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Previsioni meteo stagionali per gestire meglio la neve artificiale

In un team di ricerca europeo, Eurac Research lavora a un modello innovativo che permetterà anche di ridurre il consumo di acqua e garantire la qualità delle piste

L’innevamento programmato ha salvato le ultime stagioni sciistiche.
Nel 2015 in Alto Adige la produzione di neve ha assorbito circa 7 milioni di metri cubi d'acqua, una quantità pari al consumo medio annuale di 35 mila famiglie.
A causa dei cambiamenti climatici questo dato è destinato ad aumentare.
Per contenere il consumo di acqua e i costi legati alla neve programmata, un team internazionale di cui fanno parte i ricercatori di Eurac Research sta lavorando a un nuovo metodo per aiutare le stazioni sciistiche a ottimizzare la gestione della neve, sparando solo quando serve e per il minor tempo possibile.
 
Il metodo sarà testato in otto stazioni pilota, tra cui le piste di Dolomiti Superski.
La quantità di acqua necessaria per produrre neve artificiale viene stimata sulla base di dati degli anni precedenti, ad esempio le precipitazioni registrate nell’anno più secco degli ultimi due decenni, e spesso la decisione di azionare i cannoni viene presa il giorno stesso, a seconda delle condizioni atmosferiche.
Questo tipo di programmazione ha dei costi sia in termini economici, che ecologici e influisce anche sulla qualità delle piste da sci.
Per gestire in maniera più efficace l’innevamento, i ricercatori di Eurac Research assieme ai dodici partner europei coordinati da Météo-France stanno sviluppando un servizio di supporto per le stazioni sciistiche.
 
Grazie a questo strumento i comprensori potranno avere informazioni sulle previsioni legate all’altezza e alla quantità di neve e pianificare con un anticipo di qualche settimana l’innevamento delle piste.
Per avere previsioni meteo attendibili anche nel medio periodo, bisogna basarsi su dati molto dettagliati.
«Le previsioni dovranno tener conto delle condizioni locali delle stazioni sfruttando dati solitamente non utilizzati a questo scopo, come i dati meteorologici raccolti dai cannoni da neve, le altezze della neve misurate sulle piste, le immagini satellitari dell’innevamento. È in particolare su quest’ultimo punto che noi portiamo il nostro contributo scientifico al progetto: gli scenari che vengono elaborati potranno anche sfruttare i dati satellitari che i satelliti Sentinel raccolgono e noi elaboriamo», spiega Claudia Notarnicola, fisica di Eurac Research.
I dati raccolti e analizzati dai ricercatori confluiranno in uno strumento che potrà essere direttamente utilizzato dagli operatori delle aree sciistiche.
 
Oltre a partner di ricerca, infatti, al progetto europeo partecipano partner industriali.
Tra le aziende coinvolte anche l’altoatesina Technoalpin, che rappresenta un’eccellenza nella produzione di neve e gestione degli impianti sciistici.
Il metodo verrà testato in otto stazioni pilota, tra cui le piste di Colfosco e Plan de Corones.
Il progetto PROSNOW, lanciato nel settembre 2017, durerà 3 anni ed è finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del programma Horizon 2020 per una economia piú verde (Greener Economy).

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