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Cartoline da «RespirArt» – Di Bruno Lucchi

Manifestazione Internazionale d'Arte Ambientale 2019, Pampeago, uno dei parchi d'arte più alti al mondo

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Dedicato a Beatrice Calamari e Marco Nones, ideatori e curatori di RespirArt.
 
Prologo.
Durante la mia mostra diffusa nella città di Pordenone, ho avuto diversi e interessanti incontri, ma quella enorme barba sovrastata da due baffi bianchi, più grandi e importanti dei miei, era rimasta impressa nella mia mente.

Ho conosciuto Gabriele Meneguzzi, successivamente, in internet. Insieme a Vincenzo Sponga, l'anima di UmusPark Pordenone. (www.umuspark.it).
Quando due energie si incontrano e tra loro si crea armonia, è come se si fossero già incontrati; che si conoscessero da sempre.
 
Leggo su WhattsApp: «Ti va di venire con noi, sabato 27 luglio, alla presentazione delle nuove installazioni della Manifestazione Internazionale d'Arte Ambientale RespirArt a Pampeago?»
La mia risposta è stata immediata: un pollice rivolto all'insù.
 
Ouverture: «L'arte è un mistero con le ali di farfalla».
«RespirArt» è nato da un'opera realizzata da Marco Nones. Erano dei bozzoli di farfalle, si chiamava «L'arte è un mistero con le ali di farfalla», una frase di Alda Merini.
Abbiamo questa poetessa milanese nel cuore da sempre, ed abbiamo realizzato questo percorso artistico pensando a lei.
«Tanto più che ogni anno che veniamo qui, ogni farfalla che vediamo la chiamiamo proprio Alda.» (Beatrice Calamari).
 
QUADRO I - Guardiani del paesaggio e dell'umanità.
Siamo abituati a vedere le opere d'arte nei musei, nelle gallerie, nelle piazze delle città, ma difficilmente in alta montagna o addirittura sulle piste da sci.
L'uomo da sempre ha fatto installazioni nella natura, innalzando grandi pietre, i menhir, allineando pietre, oppure sovrapponendo massi, creando i dolmen.
Come nell'antichità, anche i miei menhir si pongono come immobili e fedeli guardiani del paesaggio e dell'umanità. Come quelle pietre dal significato misterioso erette dai primi uomini, i miei primi menhir sono presenze fortemente simboliche, scaturite dal ventre della terra e che dalla terra hanno, dapprima, utilizzato la materia, la terracotta, per poi passare all'acciaio corten, anticipando la figura dell'androgino.
 
QUADRO II - La «Land Art».
La Land Art, corrente artistica nata in America, ma oggi diffusa in tutto il pianeta, opera sul paesaggio naturale o sugli spazi urbani.
Oggi chi cammina nei boschi o in alta montagna può imbattersi in “cose” a prima vista incomprensibili, a volte in contrasto o, spesso, in armonia con l'ambiente che li circonda.
Le opere ambientali possono essere costruite sul posto con materiali in loco, oppure essere realizzate in studio e successivamente installate nell'ambiente, dipende dalla filosofia di chi organizza la manifestazione.
FlashBack: Pampeago – Latemar
Siamo in uno di quei posti dove L'Arte è nata.
Dove la bellezza scorre nel vento, tra le cime dolomitiche, nei boschi, nei pensieri, nei sogni.
Qui la bellezza abita nella natura.
«Le cose più importanti sono le relazioni e l'arte ci permette di entrare in contatto con l'anima. Con la bellezza». (Maria Concetta Mattei)
 
QUADRO III – Respir-arlo
L'Artista ama tutto.
Rami, sassi, foglie, tasselli di legno, erbe, fiori, radici, funghi, licheni, frutti, pigne. Terra.
C'è un paesaggio, è parte dell'opera.
L'Eco-artista interviene con cura, discrezione, garbo.
C'è libertà, meraviglia, gioco, ricerca, curiosità.
RespirArlo è quello che si può fare.
 
QUADRO IV Folle famiglia.
La manifestazione presentata e condotta, con la professionalità che la contraddistingue, dalla giornalista Rai Maria Concetta Mattei è giunta ai saluti. Si approda tutti alla Cascina Caserina per un brindisi.
«Piancastello» è un Trento riserva Doc che profuma dei boschi del Trentino. Scelta migliore la Cantina Endrizzi non poteva fare per festeggiare la 11ma edizione di RespirArt e i 10 anni da quando le Dolomiti sono state riconosciute come Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
Sui volti degli ideatori e curatori di RespirArt si legge una forte emozione.
«In questa splendida giornata – dice Beatrice ai presenti - siete diventati tutti parte di questa grande e folle famiglia.»

QUADRO V – Nuove emozioni.
È ora di scendere a valle. Ho alzato gli occhi verso il cielo, qualche nuvola prepara pioggia, penso: «Ecco quel che nasce da un incontro».
L'ennesima conferma che l'Arte, in qualsiasi sua forma, crea emozioni. Nuove.
 
Appendice: «RespirArt un palco che ospita sentimenti. Emozioni».
«Non siamo qua a fare una gara con la bellezza della natura. Siamo qui per amarla.»
Queste le parole con cui ci hanno salutato Beatrice e Marco.
 
Post-Scriptum:
Un'opera Land Art, come del resto ogni opera artistica, non è mai terminata.
Viene modellata dal tempo, dagli agenti atmosferici. La natura entra in contatto con essa, l'abbraccia, la trasforma. La incorpora. Per questo l'Arte è senza tempo.
 
Bruno Lucchi.
 

Maria Concetta Mattei, Beatrice Calamari e Marco Nones.
 

Gabriele Meneguzzi, Vincenzo Sponga e Bruno Lucchi.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bruno Lucchi
Via Marconi,87 - 38056 Levico Terme – Trento
info@brunolucchi.it
+39 (0)461 707159 studio - +39 329. 8632737
www.brunolucchi.it
https://www.facebook.com/Bruno-Lucchi-1758717671122775/
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