazione dei corsi d'acqua con particolare riguardo alle esigenze di difesa del suolo e delle risorse idriche, secondo le direttive europee.
Il documento concorre, altresì, a garantire la gestione unitaria del bacino idrografico di rilievo nazionale del fiume Adige e dei 14 sottobacini, per i quali sono indicati i bilanci idrici con dati precisi.
Bilanci idrici sono predisposti anche per le aree dei bacini idrici della Drava, del Piave e dell’Inn che ricadono in territorio provinciale.
«L’obiettivo è assicurare l'equilibrio tra risorse e fabbisogni tenendo presente il potenziale di ottimizzazione degli utilizzi e l’ordine di priorità che vede al primo posto l’utilizzo per l'approvvigionamento idropotabile pubblico» spiega Ernesto Scarperi, direttore dell’Ufficio tutela delle acque.
 
Per gli altri vari utilizzi, agricolo, innevamento programmato, processi industriali, idroelettrico, pescicoltura e tecnico, vengono indicate precise condizioni e fissati i volumi idrici spettanti.
Alcune novità riguardano i criteri per il rilascio delle concessioni per le derivazioni idroelettriche: la quantità di acqua riservata all’uso agricolo nei bacini idrografici già sfruttati ai fini idroelettrici viene incrementata da 0,5 a 1 litro al secondo per chilometro quadrato e nelle zone aride da 0,6 a 1,2 litri al secondo per chilometro quadrato.
Il fabbisogno di acqua per il bestiame è stato portato da 100 a 140 litri al giorno per unità di bovino adulta.
Il Piano prevede inoltre nuove possibilità anche nelle derivazioni che finora potevano essere utilizzate solo per acqua potabile, impianti di irrigazione o produzione di neve artificiale.
 
In futuro sarà ammesso anche l’utilizzo idroelettrico delle quantità di acqua concessionate se sono presenti condizioni tecniche e ambientali favorevoli.
Diverse modifiche inserite nel nuovo Piano generale riguardano il deflusso minimo vitale.
Sono ad esempio previste eccezioni per edifici come i rifugi alpini e le malghe che non possono essere allacciati alla rete elettrica.
È stata migliorata anche la regolamentazione dell’acqua residua nelle zone contraddistinte da siccità.
 
Assieme ai concessionari saranno predisposti appositi piani di gestione a garanzia di un utilizzo sostenibile ed efficiente.
Il Piano generale per l'utilizzazione delle acque Pubbliche per la provincia di Bolzano, viene integrato da due piani stralcio, uno per l’assetto idrogeologico e l’altro di tutela delle acque.
Il primo individua e perimetra le aree di pericolo e di rischio idrogeologico e prescrivendo le relative misure di salvaguardia.
Il secondo, persegue la tutela dei corpi idrici nei loro aspetti qualitativi e quantitativi.
 
Infine, nel Piano Generale sono previste misure di coordinamento interregionale di particolare attualità in tempi di carenza idrica.
Sono definite, infatti, specifiche forme di raccordo tra la Provincie di Bolzano e quella di Trento, la Regione Veneto, l'Autorità di bacino Nazionale del fiume Adige e l’Autorità di distretto delle Alpi Orientali.
In riferimento alla carenza idrica e ai cambiamenti climatici è imprescindibile la predisposizione di bacini artificiali di raccolta delle acque per un uso razionale delle risorse.
«A tal fine i vari gestori sono chiamati a porre in campo azioni sinergiche congiunte, che vedranno la Provincia quale capofila nella predisposizione di specifici piani» afferma l’assessore Theiner.

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