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L’8 agosto di cent’anni fa «Il giorno più nero dell'esercito tedesco»

L'inizio dell'«Offensiva dei cento giorni» fu privo di significato strategico, ma ebbe un impatto fortissimo sul morale delle truppe tedesche

Come abbiamo visto nel servizio precedente, gli alleati avevano colto l’ultimo tentativo dei Tedeschi di sfondare le linee per scatenare una controffensiva che servì a ricacciare il nemico a ovest della Marna.
Lo scontro passò alla storia infatti come la «Seconda battaglia della Marna».
Ma non era finita per i Tedeschi, perché gli alleati – sempre più rinforzati dalle truppe fresche americane – diedero il via alla cosiddetta «Offensiva dei cento giorni».
Condotta dall'8 agosto 1918 all'11 novembre 1918, fu l'offensiva che ebbe un ruolo determinante nell'accelerare il cedimento militare delle forze tedesche, preludio all'armistizio e alla fine della Grande Guerra.
 
Foch era del parere che fosse giunta l'ora che gli alleati riprendessero l'iniziativa. Il contingente statunitense era finalmente presente in forze in Francia, rafforzando l'esercito francese, anche se il comandante in capo dell'AEF, John Pershing, intendeva ritagliare per le proprie forze un ruolo indipendente.
Nello stesso tempo il contingente britannico era stato rafforzato dall'arrivo di truppe reduci dalle campagne del Medio Oriente e dal fronte italiano.
Foch approvò pertanto il piano di Douglas Haig, comandante delle forze britanniche, che prevedeva un attacco sulla Somme, ad est di Amiens.
Si trattava di una scelta azzeccata per diverse ragioni: la Piccardia era un territorio idoneo all'impiego di carri armati e inoltre la zona era presidiata da truppe tedesche inesperte.
 
La battaglia di Amiens ebbe inizio l'8 agosto 1918, con un attacco di 10 divisioni alleate (francesi, britanniche, canadesi e australiane) e l'impiego di oltre 500 carri armati.
I preparativi dell'offensiva erano stati tenuti nascosti e per questo i tedeschi vennero colti completamente di sorpresa.
Il corpo di spedizione australiano e quello canadese riuscirono a sfondare le linee tedesche, mentre i carri armati attaccavano le posizioni tedesche, seminando panico e confusione.
Alla fine della giornata si era creato un varco di 24 chilometri nelle linee tedesche a sud della Somme.
Gli alleati avevano catturato 17.000 prigionieri e 330 cannoni.
Il totale delle perdite tedesche assommò a 30.000 uomini (tra morti, feriti e prigionieri), a fronte di 6.500 perdite alleate.
Erich Ludendorff, di fronte alle dimensioni della sconfitta, parlò del «giorno più nero per l'esercito tedesco».
 
L'avanzata proseguì per tre giorni, ma senza i risultati spettacolari. Durante questi tre giorni, gli alleati avanzarono di 19 km, molti dei quali il primo giorno, come risultato di un parziale rafforzamento tedesco dell'8 agosto.
Il 10 agosto i tedeschi cominciarono a ritirarsi dal saliente che avevano occupato durante l'operazione Michael, per trincerarsi dietro la linea Hindenburg.
Il 15 agosto Foch aveva chiesto a Haig di proseguire l'offensiva di Amiens.
Ma nel frattempo i tedeschi avevano spostato riserve nella zona, e i progressi delle truppe alleate diventavano sempre più difficoltosi.
Haig quindi rifiutò, e decise di lanciare una nuova offensiva nel settore della Somme, offensiva che iniziò il 21 agosto.
 
Nota: iniziano per successione le altre battaglie
 
L'offensiva, portata avanti dalla terza armata britannica, fu un successo, e spinse indietro i tedeschi di più di 55 chilometri.
La città di Albert cadde il 22 agosto e il 29 agosto i britannici ripresero l'offensiva avanzando di altri 12 chilometri e conquistando Bapaume il 29 agosto.
Quando l'artiglieria pesante venne riportata a ridosso delle nuove linee, la quarta armata britannica lanciò un nuovo attacco e nella notte del 31 agosto truppe australiane traversarono la Somme, sfondando le linee tedesche a Mont St. Quentin e Péronne.
Il 2 settembre, anche in questo settore del fronte, i tedeschi erano tornati sulle posizioni dalle quali avevano lanciato le loro offensive primaverili.
Foch ora pensava ad una grande offensiva, una serie di attacchi alle linee tedesche, su diversi assi d'avanzata convergenti su Liegi.
 
La difesa tedesca era imperniata sulla linea Hindenburg, una linea fortificata che si estendeva da Cerny sull'Aisne sino ad Arras.
Prima di affrontarla, vennero ridotti i due salienti ad est e ovest di essa: quello di St. Mihiel - con un'offensiva iniziata il 12 settembre, e quello di Épehy, attaccato il 18 dello stesso mese.
Il primo attacco della grande offensiva venne lanciata dal corpo di spedizione americano il 26 settembre nella zona della Mosa-Argonne.
Due giorni più tardi ebbe inizio una seconda offensiva a nord, nei pressi di Ypres. Ambedue procedettero speditamente nei primi giorni, ma vennero poi rallentate per motivi logistici, in particolare nel settore affidato agli americani.
 
Negli stessi giorni truppe canadesi in forze al corpo di spedizione britannico avevano intaccato la linea Hindenburg nelle vicinanze di Cambrai.
Quindi il 30 settembre Haig lanciò l'attacco principale alla linea Hindenburg, guidato dalla 27ª e dalla 30ª Divisione di fanteria del corpo di spedizione statunitense, aggregate al corpo di spedizione australiano.
Gli americani conquistarono il canale sotterraneo lungo 7 chilometri nei pressi di Bellincourt, ma subirono poi intensi contrattacchi, e dovettero essere soccorsi dagli Australiani.
Due giorni più tardi una divisione britannica effettuò con successo un attacco anfibio lungo il canale all'estremità meridionale del canale, per ampliare la breccia.
Il 5 ottobre la quarta armata britannica era riuscita a sfondare la linea Hindenburg in tutta la sua profondità
 
Il collasso delle difese tedesche costrinse l'alto comando ad ammettere che la guerra era perduta.
L'evidente crollo del morale tedesco convinse diversi comandanti e leader politici alleati che era possibile terminare la guerra nel 1918, mentre in precedenza tutti gli sforzi erano rivolti a raccogliere le forze per un attacco decisivo previsto per i primi mesi del 1919.
In ottobre le forze tedesche furono costrette a cedere parte dei territori occupati nel 1914, ma la ritirata non si trasformò in rotta.
Le perdite alleate rimasero molto elevate, e i combattimenti perdurarono sino alle 11 e 11 dell'11 novembre, quando, dopo 51 mesi di combattimenti, finalmente le armi tacquero.
In quel momento l'esercito tedesco occupava ancora parte della Champagne e gran parte del Belgio.
 
In quei 100 giorni la Francia perse 531.000 uomini, l’Impero britannico 411.636, gli Stati Uniti 127.000, per un totale di 1.069.000 uomini.
I Tedeschi persero 785.733 uomini tra morti, feriti e dispersi, persero 188.700 prigionieri e 2.840 cannoni catturati dagli inglesi, persero 139.000 prigionieri e 1.880 cannoni catturati dai francesi, 44.142 prigionieri e 1.481 cannoni catturati dagli Usa, 14.500 prigionieri e 414 cannoni catturati dai belgi.
Cifre folli, soprattutto se si pensa che ormai le sorti della guerra erano chiare per tutti.

Si ringrazia Wikipedia per le note e per la foto.

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