Home | Rubriche | Parliamone | Il tradimento in rete è vero tradimento? – Di Nadia Clementi

Il tradimento in rete è vero tradimento? – Di Nadia Clementi

Ce ne parla lo specialista, dott. Antonio La Torre, che risponde: «Direi proprio di sì»

image

>
Nell’era di Internet, tantissime storie d’amore nascono in chat o attraverso i siti di incontri e social network.
Ma cosa succede se, a trascorrere del tempo in rete per conoscere nuove persone, è il tuo partner? Scoprire il/la proprio compagno/a chatta con altri donne/uomini è sempre più spesso motivo di turbamento, anche se gli incontri virtuali non si concretizzano in qualcosa di fisico, ma restano semplici simpatie e flirt… virtuali, cioè non reali.
Abbiamo approfondito l’argomento chiedendo un parere al dottor Antonio La Torre, specialista in psichiatria, psicoterapeuta, Vice Presidente del Centro Italiano di Sessuologia di Bologna.
 
Dott. La Torre, questi incontri online, a volte anche morbosi, sono da considerarsi come tradimenti virtuali?
«Le rispondo invitando alla lettura dell’affascinante romanzo di Daniel Glattauer, Le ho mai raccontato del vento del Nord, in cui l’autore ci racconta in cosa consista il tradimento digitale messo in atto da Emmi e Leo, i protagonisti di un amore virtuale appassionante fatto di e-mail.
«Così Leo si rivolge alla protagonista del romanzo: Emmi mi scriva. Scrivere è come baciare, solo senza labbra. Scrivere è baciare con la mente….
«Il romanzo è stato un autentico best seller in Germania, al punto che Glattauner ha scritto un secondo romanzo (La settima onda) che è la continuazione della relazione digitale nata tra Emmi e Leo.
«Inquietanti sono però le conseguenze di questo amore virtuale: Perché se le prime sei onde sono sempre prevedibili, la settima può sconvolgere tutto, scrive Glattauner alludendo ad una sorta di tsunami che si abbatte sulla vita reale delle persone.»
 

Particolare de «La Grande Onda», del Giapponese Hokusai, 1760-1849.
 
Oggi si tradisce di più rispetto al passato? Che dati riportano le inchieste sull’argomento?
«Le percentuali dei diversi e numerosi sondaggi effettuati sul tema dell’infedeltà dicono bugie e verità, al punto che il celebre sessuologo Willy Pasini ironicamente si chiede: Gli italiani sono degli adorabili fedeli o degli adorabili bugiardi?.
«Secondo Cantelmi e Carpino, “i risultati di molti sondaggi di opinione attestano che la maggior parte delle persone che vivono un rapporto di coppia ha tradito almeno una volta o ha desiderato farlo. Molte persone ammettono che hanno avuto uno o più amanti, occasionali o stabili”.
«Secondo lo stesso Willy Pasini, oggi si tradisce di più rispetto al passato per molteplici motivi, ma anche per una ragione molto semplice: “viviamo di più, e questo ci apre a molti amori e, quindi, a molte più possibilità di tradimento”.
«Bisogna poi considerare quella che Pasini definisce una “nuova sessualità, liberata prima dalla procreazione e ora anche dal cuore, a creare le condizioni per il tradimento”.
«Non a caso Pasini ha scritto di una società che sembra favorire il tradimento: viviamo in una società sempre più narcisista, “ragion per cui l’Io è prevalente sul Tu e, soprattutto sul Noi. All’Io tutto è permesso: ogni desiderio deve venire soddisfatto, non appena è possibile”.
«Viviamo in un modo erotizzato: “ad esempio, una bella ragazza, soprattutto se svestita e ammiccante oggi serve a vendere di tutto: la nostra società, dove i media (dai giornali, alla Tv, a internet) sono sempre più importanti, è sempre più erotizzata. L’erotizzazione della cultura mediatica e la pubblicità fanno sì che la sessualità felice sia diventata un dovere. E di conseguenza, l’infedeltà si diffonde come un’obbligatoria ricerca di felicità”. Certo queste considerazioni non valgono per tutti. 
«Francesco Alberoni dice ad esempio che oggi c’è uno “scontro tra credenti e non credenti. I credenti, soprattutto di tradizione cattolica, ritengono un valore l’indissolubilità del matrimonio e la fedeltà coniugale. All’opposto, troviamo coloro che appartengono alla tradizione illuminista secondo la quale l’uomo è libero di fare di sé ciò che vuole anche in campo sessuale e sentimentale. Assistiamo dunque ad un accesso dibattito fra credenti e non credenti, e il conflitto si esprime anche nella valutazione della fedeltà e del tradimento” (Pasini).
«La sostanza è che il tradimento oggi è più urlato e diffuso: è addirittura globalizzato. "Il tradimento è quindi globale e transnazionale, ma ciò non toglie nulla alla violenza e al furore con cui travolge la vita delle persone” (Pasini).
«Ed è di questa sofferenza di cui vorrei parlare oggi ed in particolare di quella legata ai cosiddetti nuovi tradimenti.
«Willy Pasini scrive che i “nuovi adulteri sono mediatici e tecnologici, e si servono dei più sofisticati sistemi di comunicazione, le chat e Internet, e magari anche Skype, la nuova possibilità di telefonate on line. Fra i nuovi (dal punto di vista sociologico) tradimenti sono degni di nota -continua Pasini - quelli, in aumento, con persone dello stesso sesso e la tendenza a considerare le relazioni parallele quasi più naturali della monogamia”.
«Già nel 2010 così scriveva dalle pagine del quotidiano La Repubblica la giornalista Natalia Aspesi: “Il tradimento digitale è la versione contemporanea, impoverita e sdrucita, molto più facile e vacua, del tradimento epistolare. Lo si esercita succintamente e velocemente anche in tram, con un sms, e si adatta benissimo al sentimentalismo sgarbato dei reality italiani. Un tempo batteva il cuore mentre sulla carta, con penna d' oca o biro, bisognava riempire pagine spesso bagnate di lacrime, raccontando ogni emozione, ogni sogno, ogni attesa, tra i fremiti del peccato, del proibito, il che rendeva erotico anche il tradimento più casto, letterario. Adesso gli schermi digitali non raccolgono lacrime e consentono l'afasia: poche parole magari abbreviate, e si è innamorati, adulteri, soddisfatti e magari solo un po' in apprensione. Esistono ancora mariti e mogli che tengono d' occhio il cellulare dell'altro/a e se ci trovano parole e nomi sospetti, fanno scenate. Sono esemplari umani che giustamente ritengono più grave il tradimento delle emozioni e del pensiero di quello sessuale che è molto più volatile (…)” (Aspesi).
«Mi sembra che venga oggi sottovalutata la sofferenza legata a queste forme di nuovo tradimento.
«Non è facile parlare di questo argomento anche perché il linguaggio usato ha connotazioni e significati diversi per le persone.»
 

 
Ma allora, che cosa si intende oggi per «tradimento»? Il significato di tradimento è condiviso da tutti? E cosa si intende per fedeltà? E per adulterio?
«Non credo si possa parlare di tradimento in termini assoluti e astratti: spiegherò questo concetto attraverso la storia (i nomi sono di fantasia) di Enza e Matteo, che mi hanno consultato per un calo del desiderio sessuale. Questa coppia (entrambi quarantacinquenni, sposati da circa 20 anni, con due figli maggiorenni) condivide alcune coordinate che espongo qui di seguito.
«Per loro, fin dal primo momento, la fedeltà reciproca non può ridursi all’aspetto sessuale, ma riguarda anche il rispetto della sensibilità, della dignità e del punto di vista dell’altro partner.
«La fedeltà riguarda dunque non solo il rispetto dell’altro, ma riguarda anche il rispetto del patto che la coppia ha scelto e individuato insieme, quindi il rispetto delle regole che i due partner si sono dati.
«Una volta costruito un patto di condivisione di vita, di obiettivi, di traguardi da raggiungere insieme, sia Enza che Matteo desiderano e si ripromettono di rimanere nel tempo all’interno del patto condiviso inizialmente insieme.
«Nella storia di Enza e Matteo accade però ad un certo punto che Enza si innamori via chat di un’altra persona conosciuta su facebook: Enza vive a distanza una passione travolgente che la trasforma anche fisicamente: mangia sempre di meno, cambia tipo di alimentazione finendo col perdere di peso, conduce una vita sempre più ritirata socialmente, trascura gli amici al punto che qualcuno di loro pensa che stia attraversando un periodo di esaurimento nervoso.
«Enza ritorna come adolescente, vestendosi come una spice girl o una winx, scrive lettere e poesie d’amore al suo nuovo compagno, con cui vive un’autentica e travolgente passione fatta solo di sentimenti vissuti a distanza.
 

Winx.
 
«È felice e contenta, quasi in estasi, ascoltando musica alla radio e cantandoci sopra. La relazione a distanza si fa rapidamente intensa nel giro di un mese.
«Curiosamente Enza non sembra rendersi conto del suo cambiamento. Considera quanto accade un fatto del tutto ordinario e naturale e sembra non percepirlo come un tradimento del patto stretto con Matteo, il quale però inizia ad accorgersi che qualcosa è cambiato e ne parla apertamente con Enza.
«Matteo ha intuito qualcosa e con pazienza tenta un dialogo con la sua compagna, da cui però ottiene risposte che lo lasciano distrutto emotivamente: inizialmente Enza riferisce frasi vaghe del tipo ho bisogno di riflettere, ho bisogno di stare da sola, poi ammette la relazione a distanza, che però da lì a breve si conclude spontaneamente visto il rifiuto del compagno virtuale di Enza di incontrarla fisicamente (così come lei gli avevo chiesto).
«A questo punto però l’atteggiamento di Enza cambia: si arrabbia ferocemente con Matteo perché considera l’evento verificatosi su facebook un arricchimento personale, non considera il suo innamoramento per un’altra persona un tradimento perché non c’è stato un rapporto sessuale: insomma si è trattato per Enza di un evento del tutto naturale per il quale comunque si autoassolve, dal momento che si è trattato per lei di un’esperienza di vita e non un caso di cui parlare in coppia (a parte con alcune amiche con cui nel frattempo aveva ripreso un dialogo interrotto) né da sottoporre a giudizio, men che meno di tipo morale.
«L’irritazione di Enza nasce dal fatto che non vuole confrontarsi con Matteo sull’accaduto, considerandolo un fatto del tutto privato che non riguarda –a suo dire- il marito, al quale intima di non parlarne più.
«Matteo ne soffre invece molto: perfino i suoi tentativi di fare comprendere la personale sofferenza psicologica sono del tutto incomprensibili agli occhi di Enza, che anzi rincara la dose accusandolo di essere un debole per via della sua stessa sofferenza!»
 
Ma di questa vicenda, qual è il nodo problematico che salta all’occhio?
«Enza ha perso completamente di vista il patto costruito e condiviso col marito: non solo, colpevolizza il marito per la sofferenza da lui sperimentata di cui lei non si sente minimamente responsabile e che non comprende nel modo più assoluto, provando sdegno, risentimento e perfino rabbia perché il marito si sente ferito per una storia nata e finita su facebook.
«Insomma, per Enza una storia d’amore nata e conclusasi sul social network non si configura come tradimento solo perché è virtuale e non sessuale. Che si tratti di tradimento o meno (lo lascio valutare a chi legge, anche se non mi sembrano ci siano dubbi!), rimangono due certezze nella storia di questa coppia: Matteo si è completamente demoralizzato ed ha perso quel clima di fiducia che aveva nei confronti della coppia, mentre Enza è diventata nervosa, irritabile e scontrosa perdendo completamente di vista la sensibilità per la dignità e per il punto di vista di Matteo.
«L’aspetto devastante per questa coppia è che la storia di cui sopra si è poi ripetuta a distanza di qualche mese con modalità analoghe con un altro uomo, con cui Enza ha iniziato a messaggiare via whatsapp, con sms, con telefonate e poi ancora con facebook, arrivando però questa volta perfino a incontrare l’uomo oggetto dei suoi interessi, per quanto camuffati da aspetti di tipo filantropico. L’atteggiamento da lei ostentato era lo stesso di quello sopra descritto.
«Insomma, una coppia sull’orlo di una crisi di nervi, per la quale la separazione sembra alle porte. Non di terapia sessuale hanno bisogno Enza e Matteo se vorranno salvare il loro matrimonio, bensì di un intervento psicoterapico complesso e articolato che in questa sede non ho lo spazio di raccontare.
«Per dare solo l’idea della complessità, è utile ricordare qui il ruolo nefasto di un maltrattamento subito in famiglia da Enza quando era bambina. Per Enza valgono le considerazioni della nota studiosa Alice Miller: al bambino maltrattato viene negato il diritto alla dignità e al rispetto dovuti a ogni essere umano, per cui “gli diventa impossibile percepire e tanto più proteggersi dalle umiliazioni, dagli atti degradanti e di spregio di cui è vittima (…). In età adulta, quel bambino farà suo il medesimo modello educativo (sperimentato nel passato) praticandolo con i propri partner e i propri figli (…)” (Miller).
«Questo sembrava proprio il caso di Enza, che tendeva da adulta a rivolgere verso il marito quelle umiliazioni di cui lei stessa era stata vittima da bambina, indirizzando sentimenti di rabbia contro il partner.
«La storia di Enza e di Matteo insegna che non bisogna mai sottovalutare innocenti relazioni virtuali, le cui conseguenze possono essere molto dolorose per la coppia.»
 

 
L’infedeltà online, anche quando rimane confinata al mondo virtuale, può essere causa di sofferenza, proprio come quella «reale», in «carne e ossa»?
«Direi proprio di sì.
«Ognuno reagisce a modo proprio di fronte a un tradimento, sia esso reale che virtuale. Bisogna quindi valutare la reazione emotiva, il vissuto psicologico della persona, che non è mai uguale per tutti: le reazioni possono essere quanto mai differenti e variegate. L’attenzione del terapeuta si concentra sul significato simbolico che quel particolare evento può ricoprire nella vita di una determinata persona.
«Non credo esista un rapporto direttamente proporzionale tra sofferenza sperimentata e tipologia di tradimento.
«Interessante e condivisibile risulta a questo proposito quanto scrive Esther Perel nel suo recente libro (intitolato: Così fan tutti. Ripensare l’infedeltà): “Alcune storie clandestine sono peggiori di altre? Alcuni tipi di infedeltà fanno meno male e si rivelano di più facile guarigione? Per quanto abbia cercato di identificare degli schemi nell'interazione tra azione e reazione, non sono ancora riuscita a trovare una corrispondenza esatta tra la gravità della trasgressione e l'intensità della risposta”.
«Al di là della risposta del singolo individuo, bisogna valutare anche come la coppia reagisce e gestisce il tradimento.
«A titolo di esempio, le bugie raccontate al partner possono essere fonte di sofferenza più che il tradimento stesso, come racconta magistralmente Marcel Proust nel celeberrimo Alla Ricerca del Tempo Perduto, attraverso le parole del protagonista Charles Swann alla sua amata Odette de Crécy: “Il mio rancore verso di te non deriva dalle tue azioni, ti perdono tutto poichè ti amo, ma dalla tua falsità, dalla falsità assurda che ti fa persistere a negare cose che già so. Ma come vuoi che possa continuare ad amarti quando ti vedo sostenere, giurarmi una cosa che so falsa?”.»
 
I social media hanno ampliato le possibilità di nuovi incontri al di fuori della coppia, rimanendo a casa senza destare sospetti, come si possono cogliere i campanelli d’allarme?
«La domanda è retorica, nel senso che i segnali in genere sono talmente evidenti che riformulerei la sua domanda nei termini opposti: Come si possono non cogliere i campanelli di allarme?
«Il problema diventa semmai quando, di fronte a (numerosi) comportamenti più o meno evidenti e suggestivi di flirt virtuali, il partner (protagonista dell’infedeltà) reagisca molto spesso arrabbiandosi per i sospetti avanzati nei suoi confronti, trascurando completamente la sofferenza e le preoccupazioni indotti nel/nella compagno/a: quest’ultimo/a finisce paradossalmente con l’essere denigrato, attaccato, criticato, sminuito, ridicolizzato, svilito anche con arroganza e strafottenza.
«Si verifica una vera e propria mistificazione della realtà: non solo non viene ammesso il tradimento, ma colui che viene sospettato reagisce con rabbia, gettando nello sconforto e nella sofferenza più atroce il partner.
«Mi consenta di citare a tale proposito ancora Marcel Proust, quando Swann chiede a Odette: “Dimmi sulla tua medaglietta, se hai mai fatto, sì o no, quelle cose”. E Odette risponde: “Ma che ne so io, esclamò lei con rabbia, forse molto tempo fa, senza rendermi conto di quel che facevo, forse due o tre volte”.
«Marcel Proust descrive come segue lo stato d’animo del protagonista dopo avere udito quelle parole: “Swann si era prospettate tutte le possibilità. La realtà, dunque, è qualcosa che non ha alcun rapporto con le possibilità, non più di quanto la coltellata che riceviamo abbia rapporto con i lievi movimenti delle nubi sopra il nostro capo, giacché quelle parole, due o tre volte, segnarono nel vivo del suo cuore una specie di croce. Era strano che quelle parole, due o tre volte, semplici parole, parole pronunciate nell’aria, a distanza, potessero straziare il cuore come se lo toccassero veramente, potessero intossicarlo come un veleno realmente ingerito”.»
 

 
L’Infedeltà online: un flirt virtuale «conta» quanto un vero tradimento?
«Certamente può essere considerato alla stessa stregua, per le ragioni già esposte. Vecchi o nuovi (nel senso di tecnologici) tradimenti, la sostanza non cambia: la sofferenza di Charles Swann di cui ha scritto nei primi del novecento Marcel Proust mi sembra attuale quanto quella della storia tra Enza e Matteo qui narrata.»
 
Fare sexting (lo scambio di messaggini o immagini), vivere via chat le proprie fantasie sessuali, «incontrarsi» su siti specializzati è considerato come avere un o una amante in carne ed ossa?
«Dipende da come è vissuto dalla persona.»
 
Se si sospetta che il compagno abbia una relazione virtuale, come ci si deve comportare?
«Le prospettive da cui affrontare la vicenda sono molteplici.
«Dal mio punto di vista, la prima e più banale cosa da fare è cercare di parlarne con il partner, cercando le occasioni adatte e soprattutto il tempo necessario. Da evitare nel modo più assoluto domande o toni accusatori, che finirebbero solo con creare tensione e incrinare la fiducia. Se si desidera recuperare il rapporto, bisogna essere disponibili al dialogo.
«Consulenze di natura legale (in sostanza, rivolgendosi ad un avvocato) o di tipo investigativo, possono essere talvolta necessarie: esistono on line molteplici siti web che danno informazioni in questi ambiti.»
 

 
Scoprire l’infedeltà del proprio partner può essere psicologicamente devastante: quindi cosa fare?
«Chiedere un supporto psicologico è indicato, soprattutto quando la situazione ha un impatto traumatizzante da un punto di vista emotivo: sono comuni risvolti di tipo depressivo, che possono richiedere trattamenti psicoterapici e talvolta anche farmacologici. Le situazioni possono essere quanto mai svariate e differenti.
«Il caso di Enza e Matteo è emblematico di una relazione con dinamiche relazionali assai complesse e dolorose: il carnefice assume spesso il ruolo di vittima; al contempo, il carnefice riesce a manipolare la vittima in modo tale da farle ricoprire il ruolo di carnefice, in uno scambio di ruoli che confonde e disorienta, col risultato finale di accrescere la sofferenza.
«Enza (nel ruolo di carnefice/traditore) colpevolizza il marito (nel ruolo di vittima/tradito) per la sofferenza da lui sperimentata di cui lei non si sente minimamente responsabile. Agli occhi di Enza, il marito assume il ruolo del carnefice perché lei stessa non si sente assolutamente in dovere di alcunché nei confronti del marito: in siffatta maniera, Enza si auto-elegge al ruolo di vittima. Insomma, oltre al danno pure la beffa…»
 
Nadia Clementi - n.clementi@ladigetto.it

Antonio La Torre - latorreantonio@libero.it
Dott. Antonio La Torre, medico chirurgo, specialista in psichiatria, psicoterapeuta, Vice Presidente del Centro Italiano di Sessuologia di Bologna.

Bibliografia:
Alberoni F.: Il ritorno dello scontro tra credenti e non credenti. Corriere della Sera, 21 maggio 2007.
Aspesi N.: L’era dell' adulterio /2. Se il desiderio virtuale cambia le nostre passioni, La Repubblica, 26 marzo 2010.
Cantelmi T, Carpino V.: Tradimento on line. Limite reale e virtuale dell’amore, Franco Angeli, 2005.
Glattauer D.: Le ho mai raccontato del vento del Nord, Feltrinelli, 2010.
Glattauer D.: La settima onda, Feltrinelli, 2010.
Miller A: La rivolta del corpo. I danni di un’educazione violenta. Raffaello Cortina Editore, 2005.
Pasini W: Amori infedeli. Psicologia del tradimento. Mondadori, 2007.
Perel E.: Così fan tutti. Ripensare l’infedeltà, Solferino, 2018.
Proust M.: Un amore di Swann, in Alla Ricerca del tempo perduto, Arnaldo Mondadori Editore, 1983.

Condividi con: Post on Facebook Facebook Twitter Twitter

Subscribe to comments feed Commenti (2 inviato)

avatar
Tiziana 08/10/2018
Argomento molto complesso, argomentato in maniera analitica ed interessante.
Grazie Nadia
Thumbs Up Thumbs Down
0
avatar
Fabio 08/10/2018
Le relazioni virtuali rappresentano il cancro della ns società ...
Thumbs Up Thumbs Down
0
totale: 2 | visualizzati: 1 - 2

Invia il tuo commento comment

Inserisci il codice che vedi sull' immagine:

  • Invia ad un amico Invia ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Plain text Versione solo testo

Pensieri, parole, arte

di Daniela Larentis

Parliamone

di Nadia Clementi

Musica e spettacoli

di Sandra Matuella

Psiche e dintorni

di Giuseppe Maiolo

Da una foto una storia

di Maurizio Panizza

Letteratura di genere

di Luciana Grillo

Scenari

di Daniele Bornancin

Dialetto e Tradizione

di Cornelio Galas

Orto e giardino

di Davide Brugna

Giovani in azione

di Astrid Panizza

Nella botte piccola...

di Gianni Pasolini

Campi da golf

di Francesco de Mozzi

Storia dell'Autonomia

di Mauro Marcantoni

Cartoline

di Bruno Lucchi

Amici a quattro zampe

di Fabrizio Tucciarone