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Riabilitazione del pavimento pelvico – Di Nadia Clementi

Mission, obiettivi e strategie di questa specifica fisioterapia: ne parliamo con la coordinatrice territoriale dottoressa Elisa Borella

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Lo scorso mese di maggio vi abbiamo presentato tramite un’intervista al coordinatore territoriale dottor Mattia Salomon l’evoluzione dell’Associazione Italiana di Fisioterapia (A.I.FI.).
https://www.ladigetto.it/rubriche/parliamone/110690-l%E2%80%99a.i.f.i.-si-rinnova-e-guarda-al-futuro-%E2%80%93-di-nadia-clementi.html
Come allora illustrato, l’Associazione intende percorrere strade nuove per essere al passo con i tempi, ma anche approfondire le diverse patologie in modo da ottenere approcci di cura più mirati, più specifici e più complessi.

E proprio nel campo delle patologie uro-ginecologiche si colloca il focus di attenzione GIS di Fisioterapia e Riabilitazione del Pavimento Pelvico, nato all’interno di A.I.FI. con l’intento di rispondere ad un bisogno di approfondimento specialistico nel settore della riabilitazione del pavimento pelvico, per creare un ponte tra il paziente con problematiche del pavimento pelvico ed il fisioterapista che se ne occupa.
 
La mission di questo gruppo di interesse specialistico, guidato dalla dottoressa Elisa Borella, è quella di promuovere la diffusione di cultura nell’ambito della riabilitazione del pavimento pelvico e una costante attenzione allo sviluppo scientifico della professione, garantendo un’alta qualità di cure al paziente.
Nasce con l’obiettivo di diffondere attività formative per l’istruzione e l’aggiornamento continuo dei soci e di tutti coloro che operano nel settore della fisioterapia. Promuovendo la tutela dei diritti dei pazienti con disturbi al pavimento pelvico e ne garantisce l’appropriatezza delle cure.
 

 
A tale scopo il GIS pavimento pelvico si occuperà di contrastare l’abusivismo professionale in questo settore con le seguenti azioni:
•    sviluppando un sistema informativo per far giungere ai propri soci, ai pazienti e a chiunque ne sia interessato le informazioni utili inerenti alla fisioterapia del pavimento pelvico;
•    proseguendo lo sviluppo professionale attraverso la formazione e la ricerca anche sostenendo e promuovendo la pubblicazione e/o traduzione di opere e di editoriali a carattere scientifico e divulgativo nelle materie di competenza;
•    collaborando e proponendosi come riferimento per le associazioni di pazienti, soddisfacendo i loro bisogni informativi e proponendo professionisti di riferimento sul territorio;
•    instaurando collaborazioni finalizzate alla cura della persona con i medici specializzati del settore; crea reti di lavoro in equipe multidisciplinare con tutte le figure specializzate utili alla gestione e risoluzione dei disturbi del pavimento pelvico.»
 
Ma cosa è il pavimento pelvico? Ce lo può illustrare,dottoressa Borella?
«Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli e di fasce che chiudono la parte inferiore della cavità addominale. È formato a due strati:
«uno strato superficiale di muscoli allungati, chiamato anche perineo;
«uno strato profondo di muscoli larghi e spessi: il diaframma pelvico
 

 
«Questa struttura è molto importante per la qualità della nostra vita, dal momento che alterazioni a carico di quest’area possono comportare ripercussioni sul nostro benessere fisico e psichico.»
«Il pavimento pelvico è un’area che si estende dal coccige alla sinfisi pubica, chiudendo in basso la cavità addomino-pelvica, circondando e sostenendo l’uretra, la vescica e la vagina fino all’apparato ano-rettale.
«Il pavimento pelvico chiude, in basso, il bacino e svolge innanzitutto una funzione di sostegno degli organi pelvici come la vescica, l’utero per la donna e il retto, e deve garantire la continenza e i prolassi in seguito a tutte le sollecitazioni che avvengono dall’alto e gli aumenti di pressione, come il tossire, starnutire, fare attività fisica, sollevare dei pesi, tutte le attività che comportano uno sforzo e un aumento della pressione endoaddominale. Tutto questo è possibile con l’integrità del sistema muscolo fasciale di sostegno e l’innervazione.»
 

 
«Del pavimento pelvico si sente sempre più parlare, mentre un tempo era un perfetto sconosciuto, e parlare di dolore, perdite o prolassi era molto difficile; ora, grazie ai canali social, molte donne e ragazze, ma anche uomini e ragazzi, possono avere informazioni su argomenti che rimangono nell’ideale comune molto delicato, per non dire un vero e proprio tabù. Da qualche anno infatti è cresciuta la consapevolezza dell’importanza di questo fascio muscolare per il benessere fisico e psicofisico della donna ma anche dell’uomo, superando i tabù legati alla connessione tra tonicità del pavimento pelvico, salute sessuale e incontinenza.
«Proprio perché il pavimento pelvico è un argomento che va molto di moda, conoscerlo davvero, individuare le disfunzioni, ricevere una diagnosi corretta e saperlo trattare diventa il focus di attenzione da professionisti esperti che si appoggiano al sostegno del GIS A.I.FI. pavimento pelvico.»
 
A quale scopo?
«Diffondere le giuste informazioni sia in ambito preventivo che terapeutico e riabilitativo.»
 
Quali sono le disfunzioni del pavimento pelvico?
«Ecco le più diffuse:
• INCONTINENZA, sia URINARIA che FECALE
• STIPSI
• PROLASSO
• GRAVIDANZA E POST-PARTO
• SESSUALI
• DOLORE PELVICO
• VULVODINIA
• LICHEN GENITALE
• NEVRALGIA DEL PUDENDO o altre MALATTIE NEUROLOGICHE
• MALATTIE IN ETA’ PEDIATRICA
 
«Sono disfunzioni che possono colpire sia la donna che l’uomo, - spiega la dottoressa Borella - tuttavia con differenze molto rilevanti alla evidente conformazione perineale. La donna presenta una predisposizione ed una maggiore vulnerabilità alle disfunzioni come l’incontinenza, mentre per l’uomo incontinenza è prevalentemente di natura iatrogena, per esiti di prostatectomia (asportazione della prostata).
«La tutela del pavimento pelvico passa attraverso la capacità sia della donna che dell’uomo di riconoscerlo ed attivarlo in modo consapevole durante lo svolgimento delle azioni quotidiane. Per questo motivo, quando si ha a che fare con una qualsiasi disfunzione del pavimento pelvico è necessario affidarsi a professionisti competenti che siano in grado di predisporre un’attenta e precisa valutazione del deficit muscolare, attraverso un primo momento di osservazione visiva, per via vaginale e/o anale, in modo tale da per poter dare tutte le indicazioni corrette su quale modalità terapeutica sia utile al paziente se sia candidato alla fisioterapia.
«Tra le modalità terapeutiche più utilizzata dal fisioterapista specializzato in gestione delle disfunzioni del pavimento pelvico ritroviamo tecniche di massaggio del perineo e dei muscoli più profondi, l’educazione del paziente all’esecuzione di movimenti corretti e di esercizi altamente specifici e personalizzati (dosaggio, tempi di somministrazione, modalità di esecuzione).
«Spesso e volentieri è facile cadere in processi di semplificazione o banalizzazione, esponendo il paziente alla mera esecuzione di semplici esercizi di contrazione o rilasciamento, ma soprattutto esponendoli al rischio di trasmettere informazioni sbagliate, con un conseguente ritardo o impatto negativo sui tempi di recupero e sul benessere del paziente.»

Nadia Clementi - n.clementi@ladigetto.it
Dottoressa in fisioterapia Elisa Borella - referente regionale di AIFI
Sito web - https://aifi.net/associazione/


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