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I percorsi del Golf: Golf Club Carezza

Descrizione delle buche e alcuni suggerimenti di Francesco de Mozzi

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Snodato tra i leggendari gruppi dolomitici del Latemar e del Catinaccio, che ospitarono il leggendario Re Laurino, il campo da Golf di Carezza prende il nome dal lago più famoso delle dolomiti.
I campo venne costruito nel lontano 1907 per ospitare l'antica nobiltà austriaca e inglese. La fine della Belle Epoque non interruppe la tradizione e anzi venne raddoppiato nel 1921. Da allora conobbe momenti di alterna fortuna, che lo portarono alla sua massima estensione nel 1951 (con 21 buche) e alla sua chiusura negli anni Sessanta.
Con il ritorno del Golf di seconda generazione (anni Novanta), Carezza venne immediatamente riscoperto. Purtroppo però, a causa di alcune villette sorte nel frattempo, l'architetto Croze poté ricostruirlo solo su quelle che d'inverno sono delle piste da sci.
Ne è nato un campo unico al mondo, dove il fascino della natura riesce ampiamente a compendiare i tratti a volti estremi del percorso. Alcuni green, alcune partenze e alcuni fairway sono decisamente indimenticabili. Trattandosi di un Nove buche, ci si accorgerà che nel secondo giro lo scenario è completamente diverso, come se ancora Re Laurino volesse giocare con i suoi ospiti e meravigliarli con effetti speciali.

I consigli sono per un golfista ideale di corporatura media, età sui 35 anni, con handicap in bilico tra la seconda e la prima categoria.



Il Latemar visto dalla Buca Cinque. Sotto il titolo, il Catinaccio visto dalla Clubhouse.


Buca Uno/Dieci - Par 4 - Metri 295 - Hcp 13/14


La Buca Uno/Dieci è un par 4 in discesa corto con il fairway molto irregolare, accompagnato su gli entrambi i lati da un fuori limite che si estende per tutto il perimetro della buca.
Il green non è molto grande, ma è irregolare ed è protetto a sinistra da un bunker insidioso, mentre sul retro e sulla destra vi è l'out di cui abbiamo parlato, che può essere molto pericoloso.
Consiglio di partire con un ferro in modo da diminuire le possibilità di andare in out e di avere un secondo colpo pieno.


Buca Due/Undici - Par 5 - Metri 445 - Hcp 11/12


La Buca Due/Undici è l'unico par 5 del campo ed è tutto in salita.
Ha numerose imperfezioni lungo tutto il fairway che rendono il rimbalzo della palla casuale; su tutto il lato destro della buca fino a dietro il green c'è un out insidioso; il lato sinistro della buca è delimitato dal campo pratica, considerato out. Ricordarsi che un bunker è posizionato a bordo pista a portata di drive, a sinistra del fairway dove si tende a tirare per sicurezza.
Il green è abbastanza grande, ma ha uno scalino molto marcato nella parte posteriore, che rende difficile la pattata. La parte frontale del green è protetta da un profondo bunker che rende difficile il colpo al green.
Qua consiglio di mirare il drive verso la metà di destra del fairway in modo da evitare il bunker e avere più sicurezza di piazzare la palla davanti al green. Prima di giocare, farsi dire dove è stata posizionata la bandiera: saperlo può fare risparmiare un putt.


Buca Tre/Dodici - Par 3 - Metri 150 - Hcp 15/16


La Buca Tre/Dodici è un par 3 non molto lungo con il green leggermente più alto rispetto ai tee di partenza ed è quindi difficile comprendere la posizione esatta dell'asta nel green.
IL green è ampio ed è posto su due piani. È protetto frontalmente sul lato sinistro da un bunker profondo; sul lato destro del green i è una rialzata che aiuta nel rimbalzo portando la palla verso la bandiera; sul lato sinistro vi è un una forte discesa che può rovinare lo score.
Consiglio di mirare sul lato destro del green in modo da evitare le insidie del bunker e scarpata posti sulla sinistra dell'obbiettivo.


Buca Quattro/Tredici - Par 4 - Metri 290 - Hcp 7/8


La Quattro è un par 4 in discesa, caratterizzato da un lago posto sul lato destro della pista, a portata di tee-shot, mentre il lato sinistro e delimitato dall'out del campo pratica. Inoltre c'è anche un gruppo di alberi che stringono il fairway rendendo difficile il tee-shot di potenza.
Il green è molto grande e in salita, con un grande bunker sulla sinistra mentre sulla destra c'è il lago.
Sconsiglio il drive per via dei vari ostacoli di cui ho parlato. Suggerisco di tirare un ferro basso, mirando la metà di sinistra del fairway in modo da avere un secondo colpo più facile senza ostacoli da sorvolare.
Il green non presenta problemi.


Buca Cinque/Quattordici - Par 4 - Metri 315 - Hcp 9/10


La Buca Cinque è un par 4 in salita, con un dog-leg di quasi 90 gradi a destra, con alberi molto alti e con un ruscello, tutte cose che impediscono di tagliare la curva col tee-shot; lo tentano in tanti: non fatelo.
Sul lato sinistro della buca c'è un rough alto che può nascondere la facilmente pallina; nel mezzo del fairway ci sono due pini che possono dare qualche problema se posti sulla linea del secondo tiro.
Il green non è molto grande ed è posto su due piani con la parte posteriore ben più alta di quella frontale rendendolo forse il green più difficile del percorso. Il green è anche protetto a sinistra da un bunker mentre a 25 metri dal green nella parte posteriore vi è un put che non si vede e che sul secondo colpo è molto insidioso.
Sconsiglio il drive per via degli alberi nel dog-leg e invece suggerisco di usare un ferro medio-basso e cercare di mirare sulla sinistra dei due pini visibili in centro pista, in modo da avere un secondo colpo sui 120 metri in salita.
Il green va attaccato sapendo dove sta la bandiera. Come nella Buca Due, farsi dire dov'è stata messa, se sopra o sotto lo scalino.


Buca Sei/Quindici - Par 4 - Metri 355 - Hcp 6/15


La Sei è un par 4 tecnico in discesa con un dog-leg a 200 metri dal tee sulla destra. Sul lato sinistro della buca vi è un rough alto e pericoloso, mentre su tutto il lato destro della pista, fino a dietro al green, vi sono numerosi alberi che ostacolano non poco il colpo al green.
Il green è di media grandezza, ondulato con pendenze marcate verso sinistra ed è protetto frontalmente sul lato sinistro da un bunker. Mentre tutto il lato destro del green è «aiutato» da una costa che tende a portare la palla verso il green, il lato sinistro presenta una discesa piena di alberi che possono far perdere la palla o rendere impossibile il recupero.
Il mio consiglio è di partire con un ferro basso o un ibrido, puntando verso il centro-destra della pista in modo da arrivare all' altezza del dog-leg. Allora avrete l'attacco al green frontale sul secondo colpo.
Per secondo colpo consiglio di mirare alla metà destra del green in modo da sfruttare il rimbalzo favorevole. Arrivati in green, il resto è facile


Buca Sette/Sedici - Par 4 - Metri 305 - Hcp 5/6


La Sette è un par 4 corto, in discesa, con molti pini su entrambi i lati della pista che rendono difficile il colpo di partenza. Sul lato destro del fairway vi è un boschetto con out, mentre su tutto il lato sinistro c'è il bosco, non troppo fitto e con un a discesa che porta al rough della buca di ritorno.
Il green non è molto grande. È mosso e protetto frontalmente da un bunker che impedisce alle persone molto lunghe di arrivarvi di rotolo col primo colpo.
Consiglio di partire giocando un ferro nella parte destra visibile, per poi avere un secondo colpo facile e visibile alla bandiera. La buca non è irresistibile se la si gioca con umiltà. E questo vale anche per il green.


Buca Otto/Diciassette - Par 4 - Metri 370 - Hcp 1/2


La Buca Otto è un par 4 molto difficile, in salita, con un dog-leg a destra e con un lago posizionato all'interno della curva, con rough generalmente alto su entrambi i lati.
Il green è grande, ma con uno scalino che taglia il green trasversalmente, rendendolo molto difficile. Dietro al green vi e un bosco che può dar problemi alle palle troppo lunghe mentre sulla sua destra c'è un bosco considerato ostacolo d'acqua facilmente raggiungibile per via dell'inclinazione del green che tende a portare i rimbalzi a destra
Consiglio di fare il driver cercando di mirare il fairway alla metà di sinistra, in modo da non rischiare un rimbalzo imprevisto verso il rough e avere così un secondo colpo in piano sui 150 metri.
Il green merita attenzione. È solitamente in ombra e si tende a stare corti, ma comunque va letto con attenzione.


Buca Nove/Diciotto - Par 3 - Metri 145 - Hcp 17/18


L'ultima buca è la più facile del percorso. Ha un green molto grande, leggermente sopraelevato rispetto alla pista, con un solo bunker a sua protezione sul lato destro.
Consiglio di mirare sul lato sinistro del green in modo da evitare la possibilità di finire in bunker. Il green non presenta difficoltà.

Francesco de Mozzi



Il mitico Lago di Carezza.

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