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Profumo presenta: «Leadership per l’innovazione nella scuola»

Al festival EDUCA presentato il libro dedicato al cambiamento nella scuola attraverso la formazione dei docenti e dei dirigenti scolastici e il digitale

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Qual è il ruolo delle leadership educative oggi? Quali sfide sono dettate dall’innovazione nella scuola e quali le leve del cambiamento? Qual è il ruolo del «regista», il dirigente scolastico, e del «direttore d’orchestra», il docente, nel guidare gli studenti e il personale scolastico verso i nuovi orizzonti dettati dalla nuova scuola? Quale il ruolo del digitale: strumento o tormento? Opportunità o pericoli?
Questi gli spunti di riflessione del dibattito «Leadership per l’innovazione nella scuola» che si è tenuto oggi a Educa con Francesco Profumo, Presidente FBK e curatore del libro che ha dato il nome all’evento, assieme ad alcuni autori del volume, Giovanni Biondi, Presidente di INDIRE, Maria Rosa Bottino, Direttrice CNR-ITD, Luciano Covi, Direttore Iprase e Ludovico Albert, Presidente della Fondazione per la Scuola di Torino.
 
In apertura Francesco Profumo ha ricordato come «Quando abbiamo pensato a questo libro abbiamo riflettuto sul fatto che nella scuola ci sono delle leve che sono fondamentali perché il sistema funzioni e possa dare una risposta agli studenti: la formazione e lo sviluppo professionale dei dirigenti scolastici e dei docenti e le tecnologie digitali a scuola.
«Un terzo tema è quello di valorizzare le buone pratiche affinché non restino belle esperienze del passato, ma possano diventare modelli applicati e reali nella scuola, da mettere a regime e inserire a tutti gli effetti nella pratica quotidiana.»
 
L’approccio al digitale deve partire dai contenuti e dai ragazzi come mostra la storia delle tecnologie a scuola al centro della riflessione di Maria Rosa Bottino.
«La didattica nel primo piano nazionale dedicato all’informatica nella scuola, prevedeva l’insegnamento di alcuni software.
«Oggi si parla di pensiero computazionale e di ambienti connessi, ibridi, in cui ciò che conta sono le relazioni e la rete, elemento principe con cui la scuola si deve confrontare ora e in futuro.»
  

 
Per Giovanni Biondi, da sempre attento alle tematiche degli spazi nelle scuole - intesi come architetture, ma anche arredi e loro utilizzo - la didattica si incrocia imprescindibilmente con temi organizzativi: «Siamo di fronte a una rivoluzione che implica un cambiamento fondamentale dello spazio e del tempo: nuovi ambienti scolastici e nuovi modelli reticolari che superino il modello enciclopedico e delle lezioni frontali.»
E la formazione dei docenti e degli stessi dirigenti scolastici, in maniera continuativa e consistente, rappresenta l’altra leva fondamentale per guidare e non essere guidati dalle tecnologie digitali.
 
«Ci sono molti modelli interessanti a livello internazionale: la Finlandia ad esempio inserisce nel sistema formativo gli insegnanti migliori, mentre a Singapore i docenti seguono almeno 100 ore l’anno di formazione obbligatoria, – ha ricordato Luciano Covi. – Cambiano le tecnologie e i ragazzi e di conseguenza devono cambiare anche le metodologie didattiche che oggi in Italia per l’80% restano legate alla formazione frontale.
«Più del 60% del corpo docente inoltre ha più di 50 anni, mentre ad esempio in Corea è sui 30 anni: per questo la formazione continua in un paese come il nostro risulta fondamentale per colmare il gap.»
 
Il leader innovativo nella scuola, docente e dirigente scolastico, è una figura quindi strategica e che ha più ruoli.
«È il portavoce che stimola il sistema scuola attraverso l’innovazione, – ha concluso Ludovico Albert. – Ma ha anche una grande capacità organizzativa e una mente aperta: sa che è nella scuola che si gioca il futuro della società e del paese.»
 
A seguire i ricercatori della Fondazione Bruno Kessler, Cesare Furlanello, Michele Trainotti, Silvia Gabrielli ed Enrico Maria Piras hanno presentato quattro progetti innovativi di ricerca realizzati da FBK per e con la scuola in collaborazione con gli attori principali del sistema educativo:
- Webvalley, la scuola estiva in data science, dedicata ai giovani talenti tra 17 e 18 anni, che in tre settimane sulle montagne del Trentino portano a termine un vero e proprio progetto su tematiche sociali e a volte delicate come accade per l’edizione 2018 che si occuperà di oncologia pediatrica e privacy in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù;
- il progetto della linea ad alto impatto Smart Cities and Communities per la cartella dello studente, che racchiude e valorizza il percorso scolastico ed extra-scolastico dei ragazzi, valorizzandone le competenze;
- e infine due progetti europei dedicati alla salute digitale dedicati rispettivamente alla prevenzione del cyberbullismo (EIT Creep) e al rafforzamento della resilienza mentale dei giovani (progetto Upright).

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