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«No tampon tax: il ciclo non è un lusso» – Di Nadia Clementi

Ne parliamo con Rosanna Piancone presidente dell’«Associazione Cistite.info APS»

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La dottoressa Rosanna Piancone.
 
Sono ogni giorno di più le farmacie che aderiscono alla campagna «No tampon tax: il ciclo non è un lusso», che ha l’obiettivo di ridurre il costo dei prodotti igienici femminili tramite l’abbattimento della tassazione su questi prodotti.
Gli assorbenti, dal punto di vista fiscale, non sono considerati beni di prima necessità e pertanto vengono tassati con l’aliquota ordinaria del 22%.
È quindi necessario che il governo riveda questa tassazione che ha visto solo un parziale accoglimento nel 2019, esclusivamente per gli assorbenti biodegradabili e compostabili, che corrispondono all'1% dei prodotti usati dalle donne.
 
Si stima che in Italia le donne che ogni mese si recano al supermercato per comprare assorbenti siano 21 milioni.
Ogni anno in Italia vengono venduti 2.6 miliardi di salviette igieniche, con l’Iva al 22%.
Ogni donna, dal menarca alla menopausa, escludendo le eventuali gravidanze, ha circa 520 cicli mestruali e consuma almeno 12 mila assorbenti.
I prezzi allo scaffale sono molto variabili, ma in media una confezione da 14 salviette igieniche costa tra i 2/3euro, e spesso ne servono due a ciclo.
La riduzione dell’aliquota farebbe comodo alle famiglie monoreddito, e soprattutto darebbe anche l’idea di uno Stato civile che ha sensibilità verso il mondo femminile, dei bambini, dei disabili e degli anziani.
 
A tale proposito la farmacia Tili con sede a Erba (Como) in Piazza Vittorio Veneto 32, da sempre sostenitrice delle cause femminili e dei progetti dell’associazione non profit Cistite.info, ha deciso di accollarsi il costo del 18% di Iva su tutti gli assorbenti e le coppette mestruali applicando il 18% di sconto e facendo sì che in questo modo la cliente paghi solo il 4% di IVA, rinunciando al proprio guadagno su questi articoli.
La riduzione dell'Iva sugli assorbenti non è solo una questione economica, di puro risparmio, ma anche culturale.
La scelta di tassare come bene di lusso un assorbente è prima di tutto un errore di valutazione e un messaggio sbagliato, che si traduce in una discriminazione concreta contro la quale vogliamo contribuire ad attivare l'attenzione di donne e uomini.
Per questo abbiamo raccolto e condiviso il messaggio lanciato dalla dott.ssa Rosanna Piancone Presidente dall'associazione Cistite.info APS Onlus.
 

Tampon no tax.
 
Dott.ssa Piancone cos’è la tampon tax e perché è stata definita un’imposta ingiusta?
«La tampon tax è l’imposta sul valore aggiunto (IVA) che viene applicata dal 1973 su assorbenti, tamponi e coppette mestruali. Tassa che in Italia attualmente corrisponde al 22%, il massimo previsto dal sistema fiscale italiano. Esattamente come per i beni di lusso quali il caviale, le pellicce e i tappeti persiani.
«Gli assorbenti insomma non sono considerati beni di prima necessità, come se le mestruazioni fossero una scelta. Per questo la tampon tax è considerata un’imposta ingiusta per la quale è nato lo slogan Il ciclo non è un lusso.
«Stante l’impossibilità, per una donna, di fare a meno di prodotti igienico-sanitari durante il ciclo mestruale – si legge nella proposta di legge che chiedeva la riduzione dell’IVA – appare evidente che l’attuale aliquota dell’IVA sugli assorbenti igienici è ingiusta e discriminatoria in relazione al genere
 
Della questione del costo e della tassazione degli assorbenti, pannolini e pannoloni si parla da diverso tempo, sia in Europa che in vari paesi del mondo a che punto siamo?
«La maggior parte dei paesi europei ha abbassato l’IVA sugli assorbenti. Spagna, Grecia e Austria al 10%. La Francia al 5,5% e l’Irlanda ha totalmente abolito l’IVA. Il Belgio in soli 2 anni è passato dal 21 al 6%. La Germania in un solo anno è passata dal 19 al 7%. L’Inghilterra con l’uscita dalla UE ha previsto per il 2021 l’abolizione totale dell’IVA sui prodotti igienici.»
 
Al di fuori della Comunità Europea com’è la situazione?
«Nel 2002 il Kenya è stato il primo Paese a ridurre la tassazione di questo prodotti e comunque dal 2011 ha adottato una campagna grazie alla quale distribuisce gratuitamente assorbenti nelle scuole.
«I Paesi che hanno abolito totalmente questa tassa sono molti. Per citarne alcuni: il Canada, lo stato di New York, l’Australia, l’India, molti stati degli USA (Maryland, Massachusetts, Minnesota, New Jersey e Pennsylvania), ecc. L’Italia, insieme a pochi altri paesi continua a mantenere l’aliquota superiore al 20%.»
 
Le ultime legislature, a vario titolo, hanno tentato di affrontare il problema con quali risultati?
«Nel 2016 è stata presentata una proposta di legge che chiedeva la riduzione dell’IVA dal 22 al 4%. Solo nel 2019 la Camera ha approvato un emendamento che ha portato l’IVA dal 22 al 5 per cento, ma ha limitato questa azione ai soli assorbenti biodegradabili e compostabili, prodotti usati da meno dell’1% della popolazione femminile.
«L’IVA al 22% è stata poi confermata dall’ultima legge di bilancio. Una delle motivazioni per cui non è stata accettata totalmente la proposta di legge è che non ci sono sufficienti fondi per sopperire al notevole introito derivante dall’aliquota sugli assorbenti.»
 
Sono molte le battaglie portate avanti da associazioni e movimenti femministi in tutto il mondo, che da anni ormai chiedono di riconsiderare questo tipo di tassazione attraverso accese proteste e petizioni, quali sono le iniziative messe in campo dalla vostra Associazione?
«La nostra Associazione è in prima linea nella lotta per i diritti sulla salute intima femminile. Molte delle nostre iscritte hanno necessità di utilizzare assorbenti di cotone a causa della loro sensibilità intima dovuta a cistiti ricorrenti, infezioni vaginali recidivanti, vulvodinia e ipersensibilità genitale.
«Gli assorbenti di cotone hanno un costo maggiore rispetto a quelli sintetici. A questo scopo Cistite.info APS ha chiesto alla Farmacia Tili, da anni sensibile alle richieste delle nostre socie, di accollarsi il costo dell’IVA riducendo così la nostra spesa.
«La Farmacia ha accolto senza esitazione la nostra richiesta e anzi l’ha allargata a tutte le donne e a tutti i tipi di assorbenti, ritenendo questa riduzione un diritto di ogni donna.
«Confidiamo che sempre più farmacie e sempre più realtà commerciali (supermercati, negozi, e-commerce, ecc.) seguano questo esempio per sensibilizzare i vertici politici affinché sia lo stato a risolvere questo ingiusto gender gap e a farsi carico di un onere, che di sicuro non spetta ai privati.»
 

Il dottor Stampatti.
 
Abbiamo poi rivolto una domanda al dottor Stampatti, titolare della farmacia Tili.

Dottor Stampatti perché la farmacia Tili ha deciso di abbracciare questa importante iniziativa di accollarsi il costo del 18% di IVA sui prodotti essenziali per l’igiene femminile. Un gesto concreto a favore delle donne?
«La nostra Farmacia collabora da tempo con l'associazione Cistite.info sviluppando, con il proprio laboratorio e secondo i feedback delle associate alla non profit, prodotti specifici di alta qualità per patologie pelviche come la cistite, la contrattura pelvica, la vulvodinia, la candida, ecc.
«Questi prodotti sono molto apprezzati e utilizzati dalle donne, maggiormente colpite dalle problematiche dell'apparato uro-genitale rispetto agli uomini.
«Nell'ambito di questa stretta collaborazione e dialogo, siamo stati sensibilizzati dall'associazione al problema che Il ciclo non è un lusso. Infatti, l'iniqua aliquota fiscale al 22% identifica quello che di fatto è un bene di prima necessità, l'assorbente, come se non fosse bene di prima necessità.
«Noi di Farmacia Tili abbiamo sposato l'iniziativa e abbiamo deciso di stare concretamente Al fianco delle donne. Per questo abbiamo preso a nostro carico il 18% del prezzo di vendita degli assorbenti, equiparandoli ai beni di prima necessità con IVA al 4%.
«Questo per noi è una risposta reale ed efficacie alla problematica, un messaggio di solidarietà per i nostri utenti.»

Nadia Clementi - n.clementi@ladigetto.i
Informazioni: https://cistite.info/

Info e contatti
Per usufruire dell'agevolazione offerta da Farmacia Tili visita il sito web www.dottortili.it e accedi agli assorbenti scontati dal banner dell'iniziativa in home page «Al fianco delle Donne - no Tampon Tax».
Per qualunque informazione è sempre possibile scrivere in chat o all'indirizzo shop@dottortili.it»

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Lorenzo 01/09/2021
Vi prego di rettificare l'articolo. Che l'IVA sui rasoi e i prodotti da barba sia al 4%, come affermate, è una falsità: hanno l'aliquota massima da sempre. Potete verificarlo facilmente su butac.it o su altri siti antibufala. Oppure, semplicemente, andando in un qualsiasi negozio o supermercato e comprandone uno. È grave che nel 2021 circoli ancora questa bufala, che mina la credibilità di quella che di per sé sarebbe una battaglia giusta.
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La redazione: Abbiamo verificato, lei ha ragione. Abbiamo corretto il testo.
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