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Giovani in azione: Arianna Petrini – Di Astrid Panizza

Scuola di cucina, tessuti aerei, tanta esperienza e un pizzico di coraggio: gli ingredienti giusti per una vita alla grande, una vita da campione

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Arianna Petrini è una giovane ventiseienne di Rovereto. Spiegare in breve ciò che fa nella sua vita è quasi un’impresa perché è una persona molto poliedrica, che dà tutta se stessa e riesce brillantemente in ogni impegno che decide di affrontare.
Super-impegnata in molti settori, completamente diversi uno dall’altro, Arianna, insomma, è una ragazza che non riesce mai a stare ferma né con la mente, né con il corpo.
Ma andiamo con ordine. Arianna è una studentessa-lavoratrice che a breve si laureerà alla triennale di Scienze motorie.
«Sono parecchio indietro perché nel frattempo mi sono dedicata anche a molte altre attività» – mi racconta.
Una di queste attività che la impegna non poco è quella che la vede insegnante responsabile della Scuola di cucina Peccati di Gola, a Rovereto.


 
«Prima di diventare responsabile - ci spiega Arianna - sono stata affiancata per quattro anni all'insegnante che fino a quel momento aveva gestito la scuola.
«Contemporaneamente ho seguito pure dei corsi specifici a Venezia e ho così ottenuto il titolo di docente di cucina.
«Pensa che l'anno scorso sono stata chiamata a partecipare all’Eurochocolate di Andalo, come ospite d'onore.
«È stato molto bello e interessante.»
 

 
Sappiamo, però, che non è solo il lavoro di cucina una costante della tua vita. C’è anche lo sport. È così?
«Sì, da sempre mi alleno in qualche sport. Da piccola praticavo tennis e nuoto in maniera agonistica. Adesso ho cambiato attività, ma cerco di mantenere un livello di preparazione comunque alto. Mi preparo in palestra e sono pure personal trainer [istruttore – NdR].
«Pratico, inoltre, tessuti aerei, una disciplina sportiva ispirata all'arte circense. In questo sport molto originale, gli atleti si arrampicano e rimangono sospesi su tessuti elastici fissati ad un gancio eseguendo acrobazie di vario genere come giravolte e cadute esibendosi in posizioni veramente spettacolari.»
 

 
«Tessuti aerei», uno sport di nicchia, per la verità, ma che sta prendendo sempre più piede in questi ultimi anni, a quanto pare. Quali sono i risultati che hai raggiunto finora?
«Sì, è vero, fino a qualche anno fa tessuti aerei era una disciplina poco conosciuta, solo da qualche anno a questa parte si cominciano a vedere esibizioni, anche durante eventi cittadini. Pensa che mi sono appassionata e ho scelto di provare tessuti aerei proprio perché una volta ho visto un'esibizione durante un concerto.
«Ho cominciato così a vedere se c’erano corsi nella mia città, Rovereto e ho trovato quello che cercavo presso l'Associazione sportiva dilettantistica Punto Fitness. Da lì ho cominciato con i tessuti aerei e da quel giorno sono ormai passati due anni e mezzo.
«Il primo anno me lo sono vissuto in maniera molto blanda, anche se avendo fatto danza per un sacco di tempo, avevo la muscolatura già allenata. Poi il fatto che fosse uno sport individuale era la cosa che mi piaceva di più.
«Mi sono avvicinata quindi gradualmente a questa disciplina e la passione è cresciuta sempre più al punto che ho provato poi a gareggiare.»
 

 
Ah sì? E come è andata?
«È stata una sorpresa incredibile. Il 15 giugno di quest'anno ci sono stati in Puglia ai Campionati Italiani della Federazione Italiana di Acrobatica Aerea (Italian Air Power Athletics Federation - IAPAF).
«Ci sono andata assieme ai miei istruttori e a una compagna. Mi sentivo pronta per provare quest'esperienza, però mai mi sarei aspettata di raggiungere il podio. Invece, al di là di ogni pronostico sono arrivata seconda.
«È stata un'emozione fortissima ed è stato proprio questo traguardo che mi ha spronato a provare anche i mondiali che si sono tenuti a Ibiza qualche mese dopo. Lì, sono arrivata terza, dietro a un'italiana, che peraltro conosco ed è mia amica, e a una polacca.
«Davvero un'esperienza bellissima, non solo per le gare in sé, ma proprio perché i tessuti aerei sono una disciplina non solo sportiva, ma anche artistica, infatti parte dall'arte circense. A me, infatti, piace esibirmi non solo con la tecnica, ma voglio esprimermi anche da un punto di vista artistico, che lasci emozione in chi mi guarda.
«E in questo sport puoi gestire completamente l'esibizione come meglio credi, puoi scegliere in ogni figura cosa vuoi comunicare al pubblico.»
 

 
Sei tu, quindi, che progetti l'esibizione? Come fosse una coreografia aerea?
«Esattamente, dall'inizio sino alla fine. Io parto per prima cosa dall’ascolto della musica la quale mi deve trasmettere un’emozione particolare.
«Da lì, poi, creo il pezzo. Inoltre se parliamo del canone da gara, c'è un regolamento per cui a ogni figura (10 in competizione), viene assegnato un punteggio che viene poi sommato all'espressione artistica.
«Alla fine il giudizio si basa sia sulla tecnica che sulla parte più elegante ed emozionale.
«A sintetizzare al massimo, posso dire che i tessuti aerei sono uno sport che non lasciano trasparire solo doti fisiche e tecniche, ma in egual misura anche quelle del cuore.
«L'atleta può quindi parlare, esprimersi e trasmettere tutte le emozioni che ha dentro.»

Astrid Panizza – a.panizza@ladigetto.it
(Puntate precedenti)


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