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Cartoline di Bruno Lucchi: Riccardo Schweizer

In quel periodo era sicuramente l'artista trentino più famoso e conosciuto. Forse lo è ancora oggi

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Assieme alla passione per l’arte e la bellezza, noi due avevamo in comune quella del «buon cibo».
Nel libro «I sapori dell’arte», un capitolo è dedicato all’amico Riccardo Schweizer, Mezzano 1925 - Casez 2004
 
Sono ormai sedici anni che Riccardo ci ha lasciato. Certamente avrà cambiato il paradiso con qualche sua idea. L'avrà abbellito con qualche affresco o dipinto.
Non riesco a vederlo bighellonare fra le nuvole con le mani dietro la schiena, senza fare niente. Non l’ha mai fatto.
Il nostro incontro risale al 1985, con Graziella avevamo da poco aperto una galleria d’arte ed era maturato il tempo per organizzare una mostra importante.
 
Riccardo Schweizer, in quel periodo, era sicuramente l’artista trentino più famoso e conosciuto, forse lo è ancora oggi.
Non sto ad elencare le innumerevoli opere, anche pubbliche che ci ha lasciato.
Grande esploratore, curioso, ma soprattutto grande lavoratore. Il mio laboratorio di ceramica lo ha subito stregato.
Non aveva un carattere facile ma io credo che, la sua, era solo autodifesa. Con noi era sorto un bel affiatamento, non solo artistico. Ai tempi, avevo una Nikon fm, chiaramente analogica, le foto che vi presento sono riprese da stampe.
 
 Dal Libro «I sapori dell’arte»  
Quando penso a Riccardo, mi rattristo per il fatto di non essere riuscito a portare a termine il progetto della sua mostra personale a Trento con lui ancora in vita.
Per l’occasione, avevo fatto stampare un catalogo con le immagini fotografiche delle dieci acqueforti che Riccardo aveva realizzato per Graziella nel 1988.
«La spiaggia del sole» era il titolo che aveva scelto per questo gruppo di opere.
 
La presentazione delle incisioni, scritta da Schweizer stesso nel 1989, giaceva nel mio cassetto in attesa di essere utilizzata per quel catalogo che avrei voluto realizzare.
L’occasione propizia era saltata all’ultimo momento per motivi indipendenti dalla nostra volontà. Ricordo ancora il viso dispiaciuto di Riccardo quando ha appreso la notizia dell’impossibilità di realizzare la mostra a cui lui, Graziella ed io avevamo lavorato tantissimo.
A parte questo triste ricordo, molti sono i momenti indimenticabili di lavoro trascorsi assieme a Schweizer nel mio studio di Levico.
 
A Riccardo è sempre piaciuto «far ceramica» e quando aveva qualche commissione importante da eseguire con questo materiale si rivolgeva spesso a me. Sapeva che nuovi lavori mi intrigavano e riusciva sempre a strapparmi dal mio lavoro per dare priorità al suo.
Fra gli altri ricordo il bassorilievo raffigurante un grande albero leggendario per un asilo nel Primiero o il pavimento molto raffinato per un ristorante di Trento che rappresentava storie legate al vino.
Riccardo si divertiva come un bambino a incidere le lastre che gli preparavo con cura e che lui dipingeva con gli engobbes, terre di colore bianco e nero assieme.
A volte sceglieva tonalità vicine a quelle delle ceramiche del Maestro, cioè Picasso, fatte a Vallauris.
Credo che si sentisse bene solo quando si metteva al lavoro e nelle giornate levicensi la malinconia, che normalmente lo distingueva, gli dava un po’ di tregua.
 
Erano gli anni in cui, dopo la mostra personale che Graziella gli aveva dedicato in galleria nel 1996, Schweizer era sempre presente, sia nelle collettive organizzate a Levico, sia nelle più importanti fiere d’arte nazionali.
Condividevo con Riccardo un’altra passione, oltre a quella per la ceramica: quella per il cibo. Era un grande frequentatore di ristoranti rinomati.
Si fermava volentieri a cena da noi, perché sapeva che non avrebbe mai mangiato in modo banale.
Fra tutti i piatti che abbiamo degustato in compagnia dell’amico Schweizer mi piace ricordare la Tartare di Nizza, che Graziella gli aveva preparato in una indimenticabile sera d’estate.

Bruno Lucchi





















 Bruno Lucchi 
Via Marconi,87 - 38056 Levico Terme – Trento
info@brunolucchi.it
+39 (0)461 707159 studio - +39 329. 8632737
www.brunolucchi.it
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