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Una pianta molto diffusa nei giardini – Di Davide Brugna

La coltivazione dell’ortensia non è molto complicata, però richiede di due cose molto importanti, abbondanti innaffiature e un substrato acido

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Ben ritrovati alla nostra consueta rubrica settimanale sul mondo del verde, dando un'occhiata qua e là, ci stiamo accorgendo che c'è una splendida pianta che sta cominciando la sua fioritura, l'Ortensia.
Parliamo un po' di questa splendida pianta…
L'Ortensia molto utilizzata nei nostri giardini è di provenienza asiatica e come sappiamo è molto rustica, fiorisce a lungo e la troviamo di molti colori e variegature.
La coltivazione non è molto complicata, però richiede di due cose molto importanti, abbondanti innaffiature e un substrato acido che verrà fornito al momento dell’impianto.
 
Entriamo nello specifico, prendiamo in considerazione le Ortensie classiche, non le paniculate o le quercifolie, per capirci meglio, le Ortensie a palla.
Queste piante sono da posizionare in ambiente ombrosi poiché l'esposizione diretta ai raggi solari durante i mesi più caldi potrebbe bruciare le foglie e rovinare l'estetica della pianta, quindi sempre meglio preferire luoghi soleggiati durante la mattinata e coperti duranti il pomeriggio.
Per quanto riguarda la resistenza al freddo, non dobbiamo assolutamente preoccuparci, infatti possiamo vedere piante anche sopra gli 800 m di altitudine.
 

 
Durante la fioritura, che avverrà nei mesi estivi, dobbiamo assolutamente garantire un elevato apporto idrico per garantire alle nostre piante la possibilità di sostenere l'abbondante fioritura, questo senza esagerare però, infatti l'ortensia può risentire del ristagno idrico.
Dal punto di vista delle malattie e attacchi parassitari le Ortensie non hanno tanti problemi, eccezione fatta per le cocciniglie, che di tanto in tanto possono manifestarsi.
In tal caso un po' di olio di lino e passa la paura.
 
Fondamentale per l'Ortensia è la potatura che andrà fatto a fine febbraio/inizio marzo, questa deve essere mirata ad eliminare le vecchie infiorescenze, i rami più vecchi, quelli secchi e quei rami giovani che a causa delle gelate invernali sono morti.
Bisogna ricordare che una potatura esagerata causerà una formazione eccessiva di vegetazione a discapito della fioritura, quindi ridurre sì la pianta ma senza esagerare.
 

 
Per quanto riguarda i colori dei fiori, c'è solo l'imbarazzo della scelta, rosa chiaro, bianco, rosso, viola, variegature e screziature di tutti i tipi, non stiamo nemmeno ad elencarli, si potrebbe scrivere un poema.
Nel gioco dei colori, la fanno da padrona gli elementi all'interno del terreno.
Partiamo dal presupposto che l'Ortensia è una pianta acidofila, quando il ph del terreno è di 4,5-5 si avranno tonalità dal viola all'azzurro, con ph 6-6,5 tonalità rosse e rosa, chiaramente, da questo discorso sono escluse le nuove varietà di Ortensia le cui colorazioni dei fiori non dipendono dal ph.
 
Quindi, per avere tonalità di blu, possiamo aggiungere al terreno solfato di alluminio e per avere tonalità di rosa si aggiunge carbonato di calcio, è questo il motivo se le vostre Ortensie cambiano colore da azzurre a rosa o viceversa!
Il discorso sulle Ortensie, soprattutto riguardo alla colorazione dei fiori dovuta agli elementi nutritivi nel terreno, è sicuramente più ampio dello spazio a noi dedicato, quindi, per qualsiasi dubbio non esitate a contattarmi.
 

 
Come sempre scegliete la qualità dei floricoltori trentini (AFLOVIT), la lista dei vivai e garden associati è disponibile su internet.
Buon lavoro, Brugna dott. Davide

d.brugna@ladigetto.it
(Puntate precedenti)


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