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La pervinca del Madagascar – Di Davide Brugna

Una pianta perenne che ama il gran caldo e la poca acqua, ma teme il freddo

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Eccoci al nostro consueto appuntamento settimanale dedicato a tutto ciò che riguarda il mondo del verde.
Oggi continueremo con le piante da fiore che possono resistere al caldo che ormai è arrivato.
Nel mio Vivaio vedo già che questa pianta sta cominciando a riscuotere i primi successi già da fine giugno per poi affermarsi gloriosamente nel mese di luglio.
Stiamo parlando della vinca o pervinca del Madagascar.
 
Questa pianta è un arbusto perenne sempreverde, che però da noi viene utilizzato come annuale, che produce instancabilmente fiori da metà primavera fino a fine estate.
Può raggiungere i 30cm di altezza e formare dei piccoli arbusti molto compatti, le foglie sono ovali di colore verde scuro, i fiori sono fucsia, rosa, bianco, bianco con occhio e molti altri.
 
La coltivazione della vinca ha delle regole molto semplici ma da seguire alla lettera.
Prima di tutto è fondamentale regolarsi con l'apporto idrico, troppa acqua porta al marciume la mia pianta, quindi è sempre meglio evitare il ristagno che sicuramente porterà alla morte la vinca. Meglio poca acqua con maggiore frequenza che tanta acqua poche volte.
La resistenza alla siccità è ottima; anche se vedete la vostra piantina tutta «passa» sappiate che annaffiando, nel giro di un paio di ore questa ritornerà perfetta!
Questo è uno dei motivi per il quale questa pianta viene venduta soprattutto nel periodo estivo, dove c'è abbondanza di caldo e di secco.
 

 
La vinca predilige zone soleggiate o semi ombreggiate, se dovessimo posizionarla all'ombra è meglio cambiare pianta perché produrrebbe pochi fiori.
Il vero difetto è la poca resistenza al freddo: appena la temperatura scende sotto i 12 gradi la nostra vinca comincia a deperire e di lì a poco o viene portata all'interno o sarà destinata a essere cambiata con le Callune o crisantemine.
 
Quando andremo a piantare le nostre vinche ricordiamoci sempre di utilizzare terreno soffice e ben drenante, questo fa sì che le radici della pianta trovino subito del terreno dove è facile svilupparsi e che non provochi ristagno.
Chiaramente, come già detto molte volte, diffidate dai terricci che costano una pipa di tabacco, sono fatti con scarti di lavorazione e potrebbero «bruciare» le vostre piante.
L'apporto di concime è sicuramente inferiore rispetto a quello che siamo abituati con gerani e surfinie; basta una volta ogni 15 giorni per del concime liquido, oppure al momento del rinvaso si aggiunge un po' di concime granulare a lento rilascio e siamo apposto per tutta la stagione.
 
La scelta di questa pianta da parte vostra è fondamentale, abbiamo visto come sia delicata per quanto riguarda il ristagno idrico, quindi quando la comprate controllate sempre il colletto della pianta, cioè il primo pezzettino di fusto che esce dal terreno. Se vedete che ha un colore molto scuro quasi nero, allora cambiate pianta: hanno sbagliato a dare acqua oppure le piante sono state inzuppate per poi restare giorni in camion refrigerati.
Meglio se comprate piante prodotte dal vostro vivaio di fiducia o in regione.
 
Come sempre scegliete la qualità dei floricoltori trentini (AFLOVIT), la lista dei vivai e garden associati è disponibile su internet.
Buon lavoro, Brugna dott. Davide.

d.brugna@ladigetto.it
(Putate precedenti)


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