Home | Interno | Ambiente | Lupo: prevenzione in attesa di una revisione della normativa

Lupo: prevenzione in attesa di una revisione della normativa

Illustrata la situazione sulla presenza dell’animale selvatico in Trentino in un affollato incontro a Canazei: «Presenza di pastori, reti elettrificate, cani da guardiania»

Presenza di pastori, reti elettrificate, cani da guardiania.
Sono queste le tre azioni preventive che gli allevatori possono mettere in atto per difendere il bestiame al pascolo dai lupi, specie legalmente protetta a livello nazionale ed europeo secondo la direttiva «Habitat».
Questi i consigli forniti da Michele Dallapiccola, assessore provinciale ad agricoltura e turismo e da Claudio Groff, responsabile settore grandi carnivori, servizio foreste e fauna della Provincia di Trento, che il 9 ottobre al cinema Marmolada di Canazei hanno illustrato misure e norme vigenti al folto pubblico di allevatori e residenti di Fassa e Fiemme, nell’incontro organizzato dai sindaci della Val di Fassa e dal Comun general de Fascia.
La serata, introdotta dal benvenuto del sindaco Silvano Parmesani e dalla procuradora Elena Testor che hanno raccolto la preoccupazione dei residenti e soprattutto degli allevatori che in questi mesi hanno visto diversi capi uccisi dal branco di lupi - una famiglia di circa cinque componenti, padre madre e tre cuccioli - che si aggira tra alta Val di Fassa, Val Badia e bellunese, ha fornito molte informazioni utili anche se non ricette risolutive: con il lupo bisognerà imparare a convivere, come avviene in altri Paesi quali Spagna e Francia.
 
Groff ha illustrato infatti come il lupo, scomparso sulle Alpi circa 150 anni fa, sia tornato - non è stato reintrodotto al contrario di orso e lince - attraverso i corridoi di Appennini, Alpi occidentali e Carpazi: la sua gestione, quindi, non può essere provinciale (come per orso e lince) ma sovranazionale.
Il lupo ha grandi capacità di adattamento e di dispersione, in un paio di mesi può spostarsi per oltre mille chilometri.
Si muove in branco o da solo, si nutre di animali selvatici, soprattutto ungulati, e domestici e, nell’ultimo secolo in Europa, non ci sono casi documentati di attacco all’uomo.
In Italia, oggi, si contano circa 2 mila lupi, di cui 200-300 sulle Alpi.
In Fassa e Fiemme il primo ritrovamento recente di una carcassa risale al 2009 al Lavazè, nel 2012 un branco, che ha già avuto due cucciolate, ha raggiunto i monti Lessini.
A fine inverno 2017 lupi sono stati riscontrati dai Lessini, all’altopiano di Asiago, al Cansiglio, al Col Visentin, fino alla Val di Fassa.
Importante è sapere che un branco per sopravvivere, grazie alla presenza di prede sufficienti, ha bisogno di un territorio di 200 km², circa la grandezza della Val di Fassa, i cuccioli (mortalità del 70%) una volta adulti si disperdono.
In Fassa nel 2017 sono giunte richieste di risarcimento per 38 capi (6 bovini) predati, ma se ne contano 101 dispersi.
Gli allevatori possono ottenere finanziamenti per l’acquisto di reti elettriche e di cani da guardia.
 
Dal punto di vista normativo, l’assessore Dallapiccola con il collega altoatesino è al lavoro da mesi e ci sono stati diversi incontri al ministero competente che ha proposto di inserire nella legge vigente il 5% di prelevamento dei lupi, nelle località si verificano danni ingenti.
«Purtroppo lo scorso giugno a Roma – ha spiegato Dallapiccola – solo Trentino Alto Adige e Toscana hanno approvato la proposta ministeriale, che è stata rivagliata, con alcuni cambiamenti, il 21 settembre ma non ha avuto buon esito.
«Stiamo sottoponendo la questione anche a Bruxelles, l’11 ottobre avremo un nuovo incontro, e valutando anche una soluzione transfrontaliera con i Paesi dell’Euregio.
«È massimo il mio impegno verso un problema, che non è di soluzione né facile, né immediata. Servono tempo e alleanze.
«Il ministero considera le istanze degli allevatori, ma anche degli ambientalisti. Ecco perché è importante che gli allevatori si dotino di reti e cani e si rivolgano per consigli e aiuto ai forestali.»
 
Tra gli interventi della seconda parte della serata sono stati applauditi quelli di diversi allevatori, che hanno espresso preoccupazione e grande sconforto per i capi aggrediti dai lupi che mettono a rischio il futuro delle loro attività, quelli di Ferruccio Chenetti, per anni veterinario in Fassa, che ha sottolineato come la presenza dei lupi può avere riflessi negativi sugli allevamenti in quota la cui libertà viene limitata, e di Alfredo Weiss che ha indicato il rischio di mutamento anche del paesaggio Patrimonio Unesco senza il bestiame sugli alpeggi.

Condividi con: Post on Facebook Facebook Twitter Twitter

Subscribe to comments feed Commenti (0 inviato)

totale: | visualizzati:

Invia il tuo commento comment

Inserisci il codice che vedi sull' immagine:

  • Invia ad un amico Invia ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Plain text Versione solo testo

Pensieri, parole, arte

di Daniela Larentis

Parliamone

di Nadia Clementi

Musica e spettacoli

di Sandra Matuella

Psiche e dintorni

di Giuseppe Maiolo

Da una foto una storia

di Maurizio Panizza

Letteratura di genere

di Luciana Grillo

Scenari

di Daniele Bornancin

Dialetto e Tradizione

di Cornelio Galas

Orto e giardino

di Davide Brugna

Nella botte piccola...

di Gianni Pasolini

Campi da golf

di Francesco de Mozzi

Storia dell'Autonomia

di Mauro Marcantoni

Cartoline

di Bruno Lucchi

Amici a quattro zampe

di Fabrizio Tucciarone