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I gioielli 2021 di «Proposta Vini» – Di Giuseppe Casagrande

Quest'anno l'azienda di Ciré di Pergine ha dedicato il catalogo a Luigi Veronelli, doveroso omaggio al poeta del vino, del cibo e della terra

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Luigi Veronelli.
 
Presentato nei giorni scorsi il catalogo 2021 di «Proposta Vini», l'azienda di Cirè di Pergine leader nella selezione e commercializzazione di vini, spumanti, distillati, birre artigianali e oli.
Il patron Gianpaolo Girardi ha voluto dedicare il catalogo a Luigi Gino Veronelli, maestro di tutti noi giornalisti amanti del buon vino e della buona tavola.
Poeta del vino, della terra e del cibo («il vino è il canto della terra verso ilo cielo» amava ripetere), ambasciatore ante litteram del made in Italy, prima, molto prima di Slow Food, del Gambero Rosso e di Eataly, filosofo illuminato e rivoluzionario, anarchico coraggioso e irriverente, eretico enoico come lui stesso amava definirsi (non enologo, cioè tecnico di cantina, come taluni semplicisticamente ed erroneamente lo definivano).
 
Nell'annus horribilis della pandemia, che non è ancora finita, Gianpaolo Girardi ha voluto rendere omaggio a Veronelli e al nume tutelare di Casa Veronelli, Gian Arturo Rota, curatore del monumentale Archivio Veronelli.
«Ho dedicato il catalogo 2021 di Proposta Vini con ammirazione a Luigi Veronelli, figura fondamentale del patrimonio enogastronomico e culturale italiano – ha dichiarato Gianpaolo Girardi – un giornalista che ha inventato un nuovo linguaggio nella comunicazione e dato visibilità al mondo contadino.
«Una persona che ha contribuito a creare le basi culturali, direi anche commerciali, per l’uso di un linguaggio nuovo, legato alla terra. Grazie alla sua opera di divulgazione oggi è per noi possibile affrontare argomenti storici, culturali e paesaggistici.»
 

 
Gianpaolo Girardi ci ha poi accompagnati in un «Viaggio alla scoperta dei Progetti di Proposta Vini»: dai «Vini Franchi» alla Collezione Matonari, dai Vini Estremi ai Vini delle Isole Minori, dai «Vini dell’Angelo» alle Bollicine da uve italiane, tutti progetti nati per dare visibilità a vini presenti da secoli nel nostro Paese, ma lontani da ogni regola di omologazione e poco conosciuti sul mercato.
Quanto mai interessante il progetto legato alla riscoperta dei Vini Franchi. Sono quei vini provenienti da uve franche di piede, non innestate su vite americana e miracolosamente sopravvissute al flagello della fillossera che nella seconda metà dell'Ottocento decimò la viticoltura del Vecchio Continente.
Sono vini - lo dice la parola stessa - schietti, genuini, sinceri, naturali con caratteristiche (all'olfatto e al gusto) spiccate e persistenti rispetto ai vini prodotti con uve da portainnesto.
 
Quattordici sono i Vini Franchi inseriti nel catalogo e provengono da ogni angolo della Penisola: dal Trentino alla Sicilia, dalla Valle d'Aosta alla Sardegna, dal Veneto alla Campania.
Vi è il Lambrusco a foglia frastagliata del Vigneto Còi Vallarom di Brentino Belluno (Verona), il Groppello di Revò del Vigneto El Zeremia di Lorenzo Zadra, il Biancolella del Vigneto A Catena d'ò Nonn di Ponza, il Carignano del Sulcis del vigneto (ad alberello) Culurgioni Santadi di Carbonia-Iglesias.
E ancora: il Lambrusco a foglia frastagliata del vigneto Perciso di Mama d'Avio (età media delle vite 110 anni) dell'Associazione trentina I Dolomitici, la Fortana del vigneto Duna della Puia Mariotti di Comacchio, la Garganega del vigneto I Rasoli Battistelle di Monteforte d'Alpone, la Barbera del vigneto Macchiusanelle Campano di Castelvetere sul Calore (Avellino), il Bovale del vigneto Muristellu U Tabarka di Carloforte (Sardegna), il Carricante Palmento Caselle di Milo (Catania), l'Asprinio d'Aversa I Borboni di Santa Patena (Napoli), il Prié Blanc de Morgeaux et de La Salle del vigneto Tzandéan (Aosta) il Falanghina Lacryma Christi del Vesuvio della Vigna del Vulcano (Napoli) e il Piedirosso del vigneto Vigna Madre La Sibilla di Bacoli (Napoli).
 

 
Il Catalogo di Proposta Vini si arricchisce quest’anno di 23 nuove aziende: 14 italiane e 9 straniere.
Racchiude al suo interno un’ampia visione del panorama vitivinicolo europeo grazie alla presenza di 255 produttori italiani (che rappresentano tutte le regioni italiane) e 132 stranieri (che rappresentano la maggior parte delle aree viticole europee).
 
Da oltre trent’anni Proposta Vini lavora con passione per ricercare e distribuire prodotti unici, valorizzando il recupero di vitigni storici, la biodiversità e la ricchezza del patrimonio territoriale e vitivinicolo italiano, prediligendo soprattutto i piccoli produttori.
«Rappresentata da 120 agenti che operano in tutta Italia, Proposta Vini – ha ribadito Andrea Girardi, figlio del titolare Gianpaolo e CEO dell’azienda – ha l’ambizione di aiutare gli artigiani produttori di vino nella loro missione per la preservazione della ricchezza e diversità della magia della coltivazione della vite in Europa, contribuendo alla sforzo di salvaguardia e divulgazione nel mondo delle straordinarie radici storiche delle zone vinicole: ognuna con la sua straordinaria identità e dignità e degli uomini che le preservano all’interno del territorio e del paesaggio.»

In alto i calici.
Giuseppe Casagrande.


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