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Giovani in azione: Isabel Mattuzzi – Di Astrid Panizza

Di corsa, inseguendo record e medaglie: «Dietro le foto sui giornali c'è tutto il mio mondo, amore e fatica, che mi spinge ogni giorno a dare il meglio di me»

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Isabel, Campionessa Italiana 3 000 st – Bressanone 2019 - Foto FIDAL/Colombo.
 
Isabel Mattuzzi è una atleta «sbocciata» tardi che ha preso consapevolezza dei propri mezzi poco alla volta.
È specialista delle distanze del mezzofondo (1.500, 5.000 m, 10.000 m e 3.000 siepi) con particolare propensione per i 3 000 siepi.
Dal 2011 è seguita dall'allenatore Dimitri Giordani, dell'U.S. Quercia.
 
Ha conquistato la sua prima maglia azzurra nel 2016 con la nazionale Under 23 ai Campionati del Mediterraneo a Tunisi, terza sui 3.000 siepi.
Il suo primo titolo Italiano l'ha raggiunto poi nella categoria U23 (o Promesse) nel 2016 a Bressanone sui 3.000 siepi.
Prima maglia azzurra Assoluta nel 2017 con la squadra di Coppa Europa sui 10.000 m a Minsk (Bielorussia).
 

Isabel Medaglia Bronzo 800 m - Firenze 2012 - Foto FIDAL/Colombo.
Isabel Mattuzzi vince il Giro Podistico Rovereto - 2013.
 
Nello stesso anno arriva quinta sui 3000 siepi agli Europei Under 23 disputati in Polonia a Bydgoszcz.
Lo scorso anno conquista all'ultimo minuto il diritto di partecipare ai Campionati Europei Assoluti di Berlino sui 3.000 siepi.
Sorprende tutti correndo la batteria col secondo tempo di sempre per un’atleta italiana ed accede alla finale. Arriverà quindicesima.
A settembre 2018 a Pescara vince il suo primo titolo italiano assoluto sui 3.000 siepi.
 
Quest'anno, a maggio, a Monselice (PD) vince il titolo italiano sui 10.000 m. con il nuovo record regionale, il 6 luglio è a Londra dove corre in Coppa Europa i 10.000 con la squadra azzurra che conquista la medaglia di bronzo a squadre.
Il 28 luglio a Bressanone torna sui «suoi» 3.000 siepi dopo un infortunio in allenamento e si riconferma campionessa italiana, conquistando così il posto di titolare nella formazione che ad agosto ha disputato la Coppa Europa per Nazioni in Polonia a Bydgoszcz (9-11 agosto), dove si è classificata nona.
 

Isabel con compagne Clta Cross - 2013.
 
Questo il suo palmares di titoli, molto lungo e importante, ma Isabel non lascia indietro la sua formazione accademica.
È infatti molto brava anche nello studio, amante delle materie classiche, diplomata con 100 al Liceo Classico di Rovereto, e con la lode alla Laura Triennale in lettere.
Sta frequentando ora a Trento la magistrale in archeologia.
 

Isabel Mattuzzi, prima Maglia Azzurra U23 – Tunisi 2016.
 
«Ero partita con l'idea che la carriera universitaria sarebbe stata quella della mia vita, ma ad oggi non sono così sicura che quella sarà la mia strada. Ho sempre cercato di coniugare studio e sport, anche se non sempre è stato facile.
«L'anno scorso nel periodo degli Europei di Berlino stavo scrivendo la tesi della triennale. Per fortuna ho trovato un professore paziente che ha capito il rallentamento nella stesura della tesi dovuto al fatto che l'atletica per me rappresenta parte della mia vita e non semplicemente un hobby.
«Speravo che diventando atleta professionista sarei riuscita a mantenermi negli studi, invece mi accorgo via via che questo potrebbe succedere solo se riuscissi ad entrare in un gruppo sportivo. Mi rendo anche conto, però, che più si va avanti più il tempo dedicato allo sport diventa prevalente rispetto a quello dedicato allo studio, quindi ogni tanto ho dei momenti di difficoltà, mi sembra di rinunciare troppo allo studio.
«Tutto ciò mi dispiace ed è ovvio che devo trovare un giusto equilibrio, però nei prossimi anni voglio dare il meglio di me per l'atletica. Grazie alla prestazione degli Europei so che posso andare ai Mondiali e non voglio rinunciare a questa occasione.»
 

Primo Titolo Italiano Siepi U23 – Bressanone 2016 - Foto FIDAL/Colombo.
 
Coniugare tempi di studio con quelli di uno sport a così alto livello è un’impresa nell’impresa…
«Proprio così. Più che altro ho deciso di rallentare quelli dello studio, non voglio smettere l’Università, ma mi sembrerebbe assurdo mollare l'atletica adesso che sento di potercela fare.
«Per quanto riguarda gli allenamenti, ultimamente è stata dura perché ho subìto un infortunio a metà giugno. Stavo provando le siepi e per insicurezza ho rallentato e mi sono inciampata andando a sbattere sull'ostacolo.
«Mi è venuto un ematoma molto grosso sulla gamba. Il periodo successivo, quindi, non sono stata per niente tranquilla, avevo paura di non riuscire a far bene alla Coppa Europa di luglio.
«Non è andata come volevo, invece di rimettermi in forma subito mi sono fatta prendere dall'agitazione e non sono riuscita a riprendermi al meglio. Può capitare, purtroppo, ma spero che non capiti più di essere infortunata anche perché è da poco che sono in Nazionale e questa è la prima volta che mi faccio male, quindi mi sono lasciata prendere dall'agitazione anche per quel motivo.»
 

Campionati Europei U23 – Berlino 2018 - Foto FIDAL/Colombo.
 
Da dove è nata questa tua voglia di correre?
«Istintivamente mi è sempre piaciuto correre, non so per quale motivo. Ho cominciato alle medie, la mia insegnante di educazione fisica mi ha spinta a fare le corse campestri perché ha notato un potenziale in me. Non ero tra le prime, ma sempre verso i primi dieci/quindici. Mi piaceva correre e così ho iniziato ad allenarmi praticamente subito, per tanti anni sono stata tra quelle brave, ma mai la più brava.
«Mio papà mi diceva: Arriverai anche sul podio prima o poi, ne sono sicuro. Con il tempo quelle che erano sempre prime e seconde hanno mollato, io invece, tenendo duro, ho mantenuto una certa continuità, anche se con un po’ di alti e bassi perché in passato, quando non riuscivo a gestire lo sport e lo studio, mi buttavo sullo studio, lasciando da parte l’atletica.
«Poi, una volta cominciata l’Università tutti quelli che prima erano miei compagni d’allenamento, sono andati a studiare fuori e sono rimasta da sola ad allenarmi. Da lì ho cominciato a correre in una maniera diversa e con il tempo i risultati sono cominciati ad arrivare.»
 

Campionati Europei Assoluti - Berlino 2018 - Foto FIDAL/Colombo.
 
Quali sono i traguardi più grandi che hai ottenuto, o quanto meno quelli che ti hanno dato più soddisfazione?
«Dal punto di vista atletico, di sicuro quello dello scorso anno, cioè riuscire ad andare agli Europei ed arrivare in finale dopo una gara praticamente perfetta in semifinale. Tutto questo per poi laurearmi di lì a un mese, è stato molto bello.
«Negli ultimi anni questo, in fondo, è stato il traguardo più importante: riuscire ad avere ottimi risultati nelle due cose che per me contano di più, lo sport e lo studio.
«Quello che mi prefiggo di raggiungere in futuro, invece, è riuscire ad avere una maggior dimensione sociale nella mia vita, perché mi trovo molto spesso sola e ci sono volte in cui questa situazione mi pesa non poco.»
 

Primo Titolo Italiano Assoluto 3.000 siepi – Pescara 2018 - Foto FIDAL/Colombo.
 
Coniugare studio, sport e vita privata è dunque veramente difficile?
«Non intendo dire che sia impossibile riuscire a tenere unite vita sportiva e vita privata, certo non è facile. Se sono arrivata a questi livelli è anche perché mi sono lasciata aiutare e consigliare, discutendo spesso con le persone che mi sono vicine perché comunque si costruisce qualcosa solo confrontandosi nel tentativo cercare la strada migliore. Lo posso dire con sicurezza: senza i miei genitori, il mio allenatore, la mia società sportiva e senza i miei amici non sarei riuscita ad essere qui oggi, così come sono.
«Queste sono immagini, sensazioni, che quando vedi la foto di un atleta sul giornale vengono messe in secondo piano perché nella foto c’è solo lui e sembra che sia quasi un eroe. Ma la verità dietro le foto è che l’atleta non esiste senza le persone che lo sorreggono, che gli danno la spinta per andare avanti, per crederci e per non mollare. C’è tutto un contorno che fa da benzina all’atleta. È sempre importante ricordarsi anche di questo.»
 

Campionessa Italiana 10.000 m 2019.
 
Ci sono tante fatiche dietro ai risultati. A proposito, quali altre fatiche ti attendono per il prossimo futuro? E quali progetti hai in mente di realizzare?
«Di sicuro il progetto più grande e probabilmente anche la fatica maggiore, è quella di arrivare ai Mondiali. Voglio dare il meglio di me stessa.
«Un altro progetto speciale che ho nel cassetto è quello di girare l’Europa correndo. È da un po’ che porto questo sogno dentro di me. Ti confesso che qualche anno fa ero ossessionata da questa idea un po’ stravagante: volevo costruirmi un carrellino per portarmi dietro la valigia.
«Al momento, comunque, ho ridimensionato questa idea pensando di percorrere qualche circuito in Trentino. Mi piacerebbe però riuscire a trasmettere il valore delle piccole località, promuovere il territorio usando la corsa per dire alla gente uscite e guardatevi attorno, mostrando dei luoghi che non sono valorizzati sui libri o nelle guide turistiche.
«Non è importante solo il centro storico di Trento, o le grandi stazioni turistiche, ma anche le località sconosciute che a prima vista sembra possano regalare poche emozioni. Dietro ad esse ci sono dei tesori nascosti perché in quei luoghi, oltre al fattore ambientale, è la gente che è pronta a dare e a raccontare storie di vita vera, vissuta con la fatica e con l’amore per la propria terra.
«Ho studiato lettere classiche e quello che mi ha trasmesso la letteratura greca è proprio questo, dare valore alle piccole cose.»
 
Astrid Panizza – a.panizza@ladigetto.it
(Puntate precedenti)
 
Laurea, Trento 2018.

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