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Cent’anni fa si concludeva l’ultima Battaglia della Marna

Gli alleati contrattaccarono i Tedeschi fino a riconquistare 60 km di territorio. Hindenburg comincia a considerare la possibilità di una resa della Germania

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Bundesarchiv - Foto 183-R28717 - Frankreich, deutsche Panzerschwadron.
 
Era dalla fine del precedente 1917 che la complicata macchina da guerra tedesca cominciava a dare segni di usura. Le sue armate si battevano ancora con grande determinazione, ma erano troppi gli anni in cui venivano chiesti grandi sacrifici ai propri soldati.
E se le truppe tedesche provenienti dall’Est, dove è stata messa fuori combattimento la Russia diedero forza e coraggio, i vertici militari sapevano che il Paese aveva dato fondo al meglio delle proprie disponibilità. 
 
Per contro, si rendevano conto che gli Americani avevano risorse umane inesauribili. Il primo aprile gli americani erano 70.000. In giugno 300.000, il 1° luglio 450.000.
Il 18 luglio i soldati americani costituivano una forza di 6 divisioni, corrispondenti a 18 divisioni alleate falcidiate dalla guerra.
Il 1° agosto il corpo di spedizione americano poteva contare 1.169.000 uomini, ma si sapeva che stavano arrivando 14 divisioni di linea e 18 di riserva.
Il progetto finale - si diceva - previsto per il 1919, portava all’incredibile numero di 80 divisioni americane.
I tedeschi, che sono sempre stati realisti, sapevano che la vittoria militare è ormai impossibile.
 
È questa la ragione per cui, nell’agosto 1918, lo Stato Maggiore alleato decise che fosse giunto il momento di sferrare la controffensiva destinata a mettere in ginocchio la Germania.
Per quanto si intuisse che la guerra stava volgendo a favore degli alleati, nessuno di questi voleva parlare di pace finché i tedeschi erano sul suolo francese e occupavano il Belgio: le trattative depoveno troppo a loro favore.
Inoltre, il copntrattacco improvviso, ordinato da Foch per il 18 luglio, poteva contare appunto anche su 5 divisioni americane. L’obiettivo immediato era quello di riconquistare il saliente tedesco a est della Marna.
Vennero studiate nuove tattiche, che prevedono per la prima volta l’impiego dei carri armati.
I rapidi successi ottenuti dagli alleati sulle ali destra e sinistra consentirono una nuova manovra a più largo raggio.


 
Sorpresi, i tedeschi impegnarono quattro divisioni di rinforzo al centro. Verso le ore 18 del 18 luglio ripresero Vierzy, ma senza riuscire a tenerla. 
Gli Alleati giunsero a meno di quindici chilometri dalla stazione di Fère-en-Tardenois: l'unica ferrovia era sotto il fuoco dell'artiglieria.
Il 20 luglio, i tedeschi prelevarono divisioni dalle armate vicine e impegnarono l'armata francese di Degoutte.
Malgrado questi sforzi, il 28 luglio la stazione fu presa dagli Alleati e in pochi giorni tutto il terreno fu riconquistato. I carri armati dimostrarono tutta la loro efficacia in questa occasione.
 
Furono però gli americani a dare un forte impulso a questa controffensiva, come a molti contrattacchi futuri.
Le truppe fresche e motivate erano un toccasana per le ormai dissanguate e anziane truppe anglo-francesi, che combattevano ormai da quattro anni una guerra che sembrava non finire mai e al costo di sacrifici immani.
Come ultima mossa Ludendorff aveva ordinato di attestarsi lungo una linea fra l'Ourcq e Marfaux.
Il 1º agosto, dopo continui tentativi di assalto frontale degli alleati, contro la difesa elastica tedesca, che dissanguarono ancora di più le truppe alleate, finalmente francesi e britannici sfondarono la linea tedesca e penetrarono per circa 7 km, fino ad arrestarsi nella controffensiva il 6 agosto.
 
La Seconda battaglia della Marna fu una vittoria difensiva per l'Intesa e Ferdinand Foch ricevette il bastone di Maresciallo di Francia.
Alla fine, le cifre del contrattacco furono di 29.367 prigionieri, 793 cannoni e 3.000 mitragliatrici catturate, ma i tedeschi non erano affatto sconfitti.
Quel che avvenne sulla Marna segnò la fine delle offensive di primavera e l'inizio dell'offensiva alleata dei cento giorni dove gli alleati cozzarono contro un esercito tedesco ormai allo stremo, mancante di risorse e uomini ma nonostante tutto ancora funzionale e ben saldo in territorio nemico. 
 
I Tedeschi persero 139.000 uomini tra morti e feriti, 29.343 prigioonieri, persero 793 cannoni.
Gli alleati persero 95.165 uomini tra morti e feriti, dei quali 9.334 italiani.
Il 2° Corpo d'armata italiano, inviato in Francia a dar man forte agli alleati che ci avevano sostenuti nella Battaglia del Solstizio, contò 9 334 tra ufficiali e soldati morti o feriti su una forza di combattimento complessiva di circa 24 000 uomini.
Riposano nel Cimitero militare italiano di Bligny ed in quello di Soupir.

G. de Mozzi.
 
Si ringrazia Wikipedia per la foto e la cartina che abbamo pubblicato.

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