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Il Fondimpresa – Di Daniele Bornancin

«Il valore delle competenze come frontiera dell’occupabilità»

Un momento informativo, quello organizzato da Confindustria Trento, CGIL, CISL e UIL, sull’importanza della formazione del personale, delle competenze, quindi della capacità complessiva di operare all’interno di aziende, oggi sempre più meccanicizzate e con strumenti ad alta tecnologia.
Questo a dimostrare che anche il mercato del lavoro è di pari passo in continua evoluzione, un cambiamento costante e continuo, che tra cinque anni vedrà proprio le competenze e gli ambienti del lavoro completamente mutati in tutti i settori produttivi.
 
Davanti a questo cambiamento il Fondimpresa, una sorta di fondo interprofessionale, ha da tempo attivato un’efficace collaborazione tra sindacati e categorie produttive, per organizzare corsi di formazione permanenti per il personale, per sostenere la competitività delle aziende e l’occupabilità dei lavoratori.
Il Fondo redistribuisce alle aziende le risorse rivolte alla formazione, pari allo 0,30% sulla busta paga di ogni dipendente, nato nel 2007 da un’intuizione di Confindustria che ha coinvolto in questo cammino di crescita anche il sindacato, spesso restio al dialogo e alle sperimentazioni con gli induistriali.
Attualmente al Fondo aderiscono 1.586 imprese e 37.358 lavoratori, solo nel Trentino Alto Adige. Si tratta di piccole e medie imprese, per il 33% tra 10 e 49 dipendenti, per il 56% con meno di 9 dipendenti.
 
Nel 2016/2017 in Trentino sono stati presentati 487 piani formativi aziendali che hanno interessato circa 9.600 lavoratori, pari ad un finanziamento del Fondo di circa 3,4 milioni di euro.
«Uno strumento al passo con i tempi, innovativo nella logica del finanziamento, efficace, che ha come obietttivo la qualità aziendale», questo di fatto il messaggio lanciato durante questa giornata seminariale informativa da parte di tutti i relatori.
 

Bruno Scuotto e Mercello Lunelli.
 
Marcello Lunelli, presidente di Fondimpresa Trento, nel portare il proprio saluto agli imprenditori e studenti presenti al MART di Rovereto, ha infatti espresso alcune considerazioni sull’importanza dell’innovazione, della formazione aziendale, quale momento importante per capire la portata del cambiamento già in corso, dato dall’industria 4.0.
Ecco perché è importante considerare la formazione del personale come investimento aziendale e come centro dell’occupabilità dei lavoratori. Ha anche aggiunto la necessità attuale di definire le caratteristiche della certificazione formale delle competenze e della preparazione dei lavoratori, oggi considerati sempre più indispensabili collaboratori in tutte le imprese.
Michele Bezzi della CISL Servizi, dal canto suo, ha tracciato la storia del Fondo Trentino e della interdisciplinarietà di questo strumento finanziario.
 
L’Assessore Olivi ha apprezzato il fare le cose insieme, tra sindacato e Confindustria, cooperazione tra pubblico e privato, dove anche l’Ente pubblico deve creare quel «lievito», ossia i presupposti per una giusta condivisione e collaborazione.
E’ necessario sempre più stimolare la formazione per leggere meglio il futuro del mercato del lavoro, quel sapere che è dato dal saper fare del lavoratore.
Ha quindi apprezzato le regole applicate al Fondo, basate sulla flessibilità e sull’agilità, che sono le reali capacità riformatrici degli aiuti alle imprese.
 
Per Riccardo Salomone, Presidente dell’Agenzia del Lavoro, il Fondo risulta essere un soggetto privato con funzione pubblica che produce un sistema di formazione continua, necessaria alla competitività aziendale e allo stesso tempo tutela la persona.
Ecco l’importanza di riconoscere le funzioni del privato e di facilitare l’andamento della formazione continua.
La certificazione delle competenze è necessaria anche come raccordo tra gli strumenti formativi e le politiche attive del lavoro.
 
Per le storie e le prospettive formative aziendali, tema previsto nel programma dei lavori di questo momento seminariale, sono intervenuti due giovani imprenditori: Giordano Riello, della NPLUS SRL, start-up insediatasi a Rovereto nell’ambito del progetto Manifattura, che ha sintetizzato la sua esperienza mettendo in luce che «da soli non si va da nessuna parte», ma bisogna tutti insieme imprenditori e lavoratori, andare verso obiettivi unici che devono basarsi sulla formazione per tracciare un reale percorso aziendale.
 
Per quanto concerne la crisi, che oramai ha raggiunto quasi il decimo hanno, ha considerato che comunque questa ha portato dei cambiamenti anche culturali, ma è anche diventata un’opportunità per far rimanere le imprese nei mercati internazionali e, senza una nuova apertura verso mercati esteri, le aziende, soprattutto quelle piccole faranno sempre più fatica a crescere.
 
Angelo Angeli della ZV MECCANICA SAS, azienda di meccanica di precisione, con 20 dipendenti, ha descritto l’esperienza formativa introdotta, che ha permesso alla ZV di raggiungere nuovi risultati e di non essere stata toccata dalla crisi, anzi sono stati già approvati i programmi di crescita con un significativo incremento occupazionale, per l’inserimento in produzione di nuovi prodotti di alta qualità attraverso l’inserimento di addetti altamente qualificati.
 
Per i sindacalisti Ianeselli di CGIL e Alotti di UIL, in Trentino vi è nelle imprese molta formazione, ma il percorso viene chiuso solo con la certificazione della preparazione del lavoratore, una validazione che qualifica le aziende.
Riconoscere le competenze è un senso di dignità del lavoro e del lavoratore, ossia della persona.
Di fatto sono nuovi processi che possono creare forti motivazioni anche ai lavoratori, queste le indicazioni del sindacato che attende il docuemto della Giunta provinciale per l’accreditamento degli istituti e dei soggetti privati abilitati all’attività di formazione aziendale.
 
In conclusione di questo importante incontro ha preso la parola Bruno Scuotto, Presidente nazionale di Fondimpresa, realtà con 170.000 imprese associate e 4,3 milioni di lavoratori coinvolti, che ha sostenuto l’indispensabilità della formazione, anche come strumento per rimodulare le competenze dei lavoratori in un momento di grandi trasformazioni sociali ed economiche, di innovazioni tecnologiche, che portano necessariamente al cambiamento dei profili professionali.
Infine, per Scuotto, in questi progetti anche di crescita aziendale dovrebbe essere più facilitata la recente sperimentazione dell’alternanza scuola lavoro, per gli studenti superiori e la flessibilità del lavoro.
Le azioni indicate dal rappresentante nazionale si possono racchiudere in tre momenti della vita aziendale: individuare i fabbisogni dei lavoratori, stimolare le imprese a fare formazione, creare sviluppo e nuova occupazione qualificata.
 
Queste le linee tracciate e gli obiettivi emersi da questo convegno; strumenti in parte nuovi, ma nello stesso tempo una finestra aperta per una diversa tipologia di occupazione giovanile.
Tutto questo per dire, a conclusione di queste riflessioni, che anche la formazione continua in azienda, va a meglio qualificare il tessuto del patrimonio produttivo trentino.
 
Daniele Maurizio Bornancin

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