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Giovani in azione: Alessandro D’Alcantara – Di Astrid Panizza

«La mia vita da influencer tra Instagram e arte» – Ecco come dai suoi «outlines» ha ricevuto proposte di lavoro che lo fanno vivere della sua passione

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L’intervista di questa settimana esce dai confini del Trentino per raggiungere la Basilicata, nel profondo sud dell’Italia, dove il freddo pungente non si fa sentire così come sulle Alpi.
Qui, in un piccolo paese - Ferrandina, provincia di Matera - c’è un ragazzo di vent’anni che si chiama Alessandro D’Alcantara.
Di professione fa il «social media marketer», ma riesce a trovare il tempo anche per proseguire gli studi.
È da dire, per chi non lo sapesse, che questa professione si occupa di creare visibilità sui social al fine di instaurare per scopi commerciali quella che viene definita in gergo «affinità» fra l’azienda e il consumatore.


 
Alessandro, di cosa ti occupi nello specifico?
«Al momento sono uno studente universitario e cerco di dividermi tra lavoro e studio, per realizzare i miei sfizi, per permettermi quello che non potevo fare prima, senza lavoro.
«Per quanto riguarda il mio studio, dopo il liceo artistico mi sono iscritto all’Accademia di Belle Arti di Bari, un percorso molto formativo perché l’arte è qualcosa di principale sia nel mio lavoro, sia a livello umano. La disciplina artistica è quella che ha formato la mia personalità, è un arricchimento alla mia vita, da sempre. Mi piace imparare nuove tecniche, da sperimentare anche in ambito lavorativo.
«Il mio lavoro, si lega ad un’altra mia passione: quella dei social. Sono social media marketer, gestisco i social di un’importante azienda sartoriale e cerco di mettere tutte le mie conoscenze in questa professione che sta diventando sempre di più concreta e seria per me.
«Questo lavoro mi porta a fare ciò che mi piace, riuscendo a guadagnare qualcosa seguendo una passione personale.»
 

 
La tua pagina Instagram @itsalemomentcreative, ha moltissimi followers, più di 80mila. Come sei riuscito ad avere così tante persone che ti seguono? E dove ti ha portato questa popolarità?
«Il mio profilo Instagram è aperto da sei anni, però l’ho usato inizialmente come un gioco, ossia postavo quello che mi piaceva, come mi vestivo, i miei viaggi, vari momenti della mia vita quotidiana. Chi mi segue non sono followers comprati, «bot» [robot virtuali – NdR] o quant’altro, perché il mio scopo principale non è quello di avere soggetti al mio seguito, non mi bastano i numeri, mi servono le persone, i loro interessi, le loro reazioni, qualcosa di vero insomma.
«Non è stato facile, ci sono voluti anni. Ti confesso che non è da molto tempo che ho iniziato davvero a credere di poter sfruttare i social in ambito lavorativo come sto facendo ora.
«È solo da due anni che è diventato un qualcosa di più serio. Ho capito che far parte dei social significa avere voce in capitolo su una parte del mondo, perché ci sono persone che hanno fiducia in te, che hanno bisogno di sentire quello che dici e vedere ciò che fai.
«Seguendo questa consapevolezza, ho quindi trasformato la mia figura dei social, ho ascoltato i miei followers cercando di capire cosa volessero e ho dato loro ciò che preferivano, grazie alla mia arte.»
 

 
In che senso? Come usi la tua arte su Instagram?
«Creo dei disegni, si chiamano outlines, li ho creati io. In pratica parto da foto di personaggi famosi, su richiesta dei miei followers, e li faccio diventare dei disegni grazie a programmi di digitalizzazione: ci passo sopra con una matita virtuale praticamente.
«Tutto ciò è partito per caso, ho postato un giorno un disegno creato in digitale e da lì ho notato l’apprezzamento per questo tipo di arte. Da quel momento in poi ho cercato di continuare su questa linea e devo dire che nel giro di un anno è diventata una moda, i miei disegni sono diventati virali e ad oggi ci sono molte pagine dedicate solo a questo, ognuna con il proprio stile.»
 

 
Hai ricevuto qualche risposta dai personaggi famosi ritratti nei tuoi disegni?
«Sì, a mano a mano questo stile ha preso piede e ho ricevuto consensi anche da parte di star internazionali, come per esempio Cameron Dallas, youtuber, attore e modello statunitense molto popolare tra i teenagers, oppure Kenzie, una delle ginnaste della scuola Abby Lee Company, per citarne solo due.
«Ho all’attivo contatti frequenti con loro, molte volte ripostano i miei outlines e così facendo i miei followers aumentano. Recentemente ho ricevuto un like a un mio disegno postato su di un’altra pagina da parte della sorella delle Kardashian, Kylie Jenner. Un suo solo like mi ha portato davvero tanti followers e addirittura persone che ora mi commissionano opere d’arte di questo tipo.
«Sinceramente non mi aspettavo questa popolarità, è arrivata senza intenzione. Mi dà molte soddisfazioni e i social, come detto, si sono poi rivelati uno sbocco sul lavoro quando l’azienda per cui lavoro attualmente mi ha notato su Instagram. Sono riuscito, quindi, a sfruttare la mia passione anche in ambito lavorativo.»
 

 
Il guadagno sui social è buono? Riusciresti a mantenerti solo con quello?
«Allora, con i social si guadagna, ma è comunque un lavoro che devi fare perché ti piace. Nel mio ambito, che è più artistico che di fashion, sono una figura di riferimento, un influencer.
«Con la mia arte guadagno sì, ma non pensare a cifre altissime, ci deve essere tanto lavoro dietro e io sono ancora all’inizio. Per riuscire ad arrivare a poter lavorare unicamente con i social c’è ancora tanta strada da fare.»
 
Quindi in futuro ti vedi come influencer a tempo pieno?
«Guarda, sono una figura abbastanza multitasking, non voglio definirmi questo o altro. Mi piace trovare il lato positivo in qualunque cosa io faccia, quindi lavorando in un settore che al momento è di moda, mi piace, ma magari tra vent’anni Instagram non esisterà più, oppure sarà ancora più forte il suo potere, questo non possiamo dirlo, quindi non so ancora dove immaginarmi in futuro. Per ora va bene così, poi si vedrà.»
 

 
Com’è il rapporto con i tuoi followers?
«Le persone danno molto affetto, magari in una giornata triste ti strappano un sorriso. È un rapporto ambivalente, come io regalo i disegni che mi chiedono, loro sono sempre lì per me. Si crea un legame quotidiano perché sono sempre presenti, anche se in maniera del tutto virtuale.»
 
Che consiglio potresti dare a qualche giovane che volesse diventare influencer?
«Credo che in questo mondo sia abbastanza difficile entrare nascendo dal nulla, è molto più facile, invece, se sei figlio di.
«Se parti da zero come me, ci metti molto tempo ad arrivare in alto e nulla è sicuro. È ovvio, comunque, che l’idea vincente deve essere assolutamente originale perché il pubblico è esigente e richiede sempre nuovi prodotti.
«Personalmente non avrei mai pensato di riuscire a farcela, in alcuni momenti ho dovuto darmi coraggio, mi sono anche sentito solo quando c’erano persone che mi remavano contro dicendo che era tutto solo una perdita di tempo. Ma ora mi guardo indietro e sorrido, sono felice di aver tenuto duro e di essere arrivato a questo punto.
«Quindi si deve partire con qualcosa che piace per davvero e continuare senza pensare che quello non porta a nulla, perché metterci impegno e costanza ripaga sempre in qualche maniera.
«Credo fermamente che il proverbio Chi semina raccoglie contenga un messaggio vero, perché se uno coltiva la sua passione, qualsiasi essa sia, prima o poi vedrà arrivare i frutti, anche quelli che non si aspettava. Mai mollare. MAI!»
 
Astrid Panizza – a.panizza@ladigetto.it
(Puntate precedenti)

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