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Un vino che ricorda Napoleone – Di Giuseppe Casagrande

A Caprino Veronese, ai piedi del Baldo, la Tenuta «La Presa» oltre al Chiaretto e al Lugana produce due grandi rossi: il «Napoleone» e il «Salassà»

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La famiglia Dei Micheli: Adelino e Marilena con i figli Fabio e Serena.
 
Il Baldo è la montagna maestosa che ha rappresentato nel corso dei secoli il confine storico-politico tra due mondi: il Veneto della Serenissima Repubblica di Venezia e il Trentino dell'impero asburgico.
Un confine storico, ma anche orografico che divide la Valle dell’Adige dal Lago di Garda.
Alle pendici di questo imponente massiccio si è sviluppata una viticoltura di pregio grazie alle condizioni pedoclimatiche di alcune località, Caprino Veronese in particolare, che beneficiano del clima mite del Benàco: «Suso in Italia bella giace un laco, a piè de l'Alpe, che serra Lamagna sovra Tiralli, c'ha nome Benàco» (Dante, ventesimo canto dell'Inferno).
Clima mite - dicevamo - determinato non solo dalle brezze del lago, ma anche dei venti freschi che scendono dalla Vallata dell'Adige e, non ultimo, dalla presenza del Monte Baldo che funge da barriera protettiva avvolgendo in un abbraccio sensuale i vigneti che circondano l’anfiteatro morenico del Garda.
 

Alcuni gioielli della Tenuta «La Presa» di Caprino Veronese. Sullo sfondo il Garda.
 
 La famiglia Dei Micheli: dal capostipite Adelino al figlio Fabio  
Un luogo magico, Caprino. Qui la famiglia Dei Micheli, grazie alla capacità imprenditoriale del capostipite Adelino affiancato dalla moglie Marilena, ha realizzato il sogno di una vita.
La svolta, coraggiosa e impegnativa che di fatto ha dato origine all’odierna Tenuta La Presa, avviene nel 1995 quando Adelino - viticoltore e conferitore - decide di acquistare una grande proprietà di 30 ettari in territorio particolarmente vocato a Caprino Veronese denominata «La Presa» con all'interno un antico casale del Quattrocento ricco di storia e tradizione, oggi sede della cantina e resort di campagna.

Il figlio Fabio Dei Micheli si era da poco diplomato all'Istituto Agrario di San Michele all'Adige Fondazione Mach e assieme alla sorella Serena decidono di affrontare con entusiasmo la nuova sfida.
«Abbiamo capito – racconta Fabio Dei Micheli – che avevamo tutte le potenzialità per produrre un vino rosato elegante, fresco e di alta qualità.
«La nostra zona, infatti, è sempre stata una terra storica per i vini rosati. Ma era necessaria una nuova era. Avevamo molto margine per migliorare, grazie al nostro terroir e alla qualità delle uve.
«È stato quindi abbastanza logico cercare questo miglioramento su ciò che i nostri cugini francesi avevano già fatto con i loro rosati più famosi, i vini provenzali del comprensorio di Bandol dal caratteristico color rosa tenue con riflessi ramati.»
 

Il Bardolino Chiaretto della Tenuta «La Presa» di Caprino Veronese.
 
 Il Chiaretto di Bardolino e il Lugana, due piacevoli proposte  
In quest'area dell'entroterra gardesano il vino più famoso è il Chiaretto di Bardolino, denominazione che indica solo rosati provenienti dalla sponda orientale del Garda.
Il Chiaretto dell'azienda «La Presa» stupisce per la freschezza e la piacevolezza in bocca. Incanta con quelle note eleganti di pesca e pompelmo sostenute da una leggera nota minerale.
Piacevolissimo anche il Bardolino «la Presa», un rosso dal bouquet floreale «giocato» sull’equilibrio e sull’eleganza che esprime nel bicchiere.
 
Piacevolissimo anche il Lugana, un vino bianco ottenuto da un vitigno autoctono noto come Turbiana o Trebbiano di Lugana.
Colpisce per il suo colore dorato che evoca aromi di frutta tropicale, di piacevole sapidità con venature speziate ed aromatiche che ricordano il rosmarino.
Un discorso a parte meritano, invece, le due nuove riserve che l'enologo Fabo Dei Michei è riuscito ad interpretare con un tocco da vero maestro cantiniere: il Napoleone 2015 e il Salassà 2019.
 
Il Rosso Veronese Igt «Napoleone» annata 2015  
Questo vino, raro e prezioso, è un omaggio al generale corso Napoleone Bonaparte che proprio qui, a Rivoli Veronese per la precisione nel gennaio del 1797, sconfisse l'esercito austriaco dopo un'epica battaglia.
L'annata 2015 del Rosso Veronese Igt «Napoleone» nasce da un blend di uve Corvina (60%), Cabernet (20%) e Merlot (20%) leggermente appassite (due-tre mesi).
La macerazione avviene a freddo ad una temperatura inferiore ai 10 gradi per 5-6 giorni accompagnata da rimontaggi giornalieri che favorisce l'aumento naturale della temperatura fino a 23 gradi con intensificazione dei rimontaggi e avvio della fermentazione alcolica.
La svinatura con chiusura della fermentazione alcolica avviene in serbatoi di acciaio inox termo condizionati.
 
L'affinamento prevede un minimo di 30 mesi in botti e barrique di rovere di diversa caratura e provenienza (Slavonia, Francia e America settentrionale).
Il vino così ottenuto si presenta di un bel colore rosso rubino intenso e brillante. Al naso è un'esplosione di piccoli frutti rossi maturi (in particolare fragola e lampone), ciliegie con nuances speziate di tabacco, cacao e liquirizia.
In bocca è caldo, intenso e avvolgente con tannini vellutati e una piacevole sapidità. Si abbina a carni rosse, selvaggina, formaggi stagionati.
Temperatura di servizio: 16-18 gradi.
 

I due rossi Riserva: Napoleone e Salassà.
 
 Il Rosso Veronese Igt «Salassà» 2019  
Quest'altro rosso, il «Salassà» Igt 2019, è un vino che si presenta particolarmente elegante e vivace grazie alla tecnica del salasso impiegata nella vinificazione.
Esprime una fragranza tipica delle uve del territorio (Corvina 80%, Rondinella e altre varietà). Per quanto riguarda la vinificazione le uve, pigiate e diraspate, vengono private del 25-30% del mosto e successivamente raffreddate e messe a macerare ad una temperatura inferiore ai 10 gradi.
Dopo il quarto giorno la temperatura viene lasciata salire naturalmente fino a 25 gradi.
Il vino, una volta finita la fermentazione alcolica, viene affinato per 6 mesi in botti di cemento e successivamente in tini di rovere.
 
Il vino si presenta nel bicchiere con un bel colore rosso rubino intenso. Il bouquet, intenso, ricorda l'amarena e i piccoli frutti rossi.
In bocca è intenso e avvolgente con un piacevole finale tannico.
Si abbina a grigliate di carne e, fuori pasto, accompagna merende a base di salumi e formaggi stagionati.
Temperatura di servizio: 16-18 gradi.

In alto i calici. Prosit!
Giuseppe Casagrande – g.casagrande@ladigetto.it

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