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Cartoline di Bruno Lucchi: le Cascate di Valinpach

La cosa sorprendente di questo bellissimo album di fotografie è che le cascate sono poco lontane da casa dell’autore, Levico Terme

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Difficoltoso da raggiungere ma luogo ideale per staccare la spina. Dove perdere per alcune ore le tracce della vita urbana e farsi conquistare da alberi, ciuffi d'erba e acque cristalline.
Il posto più selvaggio e incontaminato che conosco: le cascate di Valinpach.
 
Scrivo.
Scrivo, oggi, del mio buen ritiro preferito. E' una meta a pochi passi da casa. Difficoltoso da raggiungere ma luogo ideale per staccare la spina. Dove perdere per alcune ore le tracce della vita urbana e farsi conquistare da alberi, ciuffi d'erba e acque cristalline.
Il posto più selvaggio e incontaminato che conosco: le cascate di Valinpach.
 
Viaggiare.
Amo Viaggiare. È la curiosità che mi spinge a farlo. Mi porta - a volte - «fuori dal mondo». Viviamo in un mondo incredibile. Ogni cosa è a portata di mano, di mouse. Spesso, ci si àncora in un semplice click.
Abbiamo il mondo nel palmo di una mano, racchiuso in uno smartphone ma siamo «fuori dal mondo».
È strano, anche chi si ritrova di fronte alle cascate di Valinpach viene cancellato, inglobato nel verde. «Fuori dal mondo», appunto.
 
Prendo,
dopo aver posteggiato la macchina nel comodo parcheggio sulla strada per Centa San Nicolò, la via sterrata che costeggia l'unico corso d'acqua; un tempo antico cammino medioevale che collegava Trento a Vicenza.
Un cartello consumato dalle intemperie mi accoglie: «Benvenuti nel Parco fluviale del torrente Centa».
 
Avvolto
dal gorgogliare dell'acqua del torrente, mi inoltro nel ripido sentiero, tra cespugli, querce, castagni, pini e rocce scivolose.
Calpesto pigne. Respiro profumo di resina degli alberi che mi fiancheggiano. Fiori selvatici ostentano la loro bellezza. Licheni e felci ricoprono il sottobosco.
È un paesaggio fantastico. Luogo ideale per un set cinematografico. Mi sembra di camminare tra le pagine dei libri di Tolkien: nella Terra di mezzo. Lo sguardo cerca, fra cespugli e rocce, elfi e gnomi.
I raggi del sole faticano a penetrare e a riscaldare la piccola valle; la poca luce viene riflessa dalla montagna di fronte. Ho gli occhi pieni di verde.
Habitat naturale di chissà quante specie di animali.
Per me, artista, fonte di grande ispirazione.
 
Scende,
cade, avanza, fluisce, scorre, lotta; l'acqua scava anfratti, si immerge, riemerge, esibisce tuffi spettacolari, salti non indifferenti. Crea fantasie, movimento.
Racconta lo scorrere della vita, del tempo: quasi un invito a pensare.
 
Sentire.
Mi limito a sentire. Sentire con tutto me stesso il tranquillo sciabordio dei flutti.
Il suono è morbido, quasi flautato.
È strano. Più salgo e più quel tranquillo sciabordio si trasforma in rumore. Fino a diventare frastuono. Assordante.
Più mi inoltro nella vegetazione, più il paesaggio diventa impervio, selvaggio. Primitivo.
Da un grosso masso si sprigiona, con una cascata, un getto assordante di spuma bianca.
Sembra impensabile ma siamo nel cuore della Valsugana.
 
Raggiungere
la vetta, la meta, è un regalo da conservare.
È un susseguirsi di pozze, cascatelle, laghi; mi diventa naturale cercare nelle acque cristalline le Naiadi (figure mitologiche figlie dei fiumi e delle acque dolci).
Vedo l'acqua rimbalzare tra le rocce come i capelli delle ninfe; scivolare a valle cercando nuovi percorsi e portare con sé la memoria dei luoghi e delle cose.
È facile perdersi. Liberare la mente. I pensieri seguono i corsi d'acqua, vanno lontano.
 
Proteggere.
La «parola chiave» per accedere.
Le cascate di Valinpach: evento a ingresso libero.
Aperto sette giorni su sette, dal mattino alla notte. 365 giorni l'anno.
No wi-fi.
Non compatibile con Instagram.
Non vendibile su piattaforma online
No gruppi WhatsApp.
Posizionare suoneria Smartphone in «silenzioso».
Preferibilmente: «modalità aereo».
La natura ringrazia.
Le cascate di Valinpach:
un palcoscenico dove va in scena, (ogni giorno, da millenni)
lo spettacolo più importante, quello della vita.
Della vita reale.
 
«L'acqua si scioglie i capelli nelle cascate.»
(Ramon Gomez de la Serna)
 
Chiudo.
Un suggerimento.
Il sentiero per raggiungere questa oasi verde è difficoltoso, scivoloso, anche nella bella stagione.
Evitare di avventurarsi in solitaria.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bruno Lucchi
Via Marconi,87 - 38056 Levico Terme – Trento
info@brunolucchi.it
+39 (0)461 707159 studio - +39 329. 8632737
www.brunolucchi.it
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