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In soccorso alle patologie pelviche – Di Nadia Clementi

Ne abbiamo parlato con la Presidente dottoressa Rosanna Piancone, che sabato 16 ottobre organizza a Trento un apposito «Presidio Sensibile-Invisibile»

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L’associazione Cistite.info APS e il movimento transnazionale femminista NUDM (Non Una Di Meno) insieme a diverse associazioni che si occupano di patologie uro-genitali stanno organizzando per il prossimo 16 ottobre un presidio «Sensibile-Invisibile» in diverse piazze italiane per sensibilizzare l'opinione pubblica e la politica sulla necessità di riconoscere a livello sanitario nazionale patologie ad oggi non riconosciute come la Vulvodinia, la neuropatia del pudendo, la fibromialgia, ecc.

Si calcola per esempio che il 10-15% delle donne sia affetto in forma più o meno intensa da vulvodinia, ma a tutt'oggi lo Stato italiano non la riconosce nonostante già nel 2019 sia stata inserita dall’OMS nell’undicesima revisione della Classificazione Internazionale delle Malattie (International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems – ICD).
Di conseguenza le donne che hanno dolore ai rapporti o dolore ad urinare vengono trattate con antibiotici o considerate isteriche.
Chi riesce ad ottenere una diagnosi dai pochi specialisti ad oggi competenti in materia deve pagare di tasca propria visite e cure senza neppure potersi assentare dal lavoro in quanto si tratta di una patologia invisibile e ufficialmente inesistente.
 
Da qui l'impegno dell’associazione Cistite.info APS e di tutte quelle che si occupano di questa patologia, unitamente ai medici esperti e alle organizzazioni femministe, nel preparare una proposta di legge che verrà presentata in Parlamento il 12 novembre e che sarà preceduta dal Presidio nazionale del 16 ottobre.
Anche Trento parteciperà all’evento, che si terrà in via Verdi, davanti alla facoltà di sociologia a partire dalle ore 15.00.

Si tratta di un evento molto coinvolgente che vede un cospicuo numero di persone impegnate da mesi. Maggiore sarà la partecipazione (del pubblico, delle donne affette da problemi uro-genitali, della stampa) e maggiore sarà la sua efficacia.
Durante la manifestazione si esibiranno gli/le artisti/e di strada La Murga, (ballerini/e, percussionisti/e non professionisti/e).
Di questo progetto ne abbiamo parlato con la Presidente dottoressa Rosanna Piancone.
 

 
Dottoressa Piancone, quali sono le patologie-urogenitali legate al mondo femminile?
«Si conoscono principalmente la cistite, la candida e le infezioni vaginali, ma quando queste diventano ricorrenti, o quando la sintomatologia non passa nonostante le terapie mirate, è necessario sospettare che si tratti di patologie tanto diffuse quanto misconosciute, che possono provocare la stessa sintomatogia.
«Mi riferisco a patologie quali la vulvodinia, l’endometriosi, l’adenomiosi, la fibromialgia, la neuropatia del pudendo, l’ipertono del pavimento pelvico. Tutte patologie per lo più non riconosciute dallo stato italiano e quindi non studiate, non diagnosticate e non curate adeguatamente.»
 
Qual è la frequenza con cui si manifestano queste malattie?
«Purtroppo si calcola che il 10-15% delle donne sia affetto da una di queste patologie che quasi sempre si presentano in coomorbilità (ossia si manifestano più patologie contemporaneamente).»
 
Quando sospettare che si tratti di una di queste patologie? Che sintomi provocano?
«I sintomi sono simili a quelli di una cistite o di un’infezione vaginale: bruciore ad urinare, frequenza e urgenza minzionale, prurito e bruciore genitale, dolore ai rapporti. Per questo motivo diventa difficile riconoscerle se non si è esperti. Quando la sintomatologia non passa nonostante le terapie mirate, è necessario sospettare che si tratti di qualcos’altro.
«Nello specifico, per dare qualche indicazione molto generale (ma che va assolutamente contestualizzata e valutata col medico competente) se c’è dolore ai rapporti è possibile che alla base ci sia un ipertono del pavimento pelvico.
«Se si ha urgenza, frequenza e bruciore urinario o dolore genitale in assenza di batteri o funghi è possibile che si tratti di neuropatia.
«Se si ha dolore genitale quando si utilizzano pantaloni stretti o quando si applicano creme e detergenti o ancora quando non si riesce ad andare in bicicletta o ad avere rapporti, è possibile che si tratti di vulvodinia.
«Se si hanno mestruazioni molto dolorose per le quali bisogna assumere anche 2 o 3 antidolorifici al giorno, se si osserva talvolta uno strano gonfiore dell’addome e se si hanno dolori alla penetrazione profonda è possibile che si tratti di endometriosi o adenomiosi.»
 
Quali le cause?
«Ad oggi non si conoscono le cause specifiche di queste patologie. Si sa però che c’è una certa multifattorialità nella loro insorgenza, che coinvolge fattori genetici, neurologici, muscolari, infiammatori.»
 
Da chi vengono diagnosticate?
«Proprio perché si tratta di patologie multifattoriali possono esser diagnosticate da diversi professionisti sanitari: neurologi, urologi, ginecologi, endocrinologi.
«Nel nostro sito (www.cistite.info) esiste una lista di medici esperti in grado di diagnosticare queste malattie misconosciute e di instaurare un trattamento idoneo (https://cistite.info/medici/medici-consigliati.html).»
 
Come si curano queste patologie pelviche?
«I trattamenti variano in base alla patologia, ma poiché le cause sono multifattoriali e c’è coomorbilità, bisognerà agire su più fronti per ottenere la remissione dei sintomi: muscolare (attraverso una specifica attività fisioterapica di rilassamento pelvico), neurologica (disattivando le fibre nervose ipersensibilizzate attraverso l’uso di neuromodulatori), alimentare (con una dieta antinfiammatoria), psicologica (con supporti alla persona e alla coppia), ricostruttiva (per rinforzare le mucose fragili), ormonali (in caso di endometriosi, adenomiosi o menopausa).»
 
Si guarisce da queste malattie?
«Sì, si guarisce, ma le possibilità di guarigione sono proporzionate alla tempestività della diagnosi e della terapia.»
 
Perché avete messo in campo una proposta di legge in difesa delle donne che soffrono di queste patologie?
«Maggiore è il ritardo diagnostico e terapeutico, maggiori saranno i danni provocati dalla malattia e minore sarà la possibilità di ottenere una remissione totale della patologia. Per questo stiamo lottando affinché queste malattie vengano riconosciute dallo stato e per divulgare una maggiore informazione a tutte le donne con sintomi uro-genitali che non passano.
«Spesso la donna si rassegna a questo dolore pensando erroneamente che sia normale. Il messaggio che vogliamo trasmettere anche attraverso il presidio del 16 ottobre è che il dolore non è normale, che non bisogna rassegnarsi, che bisogna ucire allo scoperto e parlarne, che le cure esistono e che abbiamo il diritto a diagnosi e terapie convenzionate senza dover fare lunghi viaggi della speranza e mutui in banca per poterci curare.»
 
Ci parli della performance che metterete in campo il prossimo 16 ottobre a Trento?
«Durante il presidio pacifico racconteremo alcune delle nostre storie affinché altre donne possano riconoscersi nei nostri sintomi, prendere coscienza delle loro problematiche e agire di conseguenza per la loro salute.
«Grideremo all’unisono il nostro coinvolgente grido di protesta, preparato in questi mesi a livello nazionale con grande fatica, ma con grande passione e partecipazione, contro uno stato che ignora queste patologie invisibili.
«La partecipazione di La Murga completerà il tutto con balli e percussioni coinvolgenti.»

Nadia Clementi - n.clementi@ladigetto.it

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