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L’A.I.F.I. si rinnova e guarda al futuro – Di Nadia Clementi

Ce ne parla il coordinatore territoriale dell’Associazione Italiana di Fisioterapia, dottor Mattia Salomon

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Nell’ultimo decennio, la figura sanitaria del fisioterapista ha ottenuto una progressiva credibilità e riconoscimento da parte della società, come protagonista della salute «in movimento» del cittadino.
Di questa importante identificazione e dell’evoluzione dell’Associazione Italiana di Fisioterapia (A.I.F.I.) in associazione tecnico-scientifica, ce lo spiega in questo articolo il dott. Mattia Salomon coordinatore e responsabile di A.I.F.I per la regione Trentino Alto Adige.

Dott. Mattia Salomon
Laureato in Fisioterapia, Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Verona nel 2009. Specializzato in Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici e laureato magistrale in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie presso l’Università degli Studi di Firenze. È docente a contratto per l’Università di Roma «Tor Vergata».
Coordinatore territoriale l’Associazione Italiana di Fisioterapia per la regione Trentino Alto Adige, è membro del direttivo nazionale GTM (Gruppo di Terapia Manuale – IFOMPT MO).
https://aifi.net/associazione/
https://aifi.net/sezione-territoriale-trentino-alto-adige/

«Prima di tutto – chiarisce il dottor Salomon – il fisioterapista è inquadrato da decreto legislativo come operatore sanitario, in possesso di laurea universitaria e titolo abilitante, che esercita in via autonoma, o in collaborazione con altre figure sanitarie.
«La sua specializzazione consiste in interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori, e di quelle viscerali conseguenti a eventi patologici, a varia eziologia, congenita o acquisita.»
 
«Mai come in questo periodo di pandemia - afferma il dott. Salomon - è stata data grande visibilità al ruolo di tutte le figure sanitarie, con la scoperta fondamentale del ruolo del fisioterapista nella gestione del recupero delle funzioni motorie, ma anche e soprattutto respiratorie del paziente con esiti di malattia da Coronavirus (COVID-19).
«Visibilità che, parallelamente alle azioni sul campo svolte quotidianamente da migliaia di fisioterapisti italiani nella battaglia al virus Sars-Cov-2, è aumentata grazie ad alcuni eventi di cambiamento a livello istituzionale che hanno tracciato i nuovi orizzonti della Fisioterapia nazionale.»

«Da una parte la creazione delle commissioni d’albo provinciali e del progetto di realizzazione di un futuro, e quanto mai prossimo, Ordine autonomo dei Fisioterapisti, ha sancito l’esistenza di un ente pubblico a tutela del professionista, dal punto di vista etico, deontologico, giuridico e fiscale. Parallelamente alla costituzione di questo pilastro di rappresentanza politico-istituzionale, il mese di ottobre 2020 ha sancito un ulteriore momento di portata storica per i fisioterapisti italiani: l’A.I.FI., la realtà che dal 1959 rappresenta la professione, ha completato la sua trasformazione in Associazione Tecnico-Scientifica alla luce della legge n. 24 dell’8 marzo 2017 (legge Gelli-Bianco) e successive modificazioni, con la denominazione di Associazione Italiana di Fisioterapia.»
 

 
«Si tratta di una vera e propria evoluzione della specie» precisa il dottor Salomon nel presentare una storia di 61 anni di vita, iniziati l’8 giugno del 1959 come Associazione Italiana Terapisti della Riabilitazione e contraddistinti da diversi passaggi epocali che hanno condotto fino a oggi, quando da crisalide apre le ali, per trasformarsi in Associazione Italiana di Fisioterapia, verso un futuro tutto da costruire.
I primi 20 anni (1959-1980) sono stati i tempi dei colleghi pionieri che, promossa la fase costituente, hanno cominciato a coagulare interessi, cultura attorno a persone di assoluto rilievo tecnico, mentre la nascente categoria dei «Terapisti della Riabilitazione» entrava formalmente nel novero del personale sanitario riconosciuto.
Il secondo ventennio (1980-2000) è stato quello dell’affermazione e strutturazione, della diffusione e della crescita che troverà nella promulgazione del profilo professionale del “Fisioterapista” (DM 741/1994) un primo fondamentale punto di arrivo.»
 
«Sono stati anni di congressi, di personaggi e idee forti, di identità professionali contrastanti, segnali positivi di una vivacità culturale e politica che hanno comunque sempre portato al progressivo sviluppo della categoria, ormai presente e organizzata in tutte le regioni d’Italia, costituita su un modello di equilibrio federalistico tra centri di azioni e di riferimento certo per i cittadini e per le istituzioni. L’attività politica sempre più strutturata conduce alla pubblicazione della Legge 42/1999 che sancisce l’ufficialità del professionista Fisioterapista.
Il terzo ventennio (2000-2020), che vede il passaggio formale da A.I.TR. ad A.I.FI., inizia con la promulgazione della Legge 251/2000 che introduce la dirigenza professionale. Si assiste ad un significativo e consistente incremento del numero degli iscritti: la popolarità della professione cresce in maniera significativa ed in parallelo lo spessore tecnico dei professionisti con l’ingresso dei colleghi anche nel mondo accademico e formativo.»
 

 
«Il cambiamento di vocazione e compito contemporaneo alla sopracitata elezione della Commissione d’Albo dei Fisioterapisti in seno alla Federazione Nazionale Ordini dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (FNO TSRM-PSTRP) – definisce per la nuova A.I.FI. nuovi obiettivi, tra cui quello di promuovere lo sviluppo della scienza e della disciplina della Fisioterapia che, utilizzando proprie procedure e metodologie che si attuano all’interno di programmi fisioterapici, dei progetti riabilitativi e negli interventi di sanità di iniziativa, identifica e massimizza la qualità di vita della Persona.
Ma non solo, l’associazione tecnico scientifica si propone come riferimento per la promozione e la crescita scientifica, etica e umana dei Fisioterapisti nell’interesse degli individui e della comunità attraverso:
 
- revisione, produzione, adattamento, aggiornamento ed adozione di Linee guida e Buone prassi nei diversi campi di interesse della Fisioterapia e della Riabilitazione;
- promozione, partecipazione, finanziamento di studi e ricerche e sperimentazioni nei campi di pertinenza, compresi gli ambiti dell’innovazione tecnologica;
- identificazione, validazione e promozione dei modelli operativi che assicurino l’attuazione efficiente ed efficace delle metodologie fisioterapiche;
- offerta di supporto tecnico-scientifico alle Istituzioni pubbliche e private nella programmazione sanitaria e sociale;
- collaborazione con le Università e gli attori impegnati nella formazione di base e avanzata; promuovere la formazione continua in fisioterapia anche attraverso programmi annuali di formazione ECM;
- sviluppo di attività di supporto dei soci per il miglioramento della loro pratica clinica e professionale;
- collaborazione con la World Physiotherapy (WP) ed altri organismi internazionali;
- collaborazione con altre società scientifiche e associazioni scientifiche, con associazioni di cittadini, anche con bisogni di salute, con enti e istituzioni pubbliche e private negli interventi di programmazione sanitaria e sociale, in particolare per promuovere attività di prevenzione ed educazione e per lo sviluppo di risposte ai bisogni di salute;
- promozione e pubblicazione di opere editoriali a carattere scientifico e divulgativo negli ambiti di interesse della Fisioterapia;
- collaborazione con i mass media per la diffusione di una corretta informazione sui diversi ambiti di interesse della Fisioterapia.
 

 
La definizione degli obiettivi strategici della nuova associazione tecnico-scientifica assume un ulteriore senso di solidità e di rinnovamento con il rinnovo delle cariche per le figure di governance. Il nuovo Consiglio che rimarrà in carica per tre anni (2021-2024), sarà formato da sette componenti e vede con grande orgoglio l’elezione a presidente del dott. Simone Cecchetto classe 1975, Trentino per adozione, fisioterapista con una lunga esperienza in A.I.FI. ed attualmente Responsabile del Servizio Professioni Sanitarie – Area Riabilitazione presso l’Azienda Provinciale dei Servizi Sanitari di Trento e professore a contratto presso l’Università di Verona.»
 
«Tra le sfide più grandi per il nuovo comitato esecutivo, ci sarà quella di proseguire nel dialogo con il mondo medico per diffondere le nuove acquisizioni della letteratura scientifica sulla fisioterapia. È infatti fondamentale la diffusione della conoscenza di queste recenti acquisizioni della letteratura che permettano di far conoscere i vantaggi e le potenzialità della fisioterapia: spesso si eseguono certe prassi sulla base dello storico, di quello che si è sempre fatto.»
 
«I medici, sia di medicina generale che delle varie specialità, saranno quindi i principali interlocutori a cui trasmettere una realtà fisioterapica fondata sui capisaldi della formazione di qualità, della collaborazione con il mondo accademico e delle risposte tempestive ai bisogni dei cittadini.
«Ad oggi, alcune strategie di intervento fisioterapico sono sottoutilizzate nel panorama del sistema sanitario e potrebbero in realtà essere la risposta al bisogno di salute di alcune categorie di cittadini. Attraverso la traduzione della ricerca scientifica non solo nella pratica clinica del singolo fisioterapista ma all’interno di modelli operativi e organizzativi, è infatti possibile migliorare l’appropriatezza degli interventi riabilitativi.»
 

 
«Nel concreto la fisioterapia potrebbe essere la scelta preferenziale per curare lombalgia, cervicalgia, nonché problemi muscolo-scheletrici a spalla, ginocchio o altre articolazioni; sempre più numerose pubblicazioni scientifiche (revisioni sistematiche di letteratura) ci dicono che alcuni interventi chirurgici in ambito muscolo-scheletrico a sei mesi-un anno o due anni dall’intervento ottengono gli stessi risultati rispetto all’intervento tempestivo di strategie conservative, e dunque, interventi fisioterapici.
Se i risultati sono gli stessi ma i rischi e i costi sono maggiori con l’intervento chirurgico allora meglio spostare l’attenzione sulla fisioterapia perché meno costosa, meno rischiosa ma con lo stesso livello di esiti.»
 
«Ma non solo, A.I.FI. intende percorrere strade nuove per essere al passo con i tempi, ma anche approfondire le diverse patologie in modo da ottenere approcci di cura più mirati, più specifici e più complessi.
«In tal senso acquisisce un peso specifico rilavante l’organizzazione dei GIS, i Gruppi di Interesse Specialistico, nati spontaneamente all’interno dell’A.I.FI. per raccogliere il meglio delle pulsioni legate allo studio e alla ricerca nei diversi campi di azione della fisioterapia, sopperendo contemporaneamente alle carenze formative del contesto istituzionale. Tale rappresentanza, assieme ai coordinamenti territoriali regionali, presenti anche in Trentino Alto Adige, riflette una ferrea volontà di diffusione delle buone prassi tra i fisioterapisti della regione, una disponibilità ad offrire percorsi formativi avanzati nelle varie aree di sviluppo della disciplina fisioterapica ed una spiccata propensione a fare cultura fisioterapica, con lo scopo di educare ed informare il cittadino, potenziale paziente, che il fisioterapista attraverso differenti modalità di azione nei campi muscolo-scheletrico, sportivo, neurologico, geriatrico, viscerale ed uro-ginecologico, materno-infantile è, può e deve essere il professionista di prima contatto per soddisfarne i bisogni di salute del cittadino.»

Nadia Clementi – n.clementi@ladigetto.it

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