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Se ne è parlato ieri: «e-commerce e gli strumenti adatti»

A Mezzocorona workshop per saperne di più su un fenomenmo dilagante

Il tema è attuale ed è destinato a raccogliere interesse sempre maggiore perché il commercio elettronico, meglio conosciuto come e-commerce, sta guadagnando sul mercato spazi sempre maggiori.
Conoscere gli strumenti adatti per avviare un’attività online è fondamentale per muoversi con la necessaria sicurezza e consapevolezza.
Come è importante poter avere opportunità informative e formative che consentano di acquisire un bagaglio di conoscenze destinato a trasformarsi in preziosa bussola per orientarsi nell’e-commerce sfruttando pienamente le potenzialità.
Di questo si è parlato ieri sera a Mezzocorona all’Auditorium della Cassa Rurale Lavis-Mezzocorona-Valle di Cembra.
«Dopo l’appuntamento di fine marzo – ha osservato Ermanno Villotti, presidente dell’istituto di credito cooperativo – abbiamo deciso di proporre un nuovo workshop sul tema dell’e-commerce per approfondire opportunità ma anche insidie di un canale di vendita in continua evoluzione ed espansione. Infatti, oggi in Italia, c’è un dato che più di ogni fa comprendere la portata di questo fenomeno: l’e-commerce movimenta 34 miliardi di euro con un incremento a due cifre da un anno all’altro. Questa è una realtà che caratterizza il momento presente e destinata a caratterizzare sempre più il futuro.»
 
Workshop diviso in due momenti:
- Il primo è stato affidato a Pietro De Grandi, esperto di marketing, nuove tecnologie e nuovi approcci al mondo delle vendite digitali.
Ha sviluppato il tema «vendere online: quando e come ha senso farlo».
«Ha senso farlo – ha spiegato - quando si risponde in maniera affermativa e positiva alla domanda Qualcuno è disposto a comprare ciò che vendo? Il come si affida a una serie di buone pratiche: contenuti validi che è bene costruirli affidandosi a professionisti della comunicazione (scritta e fotografica); cura dei prodotti che vanno descritti con il maggior numero di dettagli possibili; raccontare la propria storia perché la gente deve fidarsi, e molto, per acquistare da voi; riferimenti chiari per essere contattati; processo di acquisto non troppo elaborato (tre quattro operazioni al massimo);  curare molto l’assistenza post vendita.»
- Il secondo momento, curato dall’avvocato Fabrizio Casetti (Studio Casetti/Robol), è stato dedicato a «Il sito: la legge lo rende bello.»
«Spesso – ha spiegato – si pensa che la legge rappresenti un ostacolo o un adempimento burocratico alla creatività. Mi sono accorto, invece, che alcuni dei requisiti richiesti dalla legge combaciano con i suggerimenti del marketing.»
 
Per far comprendere meglio il concetto sono stati proposti alcuni esempi:
«Uno – ha proseguito Casetti – appartiene al suggerimento di raccontare chi si è, di pubblicare i recapiti per essere reali e contattabili e, quindi, evitare di risultare esclusivamente una vetrina virtuale. Elementi che sono gli stessi richiesti dalle normative che regolamentano la materia.»
Insomma «rispettare la legge aumenta il livello di fiducia del cliente – ha concluso Casetti – sconfigge la sua diffidenza che rappresenta l’ostacolo maggiore nella diffusione dell’e-commerce.»

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