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La magica atmosfera natalizia di Rango – Di Nadia Clementi

Uno dei borghi più belli d’Italia è made in Trentino. Vale la pena parlarne

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Per godere dell’atmosfera natalizia di un tempo, a prescindere dai loro mercatini meravigliosi, ci siamo recati in un luogo che sembra uscito da un libro di fiabe a cielo aperto: stradine e case illuminate e adornate a festa in un tripudio di luci, colori e sapori.

Vi stiamo raccontando di uno tra i Borghi più belli d’Italia, Rango, un piccolo scrigno incastonato nell’altopiano del Bleggio e della Val Giudicarie, facilmente raggiungibile, si trova a pochi chilometri da Molveno sulla strada per Riva del Garda.

La visita è consigliata tutto l’anno, ma l'aria magica di questo borgo, rinasce soprattutto nel mese di dicembre, quando il borgo si apre ai visitatori per le festività natalizie.

 

 
La storia del borgo ha radici molto antiche e i primi reperti di villaggi palafitticoli ritrovati in quest’area risalgono addirittura al 2300 a.C., mentre il villaggio vero e proprio si sviluppa a partire dal II millennio d.C., iniziando a plasmare la sua struttura di piccola comunità di pastori.

La vita di Rango si evolve restando sempre profondamente legata alla vita contadina, all’allevamento degli animali ed alla coltivazione della terra.

Ancora oggi l’atmosfera rurale si riflette nei dettagli architettonici del paese, nella forma delle case, nelle antiche cantine e nello spirito dei suoi abitanti, fieri discendenti e testimoni di quelle epoche.

 

 
Nel piccolo borgo vivono circa 150 persone in case costruite con blocchi di granito e cementate dalla calce viva.

Sulle pareti delle case si trovano molte scritte che indicano le botteghe artigiane di un tempo: quella dell’arrotino, il «moléta», all’ombrellaio, al «caregheéta» che impagliava le sedie fino al «calièr», il calzolaio.

 

 
I balconi sono abbelliti dalle pannocchie di granoturco messe ad essiccare. Al piano terra c’è la stalla e la cantina (vòlt), il tutto costruito con le volte a botte.

All'interno di questi portici e cortili, dove si conservano, i frutti della terra, come le patate, vengono allestite bancarelle di prodotti biologici e creazioni di artigianato locali, che ne caratterizzano uno dei più famosi mercatini di Natale del Trentino.

 

 
A Rango, il mercatino non è allestito come quelli che siamo abituati a vedere nelle tipiche casette di legno, bensì diventa totalmente parte del contesto del borgo e per visitarlo bisogna attraversare portici, androni e corridoi originali.

A dicembre, le cantine e le soffitte si adornano di un tripudio di formaggi di malga, salami appesi, krapfen appena sfornati, decorazioni natalizie rigorosamente locali, legno intagliato, grappe alle erbe e marmellate biologiche.

 

 
Il percorso è accompagnato dal profumo balsamico del pino mugo, con il quale vengono fatti numerosi prodotti, dal miele alle caramelle, ai prodotti naturali contro i malanni di stagione.

Ogni angolo è una scoperta di sapori e odori, una delizia per gli occhi e il palato tra assaggi di cioccolatini, trota marinata, strudel e vino locale.


Non mancano naturalmente manufatti in legno, in ferro, gioielli, calzature in lana, composizioni floreali e articoli natalizi.

 

 
Nel cuore del paese, si trova la grande piazza con la fontana quadrata in granito, dove un tempo si abbeveravano le greggi o dove si attingeva l’acqua per spegnere il fuoco.

Nella vasca della fontana galleggia uno splendido presepe che sembra rappresentare il borgo in alcuni momenti della vita quotidiana all’epoca della natività.


Dalla piazza principale si snodano degli stretti vicoli in salita con strade acciottolate che permettono di camminare tra vecchie legnaie, fienili, case in pietra e legno collegate tra loro da antiche gallerie, cortili interni, mura fortificate, sembra di essere catapultati in un labirinto tutto da esplorare dove i piccoli dettagli ne fanno un capolavoro di storia e tradizioni.

 

 
Nel tempo, il borgo si è fortificato comprendendo una ventina di case scavate nella roccia, che si appoggiano l’una sull’altra per dare maggiore stabilità, rappresentava un importante luogo di passaggio per i pastori che seguivano le greggi.

Sempre sul finire dell'Ottocento desta ancora timore tra gli anziani la storia di una casa dove viveva una bambina posseduta da un demonio che attirava curiosi ed esorcisti da tutto il nord Italia, concordi ad affermare la veridicità del fatto.


Da questa vicenda deriva il nome di uno dei portici più misteriosi il «pòrtec del diàol», dove viveva la bambina con la sua famiglia.

 

 
L’edificio religioso principale del borgo è la Chiesa di Santa Lucia, un minuscolo edificio in stile barocco con annesso un cimitero, tipico nei paesi montani.

Passeggiando, tra le piazzole e le viuzze del borgo si incontrano anche dei gruppi folkloristici che intonano canti accompagnati da chitarra e fisarmonica.


Ci si può fermare ad assaporare pietanze tipiche della cucina trentina, come la polenta «carbonèra», i formaggi locali, i salumi di montagna come la «Ciuìga» del Banale (carne suina alle rape).

 

 
Inoltre, celebri sono i canederli, la trippa in brodo, l’orzetto, gli strudel e altri dolci tipici.

Ma, Rango è famoso per il suo prodotto più squisito la noce del Bleggio famosa per il guscio sottile facile da aprire, l’interno carnoso con un gusto gradevole e un sapore speziato.


Viene raccolta a mano, consumata cruda, oppure aggiunta alle celebri torte di noci regionali viene anche trasformata in un liquore dal gusto deciso, chiamato nocino.

 

 
Nel paese, non mancano le attrattive per i più piccini dagli agnellini ai babbi Natale che attraggono con stupore l’essenza del vivere in mezzo alla natura, come in ungrande presepe vivente.

Rango custodisce anche un interessante museo, il Museo della Scuola, le cui sale conservano materiali didattici storici della prima metà del ’900.
Tra i Mercatini di Natale non passano inosservate le panchine e le scarpe rosse collocate sulle scalinate e nei volt degli espositori.

In un perimetro della piazza di Rango è stata collocata una lunga sciarpa di lana fatta a uncinetto a rappresentare il cuore e il sangue delle vittime di violenza.
Anche quest’anno il borgo ha aderito al progetto AbbracciAM, un abbraccio forte a tutte le donne che sono vittime di violenza.

 
L’ingresso al borgo è libero ma la cura del distanziamento è a discrezione del turista!
Per accedere al mercatino di Natale non è previsto il braccialetto come a quelli di Trento, è obbligatorio il green pass con controlli a campione.



Il modo migliore per raggiungere è sicuramente a piedi, visto che il borgo è molto piccolo, lasciando l’auto nei parcheggi che distano circa 1 km dal centro.

Per i più pigri o bisognosi è previsto anche un bus navetta al costo di 1 euro.

Prima di arrivare a Rango si passa per un paese vicino è Balbido, celebre per i murales e per la Stria, la Strega più grande del mondo, si tratta di una scultura di oltre 10,77 metri realizzata con un fitto intreccio di canne di bambù e legno dall’artista Liberio Furlini, entrata nel Guinnes dei Primati.

 

 
La visita a questo borgo regala un’atmosfera veramente suggestiva, lasciando al turista la piena libertà di godere della semplicità, il calore e la genuinità della gente trentina.

Molto spesso dimentichiamo che il vero senso del Natale, non risiede in una sfarzosa cena o in un regalo costoso, ma consiste in uno stato d’animo autentico, in questo, gli abitanti di Rango ne sono un vero esempio.

Nadia Clementi – n.clementi@ladigetto.it


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