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Cresce l'interesse per i vini Piwi

Centodieci le etichette in gara al 3° Concorso organizzato a San Michele all'Adige dalla Fondazione Edmund Mach. Un successo


Marco Stefanini, Reinhard Töpfer, Philippe Darriet cerimonia PIWI 1 dicembre 2023.

Grande partecipazione da parte del mondo vitivinicolo italiano alla Rassegna dei vini PIWI organizzata a San Michele all'Adige dalla Fondazione Edmund Mach come confermano i numeri di questa terza edizione: 110 le etichette in gara in sette categorie.
Ieri, in un'aula magna gremita, si è svolta la cerimonia di premiazione nell'ambito di un seminario scientifico che ha visto intervenire due esperti mondiali di viticoltura ed enologia: il prof. Reinhard Töpfer, direttore dell'Istituto Julius Kühn di Geilweilerhof e del prof. Philippe Darriet, professore di enologia all’Università di Bordeaux e direttore dell’Istituto delle Scienze della Vite e del Vino.
L'evento, moderato dal prof. Fulvio Mattivi del Centro Ricerca e Innovazione, è organizzato in collaborazione con il Consorzio Innovazione Vite e Piwi International.
 

 
 L'orgoglio della FEM per questa iniziativa giunta alla terza edizione  
«La FEM è orgogliosa di questa iniziativa che alla sua terza edizione dimostra già di essere un evento di successo» – ha esordito Agostino Cavazza, responsabile delle relazioni con enti di sistema e territorio della FEM.
Enrico Giovannini, presidente di Civit Consorzio Innovazione Vite, ha evidenziato i risultati promettenti dell'attività di valorizzazione dei vitigni resistenti oggi a disposizione dei viticoltori, mentre Heinrich Leutenberger ha sottolineato l'impegno dell'associazione Piwi international nel sostenere la conoscenza e la diffusione della viticoltura resistente, una realtà che nel mondo coinvolge oggi più di mille viticoltori.
 
 Gli interventi di Marco Stefanini, Reinhard Töpfer e Philippe Darriet  
Il prof. Reinhard Töpfer, direttore del Julius Kühn Institut di Geilweilerhof ha parlato della storia e della diffusione delle varietà PIWI in Germania, facendo un focus sulle prospettive della ricerca nel settore delle nuove varietà resistenti, e fonti per resistenze a funghi secondari.
La superficie investita a varietà PIWI in Germania è intorno al 3% della superficie vitata, si estende la coltivazione delle varietà a bacca bianca e rossa, con maggiore attenzione a scegliere la varietà migliore nelle diverse condizioni ambientali.
Il prof. Philippe Darriet, direttore dell'Institut des Sciences de la Vigne et du Vin, Université de Bordeaux, si è concentrato sulla situazione delle viti resistenti nel contesto francese: dopo un excursus storico sulle motivazioni che hanno portato allo sviluppo delle varietà resistenti ha illustrato la situazione corrente in Francia e le sfide future di questi vitigni, in particolare per quanto riguarda la durata della resistenza e la qualità dal punto di vista sensoriale.
 

 
 L'attività della Fondazione per il miglioramento genetico della vite  
Marco Stefanini, responsabile dell'Unità di genetica e miglioramento genetico della vite, ha illustrato l'attività della Fondazione per il miglioramento genetico della vite nel campo delle varietà resistenti, descrivendo sia le varietà iscritte sia quelle che si ritengono pronte per il prossimo futuro.
Ha presentato i risultati del lavoro di piramidazione svolto, i marcatori identificati e utilizzati nella selezione della resistenza a black rot, e la collaborazione a livello nazionale ed internazionale nella realizzazione, selezione e diffusione di queste varietà resistenti al fine di rendere sempre più sostenibile la coltivazione della vite e del vino.
 
 I numeri della rassegna: 110 etichette in gara in sette categorie  
In questa terza edizione 110 vini provenienti da uve resistenti ovvero prodotti con almeno il 95 per cento di uve provenienti da varietà PIWI (PilzWiderstandsfähig) sono stati valutati da una commissione composta da 30 commissari.
I vini hanno partecipato nelle seguenti categorie: rossi, bianchi, orange, metodo classico, metodo charmat, frizzanti e passiti, e sono stati attentamente valutati da una commissione composta da enologi, enotecnici, giornalisti, sommelier e ricercatori afferenti al mondo agroalimentare, coadiuvati dagli studenti del corso enotecnico in tutte le operazioni della rassegna.
 

 
 I vini PIWI prodotti con uve tolleranti alle patologie fungine  
I vini da varietà PIWI sono ottenuti da uve prodotte da piante che sono state selezionate per avere dei caratteri di resistenza alle principali malattie fungine che attaccano le viti, e quindi richiedono un numero ridotto di interventi fitosanitari.
Anche se a livello europeo queste varietà sono state ammesse nelle diverse dop, in Italia ci sono diverse regioni nelle quali la coltivazione delle uve PIWI non è stata ancora autorizzata, nemmeno per produrre vino generico o IGT.
Il Registro Nazionale delle Varietà di Vino comprende 36 varietà PIWI e la superficie coltivata con queste varietà supera alcune migliaia di ettari. In Veneto si trova il numero più elevato di superfici coltivate a uve PIWI ed alcuni ettari si trovano in Emilia e Marche, Lazio e Piemonte ultime regioni ad autorizzare la coltivazione di queste varietà nelle loro superficie viticola.
 
 L’impegno della Fondazione per lo sviluppo dei vitigni resistenti  
Con questo evento la FEM intende valorizzare anche le attività di ricerca e sperimentazione sulle varietà tolleranti, che hanno portato ad iscrivere nel Registro nazionale delle varietà di vite quattro nuove selezioni provenienti dall’attività di miglioramento genetico, grazie alla collaborazione del consorzio CIVIT: Termantis, Nermantis, Charvir e Valnosia. Di recente tramite il progetto VEVIR queste varietà sono risultate ottimali per la coltivazione in Trentino accanto a Solaris, Souvignier gris, Bronner, Palma, Johanniter e Pinot Regina.

In alto i calici. Prosit!

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